Polveriera Lazio: anche lo spogliatoio si spacca Non bastava lo squallore degli adesivi antisemiti, il goffo tentativo di Lotito di lavare la coscienza sua e della Lazio con un mazzo di fiori, la probabile pesante sanzione per una tifoseria becera (sicuri due turni a porte chiuse e altrettanti punti di penalizzazione). No, ora la Lazio deve affrontare anche un altro problema, scoppiato improvvisamente ieri sera a Bologna.
Che all'interno del gruppo apparentemente coeso guidato dal fratello minore di Inzaghi covassero malumori e discordie non è una novità. Indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione vi hanno già raccontato la formazione di due clan: quello degli italiani e senatori (Lulic, Radu, Parolo, Immobile in testa) e quello dei nuovi e dei giovani (SMS, Felipe Anderson, Strakosha). Una tensione latente culminata già nel pestone che ha infortunato Palombi, nel gruppo degli italiani, causato da Mauricio, fedele scudiero portaborse di Felipe Anderson. Situazione riappacificatasi solo dopo una cena in un noto ristorante della capitale offerta dal brasiliano a tutta la squadra.
Quello successo ieri a metà secondo tempo è però molto più grave e destinato a lasciare pesanti tossine in un ambiente già avvelenato. Ricapitoliamo: Lulic viene sostituito da Inzaghi jr. al 67' minuto di gioco, il bosniaco non la prende bene e scaraventa violentemente il pallone a terra, esce poi in polemica e urlando qualcosa di poco carino all'allenatore, quest'ultimo lo segue con uno sguardo di ghiaccio mentre si accomoda nervosamente in panchina. Le parole al miele di entrambi alla fine del match si sono rivelate però mera facciata dato che il nostro inviato ha parlato di urla e accuse reciproche poco prima di salire sul pullman della Lazio e la scelta di due posti ai lati opposti del mezzo.
Uno scontro che si è acceso ancora di più in quest'ultime ore. De Vrij, rimasto finora imparziale nel marasma delle due fazioni, pubblica una foto su Instagram dove si fa beffe di Lulic e del suo sfortunato autogol. Strakosha mette un dito medio risentito per la sua porta violata. Felipe Anderson, sempre vigile sui social, commenta con una risata malefica e un pesante insulto a Stefan. Non a Stefan De Vrij, ma a Stefan Radu, uno dei più fedeli al capitano della Lazio che aveva più volte ripreso il brasiliano per il suo scarso impegno, la sua ossessiva presenza sui social, e la folta capigliatura invidiata dal rumeno.
Tutto lascia pensare a una situazione incandescente destinata a peggiorare: non c'è pace per questa Lazio.
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Fonte:lalaziovillaceleste.it