Io per questo sfacelo post-covid non riesco a salvare nessuno, compresi tecnico e giocatori. Ma in una scala di responsabilità non c'è dubbio che quelle dello staff medico e dei preparatori siano enormi. Già il sospetto di avere delle lacune in quegli ambiti c'era prima, ora il tutto è esploso in modo fragoroso.
Nel 1994 (ventisei anni fa!) Baresi giocava una finale mondiale, inclusi supplementari, tre settimane dopo un'operazione al menisco. Noi, nel 2020, non siamo in grado di mettere in campo Leiva in condizioni dignitose dopo tre mesi dall'intervento. Lulic a febbraio si diceva dovesse rientrare ad aprile. Siamo a luglio e non sappiamo neanche se sarà disponibile con l'inizio del nuovo campionato. Ogni infortunio muscolare ci fa provare un brivido freddo, perché già sappiamo che probabilmente ci saranno una o più ricadute (se l'infortunio è al polpaccio poi la probabilità si trasforma in certezza).
Per quanto riguarda la preparazione atletica, mentre in condizioni normali le preparazioni sono tutte standardizzate e più o meno simili (e quindi i valori degli staff si appiattiscono), qui che si sono dovuti confrontare con una situazione del tutto inedita è emersa la differenza tra chi ha uno staff all'altezza e chi ne ha uno da torneo amatoriale.