Caro Sig. Beha,
Cito il suo articolo sul quotidiano Il fatto:
' In questo contesto spicca la Lazio, finché dura, con lo stesso impianto dell'anno scorso rinforzato, dosi straordinarie di entusiasmo, culo (sì, culo, tra Bari e Cagliari due fantastici colpi di... biliardo) e latinorum con Lotito sacerdote augure dell'aquila anch'essa esitante: l'aria è quella del "durerà?". Ebbene, in questa Lazio finché le cose girano c'è comunque aria di Champions e più la Roma prende brodini più la parte "buzzurra" della capitale si ringalluzzisce o si inaquilisce, così da sembrare una Real Lazio. Il resto non è molto di più che silenzio. '
Sono uno studente ed un affezionato lettore del fatto che ritengo una delle più importanti testate nazionali, nonostante sia nato da poco. Una delle cose che mi hanno sempre colpito del vostro giornale è l'obiettività e l'attaccamento ai "fatti", cosa che ha persino ispirato il nome del vostro quotidiano. Sono rimasto stupito dalla parte dell'articolo che le ho citato all'inizio di questo mio messaggio, perchè credo che non sia per niente adeguato ad un giornale del vostro calibro. Al di là delle opinioni personali sui risultati sportivi, la cosa che mi ha colpito di più negativamente è l'utilizzo della parola buzzurri. Evidentemente lei non conosce la storia della Lazio ed è vittima di un certo tipo di propaganda che fa passare la prima squadra della capitale, come una squadra di pastori di pecore. Io sono un tifoso della Lazio e non mi sento un buzzurro, ma credo che nessun tifoso di nessuna squadra si sente tale, perchè non si è attenuto ai fatti, come il suo giornale giustamente fa su tutti i temi, anche in materia sportiva? Perchè ha dovuto inserire degli insulti di così bassa lega e pieni di così tanta ignoranza? Lei è un professionista e sicuramente sarà stata una svista, ma mi farebbero piacere delle scuse a tutto il popolo Laziale sul prossimo giornale, proprio in virtù della sua professionalità.
Cordialmente,