Tra tutti i nostri beniamini, il mio pensiero va al più umile e al più coraggioso di tutti.
Tu, che ci hai riscattato per sempre, ricacciando quelle merde nel buio maleodorante delle cloache che li avevano vomitati, sei stato tradito dalla superficialità e dall'incompetenza.
Hai quasi perso un piede senza lamentarti, mentre una brutta bestia
inf.a.me. pasteggiava con la tua cartilagine e già adocchiava l'osso.
Non hai detto una parola, mentre ti tiravano fuori litri di pus da quella caviglia deformata e tu scendevi in campo lo stesso, senza un lamento, a fare il tuo dovere. Non hai accusato nessuno, non hai chiesto nè pietà, nè aiuto. Ti sei operato. Poi ti sei operato un'altra volta. Quindi, hai lasciato la tua famiglia, hai preso un treno e sei tornato qui, prima solo, lontano dai tuoi posti, a lavorare in silenzio. Alla fine sei rientrato a casa tua. Che, bada bene, non è la Svizzera verde che ti ha salvato dalla guerra, ma Formello.
Hai continuato a lavorare, come al solito. A testa bassa. Senza sconti. Muto, dinanzi al dolore sordo di quella parte del tuo corpo che non sentivi più come tua. Con ferocia e indomabile volontà hai superato la soglia della sofferenza. Ma poi il nemico oscuro è ritornato. Ancora un viaggio, ancora un ago, un camice verde e il freddo del tavolo operatorio. Ancora veleno fuori dal tuo corpo.
Adesso ci riprovi ancora, a camminare sulla sofferenza, coi figli lontani e una moglie che ti aspetta. E tutto quello che si può desiderare dalla vita. Ma tu resti lo stesso, qui, da solo. Mentre provi a fare qualcosa che è impossibile, che ti sai già che è impossibile.
Ma anche quel giorno lontano sembrava impossibile, ma tu hai curvato la realtà, come un cross col piede sbagliato, hai messo al centro il sogno. Per tutti noi.
Chissà, forse riuscirai a farlo un'altra volta ancora. Tu sei un eroe, tu - solo tu - potresti riuscire.
Per me, che sono tuo tifoso da sempre e per sempre, non sarebbe una sorpresa.
Ma tutto sommato non cambierebbe niente: la prova dei tuoi superpoteri l'hai già data, non serve più.
Invece, io vorrei vedere molto più rispetto e riconoscenza nei tuoi confronti; non leggere che sei tu un problema o la causa di un problema: perché questo davvero mi lascia incredulo e mi rende furente. Ma sopratutto mi fa provare vergogna, vergogna per quanti non si rendono conto di essere così cinici, ingrati, superficiali....
Buon fine d'anno Senad, comunque vada, dovunque andrai, accada quel che accada, tu sarai sempre nel cuore e nella memoria di tutti i Laziali.