Lasciamo perde ste cacche umane.
Parliamo di noi.
Io non lo so perche', anzi forse lo so, e' perche' la mia memoria e' fracica come nessuna memoria this side of Alzheimer's, ma a me mi sta salendo in un modo che, lo ammetto... sto pensando che questa e' la piu' importante partita di sempre.
Lo so che non lo e'.
Lo so che non lo e'.
Ma non so perche', questa, quella dell'anno scorso, e ovviamente ancora adesso, e'... lo dico.. la Lazio a cui ho voluto piu' bene.
A 10 anni ero a Lazio-Foggia, ma un bambino vive le emozioni in modo parziale, filtrate dall'innocenza che dipinge tutto di biancoceleste. Non potevo capire Cecco, il Maestro, gli altri, come un adulto. Mi piacevano perche' erano la Lazio.
Da li' in poi ho vissuto fasi altalenanti di attaccamento, di distacco, di amore, di odio.
Sara' l'eta' piu' matura, non lo so. Ma io il bene che ho voluto a questa Lazio l'anno scorso, contro tutti, contro arbitri assurdi, contro una serie di infortuni che dopo Genova credevo avremmo dovuto ritirarci dal campionato, DJ che si intorcina da solo, contro questa corniciaccia marcia che pian piano fu zittita dai cori dell'Olimpico, un Olimpico che io francamente non ricordo mai cosi' bello. Si, le vedo le foto degli anni ruggenti, e c'ero pure io, ma ripeto, on potevo elaborare quell'amore in modo profondo.
Io adoro questa Lazio che canta l'inno, che va a Formello alle tre di notte a ringraziare migliaia di pazzi scatenati. Che sa vincere, sa perdere, e che nel farlo da' tutto quello che ha dentro, tutta l'anima. Candreva, Parolo, De Vrij, ma che gente e'? Keita, che e' entrato in quel campo come se lo volesse far esplodere, dopo tutte le chiacchiere. Che gruppo.
Daje Lazio, forse non sara' la piu' importante di sempre, ma io la vivo cosi'.
Se passiamo sara' una festa da paura, e azzittiamo tutti sti corvi maledetti, e li facciamo pure salire sul carro, come l'anno scorso, perche' questa e' una squadra di buoni, di generosi, di positivi.
Daje Lazio porcaccio giuda.