Cinque punti su cui lavorare per provare la rimonta: inutile sperare nel mercato
di Vincenzo Cerracchio
Il pareggio in rimonta cambia la prospettiva. Di molti, non di tutti. Perché, insomma, la Lazio del primo tempo aveva messo brividi forti: che faremo nel resto del campionato? Una sconfitta a Bologna avrebbe sepolto ogni speranza, non è che il punticino in più cambi la prospettiva di molto, ma questa squadra, ancora senza un baricentro psicologico, ha bisogno ancora di capirsi e quindi è bene che non cada in depressione. Può vincere e perdere con chiunque.
Ha bisogno di capirsi perché ci sono alcuni particolari del primo tempo (ma riproposti anche sul 2-2 e con l'uomo in più per tutto il quarto d'ora e oltre dopo il pari di Lulic) sul quale Pioli deve meditare, soprattutto deve lavorare su:
1) la linea difensiva che sale a scaletta, che si addormenta, che non è reattiva. Due ore al giorno a provare e scommettiamo che migliora?
2) il ruolo di Milinkovic, assolutamente incomprensibile. Un vagolare per il campo, a cercare di recuperare palloni spesso con il fallo, a fare pressing inutile, senza né gettarsi negli spazi, né assicurare copertura. Serve così? A cosa?
3) i cross di Keita. Quanti ne avrà fatti? Una decina o più. Quanti sulla testa dei giocatori del Bologna? Tutti. Detto che Keita è stato il migliore in campo e gli va fatto un monumento, ciò non toglie che uno straccio di schema di attacco ci deve essere: uno che va deciso sul primo palo, uno che si allunga sul secondo, un centrocampista che entra nel mezzo. E lui, Balde, deve imparare a cercare le tre posizioni, non solo buttarla in mezzo a come va.
4) la scelta del centravanti. Djordjevic può subentrare, non partire titolare nelle partite da vincere, al più nelle trasferte difficili quando serve un centravanti-primodifensore e non necessariamente uno che sappia segnare. Perché Djordjevic col gol non c'entra niente, può fare (e ha sempre fatto) un altro mestiere, accompagnare la squadra, rendersi utile in copertura. Bene che vada.
5) il reinserimento di Lulic, già iniziato oggi. La Lazio manca di dinamismo a centrocampo perché se parti con tre punte più Milinkovic ti restano due maglie sole e una è di Biglia. Forse Milinkovic può riprendere per qualche tempo la via della panchina, perché per risalire servono il miglior Parolo e il miglior Lulic.
Detto questo, lo scampato pericolo fa sorridere e mette il buonumore. In vista tra l'altro di un mercoledì straordinario in partita secca contro la Juventus. I bianconeri di questi tempi si sentono super-eroi e questo potrebbe essere un vantaggio, a patto di giocare come a Firenze, ben serrati dietro e con centrocampisti stretti al limite dell'area. Per poi ripartire con la velocità degli esterni e con Klose, per favore. Che non ha ancora segnato e la cabala dice che farà presto un gol decisivo.
Nel frattempo. come accennato, nell'ultimo quarto d'ora la Lazio ha buttato due punti, non arrivando più al tiro, se non uno defilato di Keita. Anderson, benedetto ragazzo, se non fa la differenza da fresco e con l'uomo in più, quando mai la farà? Occasione buttata via per assestarsi meglio in graduatoria. Le prossime partite diranno.
Non ci accodiamo, invece, ai peana per Pioli. Ha cambiato la partita con Lulic e Klose? Beh, scusate ma così la cambiavamo tutti. L'errore è a monte: Djordjevic, come detto, non serve quando occorre far gol. Parolo era in giornata-no e passi per la scelta iniziale. Di Bisevac non vogliamo sapere: ma se giocano questo Mauricio e questo Hoedt, vuol dire che con lui i rischi sarebbero maggiori. Altri brividi...
Il mercato, dite? Via, mica scherzerete, ricordate che questa squadra è difficilmente migliorabile!