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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: GuyMontag il 03 Giu 2014, 15:11

Titolo: Bartali
Inserito da: GuyMontag il 03 Giu 2014, 15:11
Ho 57 anni, una vita vissuta (abbastanza) avventurosamente, piena di vittorie e di sconfitte, di traguardi raggiunti e di catastrofici avvenimenti che mi hanno costretto a ricominciare da capo, amori, separazioni, tradimenti, delusioni, lutti, cambi di case, di vita, di abitudini, certezze sgretolate e faticose ricostruzioni, e il mondo intorno che - impazzito - cambiava alla velocità della luce.

Di emozioni, comunque, come tutti, credo.

Oggi andavo a ripercorrere la mia vita, alla ricerca dei momenti più importanti. Quelli che ti segnano, gli spartiacque, quelli che ti ricorderai per sempre, attimo per attimo, cosa stavi facendo. E mi sono accorto che - di quei momenti - la maggior parte è dedicata al calcio. Senza classifiche, perché la vita non ammette classifiche. La nascita dei miei figli, quella sì, me la ricordo come un'angosciosa telecronaca, una sorta di calcio minuto per minuto. Dubbi, angoscia, sono nati un mese prima, un'operazione d'urgenza, un pacchetto di Marlboro andato via in una nottata, in una sala d'aspetto dove era vietato fumare, ma chissenefrega, rincorrendo i medici che si affacciavano per carpire informazioni, fino... fino alla vittoria. Sono nati, stanno bene, la mamma sta bene, e io alle sei di un mattino di pioggia che abbracciavo il cameriere di un bar e non sapevo dire altro che sono papà, sono papà...

Ok, quello. Però gli altri supposti momenti da ricordare, l'incontro con mia moglie, la prima volta, la laurea, e tutte quelle pietre miliari della nostra vita, scivolano nella mia memoria un po' così, non riesco più a ricordarmi l'emozione, le sensazioni, la gioia...

Devo ammettere, il calcio nella mia vita ha contato più di quanto avrebbe probabilmente dovuto (cit.). La notte di Madrid, la cronaca di una giornata sudata, appiccicosa, in cui non riuscivo a pensare ad altro, a consultare l'orologio dalla mattina, quanto manca alla partita, e come faccio ad arrivarci intero, e poi la partita, vista da solo, non voglio nessun altro, in piedi sul davanzale della finestra, a urlare come un ossesso, anni di educazione, di cultura, di ideali politici, tutto al cesso, abbiamo spaccato il culo ai tedeschi, siamo campioni, c'è la crisi, magari chissenefrega dell'Italia, ma oggi no, oggi è nostro, e scendi in strada, non esistono classi, differenze, una nazione di fratelli per un giorno, e cogli nello sguardo altrui il tuo stesso sguardo, ebete, felice, il mondo potrebbe finire oggi e non c'è problema, ho già dato...

E quel giorno di cinque anni dopo, a Napoli, quando lo stesso mondo era ad un passo dal crollarti addosso, quando sempre in quell'afoso luglio tutte le mie speranze, le mie ambizioni, i miei progetti per il futuro si limitavano ad una sola istanza: battere il Campobasso. Mi ero laureato pochi giorni prima... la laurea? L'avrei barattata senza problema con un golletto di Fiorini... e poi il gol, un boato mai più ascoltato, il cielo finalmente limpido, domani, domani chissenefrega. Siamo in B. Sai che risultato, ma cosa potete capire...

Poi c'è stata la notte di Birmingham, il 14 maggio, il 26 maggio, tutti momenti unici, irripetibili, in cui la gioia non è offuscata da nessuna ombra, momenti per i quali ringrazi il Signore per averteli fatti vivere e che valgono più di tutto. Soldi, donne, successi sul lavoro, niente, niente di lontanamente paragonabile.

E ci sono quelli che non capiscono. Quelli che ti guardano con commiserazione, che ti compatiscono per il tempo, le energie, il bagaglio di emozioni investite nel calcio. Quelli che ventidue scemi in mutande dietro ad una palla. Cosa si perdono, si sono persi, si perderanno. E nessun momento, anche oscuro, è sprecato invano. Perché poi arrivano quei momenti. Ora sembrano lontani, ma arriveranno. Di nuovo. E aggiornerò la mia lista di giornate imperdibili. Non nel calcio. Nella mia vita.

Che dite? Sono io che sono limitato, un poveraccio in definitiva, ben altro è ciò che conta nella vita... e voi, siete dei poveracci come me o persone sagge, raziocinanti, che sanno godere della vita e per le quali il calcio è - al massimo - un bel passatempo domenicale?

E tramonta questo giorno in arancione
e si gonfia di ricordi che non sai
mi piace restar qui sullo stradone
impolverato, se tu vuoi andare, vai...
e vai che il sto qui e aspetto Bartali
scalpitando sui miei sandali
da quella curva spunterà
quel naso triste da italiano allegro
tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
C'è un po' di vento, abbaia la campagna
e c'è una luna in fondo al blu...
Tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
- e vai al cine, vacci tu! -
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: sorazio il 03 Giu 2014, 15:31
bellissime parole guy, la lazio va vissuta in quanto tale e nn in funzione di mr x o y.... tanto alla fine sempre qua stiamo
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: italicbold il 03 Giu 2014, 15:35
Ci pensavo qualche giorno fa.
Perché é vero che ogni tanto ci pensi. Se sei una persona senziente.
Che il calcio ha contato nella tua più di quanto avrebbe probabilmente dovuto (cit. della cit.)
Ci pensavo l'altro giorno mentre guardavo un mio amico francese, in preda a una fortissima depressione..
Cos'é stato il passaggio o la ragione per cui lui sta cosi' e io no ? Mi chiedevo questo.
Poi mi sono risposto che nel momento in cui la vita ti lascia, o ti crea, dei vuoti dentro, e anche fuori, c'é sempre stata una ciambella di salvataggio biancoceleste a cui aggrapparti. O un gol di Fiorini appunto.
Una passione dirotta, stupida, incoerente. Di quelle da mostrare alle trasmissioni del pomeriggio su raidue.
Come quello che colleziona vecchie lattine di birra fino a riempire due appartamenti o quello che ha deciso che per il resto della sua vita si vestirà soltanto in rosa.
I matti, i matti scatenati. Quelli per cui proviamo compassione guardandoli in televisione.
Senza accorgersi che hanno ragione loro.

Vivaddio che esistono le passioni folli, ingiustificate, che passano sopra i vuoti della vita.

Titolo: Re:Bartali
Inserito da: blow il 03 Giu 2014, 15:46
 :clap: :cheers:
a Guy e IB, come non essere d'accordo?
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: FedericaB il 03 Giu 2014, 15:54
Citazione di: italicbold il 03 Giu 2014, 15:35
Ci pensavo qualche giorno fa.
Perché é vero che ogni tanto ci pensi. Se sei una persona senziente.
Che il calcio ha contato nella tua più di quanto avrebbe probabilmente dovuto (cit. della cit.)
Ci pensavo l'altro giorno mentre guardavo un mio amico francese, in preda a una fortissima depressione..
Cos'é stato il passaggio o la ragione per cui lui sta cosi' e io no ? Mi chiedevo questo.
Poi mi sono risposto che nel momento in cui la vita ti lascia, o ti crea, dei vuoti dentro, e anche fuori, c'é sempre stata una ciambella di salvataggio biancoceleste a cui aggrapparti. O un gol di Fiorini appunto.
Una passione dirotta, stupida, incoerente. Di quelle da mostrare alle trasmissioni del pomeriggio su raidue.
Come quello che colleziona vecchie lattine di birra fino a riempire due appartamenti o quello che ha deciso che per il resto della sua vita si vestirà soltanto in rosa.
I matti, i matti scatenati. Quelli per cui proviamo compassione guardandoli in televisione.
Senza accorgersi che hanno ragione loro.

Vivaddio che esistono le passioni folli, ingiustificate, che passano sopra i vuoti della vita.

Se me lo stampassi e me lo attaccassi al muro?! :since
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Tarallo il 03 Giu 2014, 16:00
Provoco.

Esistono passioni forti (sia lodato italic, e pure Guy, fin li' sono d'accordo) che sono molto piu' belle, piu' sane, piu' civili, meno violente, meno divisive (se dice? che dividono, insomma), meno volgari.
Esiste la passione fracica per la fotografia, che ti fa esprimere, ti fa conoscere te stesso, ti aiuta a connetterti con gli altri, ti fa creare bellezza;
quella per il golf, che ti consuma non meno della nostra, che ti trasforma, che ti opprime, che ti lbera, che quando poi a lei ti abbandoni arriva a definirti.
Potrei continuare.
La nostra e' una malattia, come forse tutte le passioni, che diventano patologiche perche' ci sostengono e ci consumano. Ma non e' la piu' bella. Troppe cose non mi piacciono. Per questo non l'ho passata ai miei figli. Io voglio che se incontrano uno della roma riescano a parlarci.
Io je devo sputa'.
Non e' bello.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: italicbold il 03 Giu 2014, 16:09
Citazione di: Tarallo il 03 Giu 2014, 16:00[...]Ma non e' la piu' bella. [...]

Io penso che ogni passione é bella a mamma sua.
Insindacabile.
Il problema é quando non se ne ha nessuna.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Panzabianca il 03 Giu 2014, 16:09
mi sembra solo stamani che indugiavo sul quadro elettrico di casa per cercare di infilare da qualche parte una scheda sim e veder funzionare il frigorifero.






ma, in cuor mio pensavo e penso ancora che Donadoni a Inzaghi jé fa er fiocco. (c.azzo!)
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: DajeLazioMia il 03 Giu 2014, 16:18
Citazione di: Tarallo il 03 Giu 2014, 16:00
Provoco.

Esistono passioni forti (sia lodato italic, e pure Guy, fin li' sono d'accordo) che sono molto piu' belle, piu' sane, piu' civili, meno violente, meno divisive (se dice? che dividono, insomma), meno volgari.
Esiste la passione fracica per la fotografia, che ti fa esprimere, ti fa conoscere te stesso, ti aiuta a connetterti con gli altri, ti fa creare bellezza;
quella per il golf, che ti consuma non meno della nostra, che ti trasforma, che ti opprime, che ti lbera, che quando poi a lei ti abbandoni arriva a definirti.
Potrei continuare.
La nostra e' una malattia, come forse tutte le passioni, che diventano patologiche perche' ci sostengono e ci consumano. Ma non e' la piu' bella. Troppe cose non mi piacciono. Per questo non l'ho passata ai miei figli. Io voglio che se incontrano uno della roma riescano a parlarci.
Io je devo sputa'.
Non e' bello.
Sai, un po' capisco quello che dici, ma sono più vicino a Guy e a IB (anche per esperienza personale).
Io quando penso a un riommico je voglio sputà, ma...
Abito fuori e i miei amici, quelli con cui hai condiviso tanto fin da piccolo, ormai li vedo una volta l'anno e non ho FB e roba varia e non sono uno che alza facilmente la cornetta come si diceva una volta. Ogni volta che ci vediamo, in mezzo è passato un altro pezzo di vita...
"Aho, sta Laziotta?"
"Sei popo de a riomma"
E s'abbracciamo, parliamo di tutto un anno, tra un gervinho è na pippa/è forte, Keita è un fenomeno/ se deve confermà.
Ho parlato di calcio con gente che ho incontrato 1 sola volta nella vita in posti lontanissimi da casa mia e nel tempo.
@Guy
Ho letto le tue righe mentre passava in radio "Un amore così grande".
Non aggiungo altro. Brividi.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Adler Nest il 03 Giu 2014, 16:18
è il bello della passione.
L'irrazionalità.
Quello che ti fa sperare anche al 93' e sei sotto di 2 gol che qualcosa cambi.
Nella vita di ognuno di noi, siamo arrivati al 93' e siamo usciti dal campo a testa china, ed è successo invece qualcosa di speciale quando non ci speravi, qualcsa che ti ha fatto sentire come Behrami o come Klose o come Castroman.
Le vittorie, le sconfitte: ognuno di noi, poi reagisce in maniera diversa.
Vi lascio queste parole: ""Vincere non cambia niente. Adesso che ho vinto uno slam, so qualcosa che a pochissimi al mondo è concesso sapere. Una vittoria non è così piacevole quant'è dolorosa una sconfitta".- Andrè Agassi.
Io mi sento un pò così, mi consola la Lazio e per quella difendo con le unghie e con i denti questo piccola isola felice circondata da acque tumultuose.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: er polipo il 03 Giu 2014, 16:20
Citazione di: Tarallo il 03 Giu 2014, 16:00
Provoco.

Esistono passioni forti (sia lodato italic, e pure Guy, fin li' sono d'accordo) che sono molto piu' belle, piu' sane, piu' civili, meno violente, meno divisive (se dice? che dividono, insomma), meno volgari.
Esiste la passione fracica per la fotografia, che ti fa esprimere, ti fa conoscere te stesso, ti aiuta a connetterti con gli altri, ti fa creare bellezza;
quella per il golf, che ti consuma non meno della nostra, che ti trasforma, che ti opprime, che ti lbera, che quando poi a lei ti abbandoni arriva a definirti.
Potrei continuare.
La nostra e' una malattia, come forse tutte le passioni, che diventano patologiche perche' ci sostengono e ci consumano. Ma non e' la piu' bella. Troppe cose non mi piacciono. Per questo non l'ho passata ai miei figli. Io voglio che se incontrano uno della roma riescano a parlarci.
Io je devo sputa'.
Non e' bello.

Io sto messo peggio. Me sembro questi qui...

Titolo: Re:Bartali
Inserito da: rocchigol il 03 Giu 2014, 16:41
fiorini, calori, nesta col milan, nedved in finale, lulic...

e poi la paura di calciopoli, sembravo uno zombie quei giorni che si parlava di B e penalizzazione.

no, non sei solo. Le tue stesse emozioni le provo io ogni volta che la LAZIO scende in campo.

ho esultato al rigore di biglia contro il bologna... questo sono io!

fregacazzi de lotito o calleri o cragnotti.

IO C'HO LA LAZIO e LA LAZIO C'HA A ME.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: JSV23 il 03 Giu 2014, 16:44
Topic bellissimo, grazie.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Kredskin il 03 Giu 2014, 17:11
Citazione di: GuyMontag il 03 Giu 2014, 15:11
Ho 57 anni, una vita vissuta (abbastanza) avventurosamente, piena di vittorie e di sconfitte, di traguardi raggiunti e di catastrofici avvenimenti che mi hanno costretto a ricominciare da capo, amori, separazioni, tradimenti, delusioni, lutti, cambi di case, di vita, di abitudini, certezze sgretolate e faticose ricostruzioni, e il mondo intorno che - impazzito - cambiava alla velocità della luce.

Di emozioni, comunque, come tutti, credo.

Oggi andavo a ripercorrere la mia vita, alla ricerca dei momenti più importanti. Quelli che ti segnano, gli spartiacque, quelli che ti ricorderai per sempre, attimo per attimo, cosa stavi facendo. E mi sono accorto che - di quei momenti - la maggior parte è dedicata al calcio. Senza classifiche, perché la vita non ammette classifiche. La nascita dei miei figli, quella sì, me la ricordo come un'angosciosa telecronaca, una sorta di calcio minuto per minuto. Dubbi, angoscia, sono nati un mese prima, un'operazione d'urgenza, un pacchetto di Marlboro andato via in una nottata, in una sala d'aspetto dove era vietato fumare, ma chissenefrega, rincorrendo i medici che si affacciavano per carpire informazioni, fino... fino alla vittoria. Sono nati, stanno bene, la mamma sta bene, e io alle sei di un mattino di pioggia che abbracciavo il cameriere di un bar e non sapevo dire altro che sono papà, sono papà...

Ok, quello. Però gli altri supposti momenti da ricordare, l'incontro con mia moglie, la prima volta, la laurea, e tutte quelle pietre miliari della nostra vita, scivolano nella mia memoria un po' così, non riesco più a ricordarmi l'emozione, le sensazioni, la gioia...

Devo ammettere, il calcio nella mia vita ha contato più di quanto avrebbe probabilmente dovuto (cit.). La notte di Madrid, la cronaca di una giornata sudata, appiccicosa, in cui non riuscivo a pensare ad altro, a consultare l'orologio dalla mattina, quanto manca alla partita, e come faccio ad arrivarci intero, e poi la partita, vista da solo, non voglio nessun altro, in piedi sul davanzale della finestra, a urlare come un ossesso, anni di educazione, di cultura, di ideali politici, tutto al cesso, abbiamo spaccato il culo ai tedeschi, siamo campioni, c'è la crisi, magari chissenefrega dell'Italia, ma oggi no, oggi è nostro, e scendi in strada, non esistono classi, differenze, una nazione di fratelli per un giorno, e cogli nello sguardo altrui il tuo stesso sguardo, ebete, felice, il mondo potrebbe finire oggi e non c'è problema, ho già dato...

E quel giorno di cinque anni dopo, a Napoli, quando lo stesso mondo era ad un passo dal crollarti addosso, quando sempre in quell'afoso luglio tutte le mie speranze, le mie ambizioni, i miei progetti per il futuro si limitavano ad una sola istanza: battere il Campobasso. Mi ero laureato pochi giorni prima... la laurea? L'avrei barattata senza problema con un golletto di Fiorini... e poi il gol, un boato mai più ascoltato, il cielo finalmente limpido, domani, domani chissenefrega. Siamo in B. Sai che risultato, ma cosa potete capire...

Poi c'è stata la notte di Birmingham, il 14 maggio, il 26 maggio, tutti momenti unici, irripetibili, in cui la gioia non è offuscata da nessuna ombra, momenti per i quali ringrazi il Signore per averteli fatti vivere e che valgono più di tutto. Soldi, donne, successi sul lavoro, niente, niente di lontanamente paragonabile.

E ci sono quelli che non capiscono. Quelli che ti guardano con commiserazione, che ti compatiscono per il tempo, le energie, il bagaglio di emozioni investite nel calcio. Quelli che ventidue scemi in mutande dietro ad una palla. Cosa si perdono, si sono persi, si perderanno. E nessun momento, anche oscuro, è sprecato invano. Perché poi arrivano quei momenti. Ora sembrano lontani, ma arriveranno. Di nuovo. E aggiornerò la mia lista di giornate imperdibili. Non nel calcio. Nella mia vita.

Che dite? Sono io che sono limitato, un poveraccio in definitiva, ben altro è ciò che conta nella vita... e voi, siete dei poveracci come me o persone sagge, raziocinanti, che sanno godere della vita e per le quali il calcio è - al massimo - un bel passatempo domenicale?

E tramonta questo giorno in arancione
e si gonfia di ricordi che non sai
mi piace restar qui sullo stradone
impolverato, se tu vuoi andare, vai...
e vai che il sto qui e aspetto Bartali
scalpitando sui miei sandali
da quella curva spunterà
quel naso triste da italiano allegro
tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
C'è un po' di vento, abbaia la campagna
e c'è una luna in fondo al blu...
Tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
- e vai al cine, vacci tu! -


Bellissimo post, complimenti.

Io non sono così, anche se non avendo vissuto determinate cose chiaramente la prospettiva cambia, io sono "nato" come laziale nell'era pre-cragnotti, comunque serie A.
Diventato Laziale più che altro per non conformarmi alla massa (eravamo in due in tutta la classe alle elementari) e per mio nonno, simpatizzante, mai andato allo stadio che io sappia.
Ho ancora il suo aquilotto d'oro, ciondolo. Il suo proprio, me l'ha regalato prima di iniziare a stare male.

Ad ogni modo, deve essere bello e brutto allo stesso tempo, aver vissuto quello che hai vissuto tu, nel modo in cui lo hai vissuto tu.
Per me la Lazio è un hobby, una passione, ma di certo non metto il 26 maggio tra i momenti più importanti della mia vita.
Nei momenti difficili della vita non è alla Lazio che mi aggrappo, non è lei che mi da conforto, speranza, fede.
Se vince soon contento, se perde me rode er culo, TANTO, ma il giorno dopo mi passa, in tutti i casi.

Ma deve essere bello avere quella passione così forte, così centrale.


P.S. Appoggio tarallo sulla fotografia, anche se pure li ci sarebbe da parlare per giorni. Rapporto odio/amore ad alti livelli, per me.
Il discorso sulla volgarità è complesso, ma anche questo fa parte del mio "distacco", devo dire che non mi trovo proprio nelle dispute da stadio ed in generale con l'ambiente stadio, che spesso trasuda violenza e prevaricazione.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: maumarta il 03 Giu 2014, 17:23
Citazione di: Kredskin il 03 Giu 2014, 17:11
Bellissimo post, complimenti.

Io non sono così, anche se non avendo vissuto determinate cose chiaramente la prospettiva cambia, io sono "nato" come laziale nell'era pre-cragnotti, comunque serie A.
Diventato Laziale più che altro per non conformarmi alla massa (eravamo in due in tutta la classe alle elementari) e per mio nonno, simpatizzante, mai andato allo stadio che io sappia.
Ho ancora il suo aquilotto d'oro, ciondolo. Il suo proprio, me l'ha regalato prima di iniziare a stare male.

Ad ogni modo, deve essere bello e brutto allo stesso tempo, aver vissuto quello che hai vissuto tu, nel modo in cui lo hai vissuto tu.

Per me la Lazio è un hobby, una passione, ma di certo non metto il 26 maggio tra i momenti più importanti della mia vita.
Nei momenti difficili della vita non è alla Lazio che mi aggrappo, non è lei che mi da conforto, speranza, fede.
Se vince soon contento, se perde me rode er culo, TANTO, ma il giorno dopo mi passa, in tutti i casi.

Ma deve essere bello avere quella passione così forte, così centrale.


P.S. Appoggio tarallo sulla fotografia, anche se pure li ci sarebbe da parlare per giorni. Rapporto odio/amore ad alti livelli, per me.
Il discorso sulla volgarità è complesso, ma anche questo fa parte del mio "distacco", devo dire che non mi trovo proprio nelle dispute da stadio ed in generale con l'ambiente stadio, che spesso trasuda violenza e prevaricazione.

Non è stato bello Kredskin... è stato bellissimo!!!

Guy trasuda poesia in ogni sua esternazione "Laziale" proprio perchè se ne è innamorato in quei momenti.
Chi ha vissuto quella partita infinita che partiva dal gol di Fiorini per finire al fischio finale di Lazio-Campobasso, chi ha vissuto quel senso di sfinimento, quel capogiro infinito alla fine di quel supplizio non può non mettere il 14 maggio 2000 tra i giorni più belli della sua vita.

Il 26 maggio è stato uno sfizio, una presa per il culo perenne, ma il 14 maggio 2000 è stato come arrivare finalmente in paradiso dopo secoli e secoli di inferno e purgatorio, con le ferite sanguinanti che solo allora cominciavano a far male e a bruciare.

Lacrime da asciugare con quella sciarpa comprata nell'81, dopo il calcio scommesse, in serie B, e mai lavata fino ad allora, al punto di essere praticamente gialloverde più che biancazzurra.

E lavarla, finalmente, il 15 maggio.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Aquila Romana il 03 Giu 2014, 18:22
Citazione di: italicbold il 03 Giu 2014, 16:09
Io penso che ogni passione é bella a mamma sua.
Insindacabile.
Il problema é quando non se ne ha nessuna.

Infatti
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Nico il 03 Giu 2014, 18:30
Citazione di: Tarallo il 03 Giu 2014, 16:00
Io je devo sputa'.
Non e' bello.

In che senso? :pp :asrm



Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Nanni il 03 Giu 2014, 18:33
Strano, la Lazio c'è sempre, pure nei momenti più impensati.

La vita ti regala la possibilità di imparare cos'è la felicità, quella vera, quella che ti spacca il cuore e ti fa tremare come un pazzo. La felicità, che molto spesso è inaspettata, è furtiva, ti prende di soppiatto e ti lascia lì, inebetito, a pensare ma cosa ho fatto per meritare tutto questo.

Ma col cuore che pompa all'impazzata e ti fa pulsare le tempie, e ti storce la bocca in una mossa fissa di felicità, appunto. Di gioia, di serenità, di pienezza dell'anima, che quasi strabocca.
Poche volte, ma succede.

Poi ti viene tempo per pensare, e adesso?
Cosa succederà, adesso?

Come quando abbiamo vinto lo Scudetto nel 2000, un minuto dopo il Laziale brontolone che è dentro ognuno di noi ha pensato, immancabile: "E adesso? come faremo a confermare questo livello? come faremo a ritornare quassù, in cima al Mondo dove siamo adesso?"

La vita ti regala, di converso, la possibilità di imparare altre cose, altre parole, che con la felicità hanno poco a che fare.
Ti regala il dolore, ti regala la rabbia, la tristezza. L'abisso, quello che ti spacca il cuore e ti fa tremare più di un pazzo. Che ti fa piangere, ti fa urlare, ti fa spaccare i muri. Il dolore che raramente è inaspettato, ma che comunque ti lascia lì, inebetito, a pensare ma cosa ho fatto per meritare tutto questo.

Ma col cuore che pompa all'impazzata e ti fa pulsare le tempie, e ti storce la bocca forse in maniera definitiva, in una mossa fissa, indurita di malinconia, che non se ne andrà più via.

Poche volte, ma succede. E rimanere lucidi, tanto da ricordare quello che c'è intorno, in quei momenti, è arduo, quasi impossibile, quasi disumano.

La sera che morì un ragazzino di 16 anni, tornai a casa dal funerale e trovai Chelsea-Lazio alla televisione. E quando Sinisa gliela mise al sette, sentì il cuore vibrare e me lo tenni stretto.

Il giorno più brutto della mia vita, la sera la Lazio vinse a Bergamo con l'Atalanta, gol di Hernanes. No, un sorriso no, non ce l'ho fatta quella volta lì. Forse un sopraciglio mi si è arcuato, ma quasi impercettibilmente.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: mdfn il 03 Giu 2014, 19:54
Anche a me è capitato di riflettere sulla presunta inutilità del pallone, i ventidue in mutande, lo strumento di controllo sociale.
Mi sono risposto che è un pregiudizio, che avevo e che ora mi sono tolto.
Per me la vita è fine a se stessa, non esistono priorità universali o tempo trascorso meglio di un altro. Se la Lazio, o le persone che l'hanno incarnata, mi hanno toccato più di molte altre attività umane, allora vuol dire che hanno avuto un senso e pure bello profondo. Non lo so spiegare, anzi è impossibile. Posso dire che la Lazio a volte l'ho vissuta con molte parti del corpo e non solo col cervello.
Cervello, tutti noi ti stimiamo, ma in fondo, perché dovresti essere più importante di una milza, dico per dire, di una ghiandola che non so nemmeno come si chiama, di un pelo del naso?
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Mocambo il 03 Giu 2014, 19:54
Piangere e ridere, gli occhi al cielo, perché hai battuto il Catania e forse, finalmente, torni in serie A. Anno di grazia 1983. E' lì che capisci che l'irrazionale si è impadronito di te e non ti lascerà mai più. E la cosa bella è che in fondo in fondo sai che non farai mai nulla di serio per liberarti di questa schiavitù.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Aquila Romana il 03 Giu 2014, 20:23
Citazione di: Nanni il 03 Giu 2014, 18:33
Strano, la Lazio c'è sempre, pure nei momenti più impensati.

La vita ti regala la possibilità di imparare cos'è la felicità, quella vera, quella che ti spacca il cuore e ti fa tremare come un pazzo. La felicità, che molto spesso è inaspettata, è furtiva, ti prende di soppiatto e ti lascia lì, inebetito, a pensare ma cosa ho fatto per meritare tutto questo.

Ma col cuore che pompa all'impazzata e ti fa pulsare le tempie, e ti storce la bocca in una mossa fissa di felicità, appunto. Di gioia, di serenità, di pienezza dell'anima, che quasi strabocca.
Poche volte, ma succede.

Poi ti viene tempo per pensare, e adesso?
Cosa succederà, adesso?

Come quando abbiamo vinto lo Scudetto nel 2000, un minuto dopo il Laziale brontolone che è dentro ognuno di noi ha pensato, immancabile: "E adesso? come faremo a confermare questo livello? come faremo a ritornare quassù, in cima al Mondo dove siamo adesso?"

La vita ti regala, di converso, la possibilità di imparare altre cose, altre parole, che con la felicità hanno poco a che fare.
Ti regala il dolore, ti regala la rabbia, la tristezza. L'abisso, quello che ti spacca il cuore e ti fa tremare più di un pazzo. Che ti fa piangere, ti fa urlare, ti fa spaccare i muri. Il dolore che raramente è inaspettato, ma che comunque ti lascia lì, inebetito, a pensare ma cosa ho fatto per meritare tutto questo.

Ma col cuore che pompa all'impazzata e ti fa pulsare le tempie, e ti storce la bocca forse in maniera definitiva, in una mossa fissa, indurita di malinconia, che non se ne andrà più via.

Poche volte, ma succede. E rimanere lucidi, tanto da ricordare quello che c'è intorno, in quei momenti, è arduo, quasi impossibile, quasi disumano.

La sera che morì un ragazzino di 16 anni, tornai a casa dal funerale e trovai Chelsea-Lazio alla televisione. E quando Sinisa gliela mise al sette, sentì il cuore vibrare e me lo tenni stretto.

Il giorno più brutto della mia vita, la sera la Lazio vinse a Bergamo con l'Atalanta, gol di Hernanes. No, un sorriso no, non ce l'ho fatta quella volta lì. Forse un sopraciglio mi si è arcuato, ma quasi impercettibilmente.

Bel post. Grazie.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: TomYorke il 03 Giu 2014, 21:06
Citazione di: GuyMontag il 03 Giu 2014, 15:11
Ho 57 anni, una vita vissuta (abbastanza) avventurosamente, piena di vittorie e di sconfitte, di traguardi raggiunti e di catastrofici avvenimenti che mi hanno costretto a ricominciare da capo, amori, separazioni, tradimenti, delusioni, lutti, cambi di case, di vita, di abitudini, certezze sgretolate e faticose ricostruzioni, e il mondo intorno che - impazzito - cambiava alla velocità della luce.

Di emozioni, comunque, come tutti, credo.

Oggi andavo a ripercorrere la mia vita, alla ricerca dei momenti più importanti. Quelli che ti segnano, gli spartiacque, quelli che ti ricorderai per sempre, attimo per attimo, cosa stavi facendo. E mi sono accorto che - di quei momenti - la maggior parte è dedicata al calcio. Senza classifiche, perché la vita non ammette classifiche. La nascita dei miei figli, quella sì, me la ricordo come un'angosciosa telecronaca, una sorta di calcio minuto per minuto. Dubbi, angoscia, sono nati un mese prima, un'operazione d'urgenza, un pacchetto di Marlboro andato via in una nottata, in una sala d'aspetto dove era vietato fumare, ma chissenefrega, rincorrendo i medici che si affacciavano per carpire informazioni, fino... fino alla vittoria. Sono nati, stanno bene, la mamma sta bene, e io alle sei di un mattino di pioggia che abbracciavo il cameriere di un bar e non sapevo dire altro che sono papà, sono papà...

Ok, quello. Però gli altri supposti momenti da ricordare, l'incontro con mia moglie, la prima volta, la laurea, e tutte quelle pietre miliari della nostra vita, scivolano nella mia memoria un po' così, non riesco più a ricordarmi l'emozione, le sensazioni, la gioia...

Devo ammettere, il calcio nella mia vita ha contato più di quanto avrebbe probabilmente dovuto (cit.). La notte di Madrid, la cronaca di una giornata sudata, appiccicosa, in cui non riuscivo a pensare ad altro, a consultare l'orologio dalla mattina, quanto manca alla partita, e come faccio ad arrivarci intero, e poi la partita, vista da solo, non voglio nessun altro, in piedi sul davanzale della finestra, a urlare come un ossesso, anni di educazione, di cultura, di ideali politici, tutto al cesso, abbiamo spaccato il culo ai tedeschi, siamo campioni, c'è la crisi, magari chissenefrega dell'Italia, ma oggi no, oggi è nostro, e scendi in strada, non esistono classi, differenze, una nazione di fratelli per un giorno, e cogli nello sguardo altrui il tuo stesso sguardo, ebete, felice, il mondo potrebbe finire oggi e non c'è problema, ho già dato...

E quel giorno di cinque anni dopo, a Napoli, quando lo stesso mondo era ad un passo dal crollarti addosso, quando sempre in quell'afoso luglio tutte le mie speranze, le mie ambizioni, i miei progetti per il futuro si limitavano ad una sola istanza: battere il Campobasso. Mi ero laureato pochi giorni prima... la laurea? L'avrei barattata senza problema con un golletto di Fiorini... e poi il gol, un boato mai più ascoltato, il cielo finalmente limpido, domani, domani chissenefrega. Siamo in B. Sai che risultato, ma cosa potete capire...

Poi c'è stata la notte di Birmingham, il 14 maggio, il 26 maggio, tutti momenti unici, irripetibili, in cui la gioia non è offuscata da nessuna ombra, momenti per i quali ringrazi il Signore per averteli fatti vivere e che valgono più di tutto. Soldi, donne, successi sul lavoro, niente, niente di lontanamente paragonabile.

E ci sono quelli che non capiscono. Quelli che ti guardano con commiserazione, che ti compatiscono per il tempo, le energie, il bagaglio di emozioni investite nel calcio. Quelli che ventidue scemi in mutande dietro ad una palla. Cosa si perdono, si sono persi, si perderanno. E nessun momento, anche oscuro, è sprecato invano. Perché poi arrivano quei momenti. Ora sembrano lontani, ma arriveranno. Di nuovo. E aggiornerò la mia lista di giornate imperdibili. Non nel calcio. Nella mia vita.

Che dite? Sono io che sono limitato, un poveraccio in definitiva, ben altro è ciò che conta nella vita... e voi, siete dei poveracci come me o persone sagge, raziocinanti, che sanno godere della vita e per le quali il calcio è - al massimo - un bel passatempo domenicale?

E tramonta questo giorno in arancione
e si gonfia di ricordi che non sai
mi piace restar qui sullo stradone
impolverato, se tu vuoi andare, vai...
e vai che il sto qui e aspetto Bartali
scalpitando sui miei sandali
da quella curva spunterà
quel naso triste da italiano allegro
tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
C'è un po' di vento, abbaia la campagna
e c'è una luna in fondo al blu...
Tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
- e vai al cine, vacci tu! -


Non so se per fortuna o purtroppo, ma sicuramente, non sarà mai un passatempo domenicale!!

Grande Guy!!
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Dusk il 03 Giu 2014, 21:35
Un topic di quelli belli.
Me mancavano, tanto.
Grazie Guy, IB, Nanni, eccetera.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: pantarei il 03 Giu 2014, 22:28
Citazione di: Tarallo il 03 Giu 2014, 16:00

La nostra e' una malattia, come forse tutte le passioni, che diventano patologiche perche' ci sostengono e ci consumano. Ma non e' la piu' bella. Troppe cose non mi piacciono. Per questo non l'ho passata ai miei figli. Io voglio che se incontrano uno della roma riescano a parlarci.
Io je devo sputa'.

qua' c'e' tutto.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: balivox il 03 Giu 2014, 22:35
Guy,se mi prometti di sederti sulle scalette vicino a me raccontandomi tutti gli aneddoti che ti legano alla Lazio,mi abbono. Ti concedo,ai nostri gol, di interrompere i racconti ed urlare "Goooooooooooooooo".
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: porgascogne il 04 Giu 2014, 10:38
Citazione di: mdfn il 03 Giu 2014, 19:54
Anche a me è capitato di riflettere sulla presunta inutilità del pallone, i ventidue in mutande, lo strumento di controllo sociale.
Mi sono risposto che è un pregiudizio, che avevo e che ora mi sono tolto.
Per me la vita è fine a se stessa, non esistono priorità universali o tempo trascorso meglio di un altro. Se la Lazio, o le persone che l'hanno incarnata, mi hanno toccato più di molte altre attività umane, allora vuol dire che hanno avuto un senso e pure bello profondo. Non lo so spiegare, anzi è impossibile. Posso dire che la Lazio a volte l'ho vissuta con molte parti del corpo e non solo col cervello.
Cervello, tutti noi ti stimiamo, ma in fondo, perché dovresti essere più importante di una milza, dico per dire, di una ghiandola che non so nemmeno come si chiama, di un pelo del naso?
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: ralphmalph il 04 Giu 2014, 14:03
bellissimo topic. Grande guy (e IB)
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: happyeagle il 04 Giu 2014, 16:54
La sofferenza in amore è un vuoto a perdere, nessuno ci può guadagnare...



Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Cialtron_Heston il 04 Giu 2014, 19:37
Citazione di: JSV23 il 03 Giu 2014, 16:44
Topic bellissimo, grazie.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: paolo1971 il 04 Giu 2014, 21:40
Comincio col dire che è una considerazione meravigliosa Guy, sei capace di toccare le anime di noi tifosi e senza conoscerti si capisce che sei una persona di cultura, di quella non snobistica ma popolare eppure alta.
Anche io le ho fatte queste riflessioni e nonostante il tempo abbia eroso parte dei sogni di alcuni anni fa, la società sia cambiata nettamente in peggio e non solo perchè sono cresciuto, la Lazio è un pezzo fondamentale della mia vita, un'eredità e come ha scritto Ezra Pound: Quello che veramente ami è la tua vera eredità, questa frase letta in un romanzo mi ha talmente colpito che ho deciso di scrivermela sulla pelle, come un monito.
La mia compagna è padovana e da quando quattro anni fa è scesa a Roma ha cominciato a capire attraverso la sua esperienza diretta e i miei "insegnamenti" cosa significa il calcio in questa città. Poi quando le racconto che mia nipote di sette anni, non tocca la sciarpa della Lazio di mio padre perchè il padre giallozozzo glielo ha vietato, mi guarda come fossimo tutti dei marziani ed io ho anche difficoltà a dargli torto ma questa è Roma, questo è il calcio per molti di noi.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: hidalgo il 04 Giu 2014, 22:21
Splendido topic di servizio.
Al cuore.




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Titolo: Re:Bartali
Inserito da: er polipo il 05 Giu 2014, 16:01
Citazione di: paolo1971 il 04 Giu 2014, 21:40
Comincio col dire che è una considerazione meravigliosa Guy, sei capace di toccare le anime di noi tifosi e senza conoscerti si capisce che sei una persona di cultura, di quella non snobistica ma popolare eppure alta.
Anche io le ho fatte queste riflessioni e nonostante il tempo abbia eroso parte dei sogni di alcuni anni fa, la società sia cambiata nettamente in peggio e non solo perchè sono cresciuto, la Lazio è un pezzo fondamentale della mia vita, un'eredità e come ha scritto Ezra Pound: Quello che veramente ami è la tua vera eredità, questa frase letta in un romanzo mi ha talmente colpito che ho deciso di scrivermela sulla pelle, come un monito.
La mia compagna è padovana e da quando quattro anni fa è scesa a Roma ha cominciato a capire attraverso la sua esperienza diretta e i miei "insegnamenti" cosa significa il calcio in questa città. Poi quando le racconto che mia nipote di sette anni, non tocca la sciarpa della Lazio di mio padre perchè il padre giallozozzo glielo ha vietato, mi guarda come fossimo tutti dei marziani ed io ho anche difficoltà a dargli torto ma questa è Roma, questo è il calcio per molti di noi.

In questi casi, tu prendi a brutto muso il padre difettoso di quella povera creatura e gli dici che la figlia ha diritto ad amare il nonno anche attraverso quella sciarpa. Nessuno le impedirà il tifo per le merde, se mai la sventura si accanirà su di lei: ma quella sciarpa non c'entra un emerita amazzonia con il calcio.
D'altronde, ma questo ce lo possiamo dire solo tra di noi, a Roma la Lazio è molto più di una squadra di calcio: è una disciplina di vita, l'imparare a nuotare contro corrente.
Noi siamo la Lazio.
Titolo: Re:Bartali
Inserito da: Cliath il 06 Giu 2014, 12:10
Citazione di: ralphmalph il 04 Giu 2014, 14:03
bellissimo topic. Grande guy (e IB)