Calcio sociale

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Nesta idolo

Nesta idolo

Calcio sociale
« il: 07 Giu 2020, 23:26 »
Apro questo topic su Lazio talk perché c'è anche un po' di Lazio in questa bella storia, realtà.

Ho visto il programma di Domenico Iannacone 'Che ci faccio qui' (per chi non lo conoscesse e non l'avesse mai visto, lo consiglio, è stupendo per umanità, delicatezza e profondità) e stasera (anche la scorsa domenica) parlava della situazione del quartiere Corviale a Roma e appunto del 'calcio sociale'. Un progetto che esiste da anni ormai, intensamente inclusivo e solidale. Aiuta le persone in generale, non solo del quartiere, a trasmettere dei valori che tutti secondo me dovremmo portare avanti e prova a dare un'immagine diversa al quartiere, lontana dagli stereotipi e le generalizzazioni che purtroppo colpiscono Corviale.

Qui i link su raiplay delle due puntate:

https://www.raiplay.it/video/2020/05/Che-ci-faccio-qui---Il-campo-dei-miracoli-Capitolo-1-4b08177b-872c-4d1d-8360-4b4daa9f814e.html

https://www.raiplay.it/video/2020/06/Che-ci-faccio-qui---Il-campo-dei-miracoli-Capitolo-2-5cc2e74f-e1a3-4962-9fd1-f5a9bdb319fb.html

L'articolo che ho trovato parla di questo bellissimo progetto che immagino molti di voi conosceranno intervistando Massimo l'ideatore:


Jessica Reatin
27 marzo 2017

Il calcio è forse, anzi senza dubbio lo sport più conosciuto e seguito al mondo. Milioni e milioni di tifosi che seguono la propria squadra, la supportano ed esaltano i propri beniamini.

 A Roma nel quartiere periferico di Corviale c’è un’altra storia che parla di calcio, di un calcio diverso però che opera in contesti giovanili a rischio cercando di promuovere l’impegno sociale unito ad un’attività pedagogica e ed educativa. Corviale soprattutto con l’edificio del Serpentone rappresenta una situazione di degrado ai margini della Capitale, l’edificio è un esempio di edilizia popolare di 9 piani, lungo circa 9km  con 1202 appartamenti. I problemi  maggiori sono causati dall’occupazione abusiva di centinaia di appartamenti da parte di persone che vivono in povertà e ai margini della legalità, la mancanza di progetti di riqualificazione, alti tassi di dispersione scolastica, criminalità e disoccupazione.

Il Calcio sociale nasce nel 2005 come società sportiva dilettantistica Onlus con l’obiettivo di adottare il calcio come metafora della vita promuovendo i valori dell’accoglienza, del rispetto delle diversità  e della corretta crescita della persona. Le regole del calcio tradizionale vengono sovvertite e ad esempio gli arbitri sono i capitani della squadre, un giocatore non può segnare più di tre gol a partita e le squadre sono miste, tutto questo per favorire non solo un modello di gioco ma proprio un modo di vivere accogliendo l’altro senza discriminazioni di nessun genere.

Nei giorni scorsi la Onlus ha organizzato un kick-off meeting di Cross: Cohesion and Re-integration Opportunities through Social Soccer, un progetto europeo finanziato da EACEA, l’Agenzia Europea per l’Educazione, l’Audiovisivo e la Cultura. Il Progetto mira a coinvolgere più di 450 ragazzi e adulti provenienti da cinque diversi paesi : Italia, Francia, Inghilterra, Bulgaria e Ungheria. L’obiettivo è quello di promuovere l’inclusione sociale e contrastare i fenomeni di razzismo e bullismo sia dentro che fuori dal campo.

Il suo fondatore Massimo Vallati sa bene cosa sia il mondo del calcio e del tifo avendolo vissuto per anni: “Da bambino giocavo a calcio a livello agonistico, vivevo di calcio. A 12 anni inizia la mia passione calcistica come supporters della Lazio, quindi entro negli ultras della Lazio e questa esperienza sia sui campi di calcio che negli stadi mi porta a vivere un contrasto fortissimo tra quella che era per me la bellezza del calcio alla violenza che c’era in quel mondo, dai procuratori che venivano a guardarci, ai genitori che facevano a botte durante la partita, la tensione fuori e dentro il campo, la Curva che diventava un luogo per fare politica estrema, la curva come scuola di razzismo e antisemitismo. Stare in curva e cantare e saltare con 15 mila persone è una delle cose più belle che ci sono al mondo il problema è che poi il tutto degenerava e quella bellezza veniva rovinata”.

“Io ero un ultras degli Eagles Supporters che è un tifo storico della Lazio e da una costola di questo gruppo sono nati gli Irriducibili e mi ricordo che il tema della domenica non era più che cori facciamo, come ci divertiamo ma era la posizione dove gli Eagles Supporters avrebbero messo il loro striscione e dove lo avrebbero messo gli Irriducibili e si litigava per lo spazio dove lo striscione poteva avere più o meno visibilità. Quest’immagine dello striscione è una metafora per rappresentare la realtà. Per questo a 13 anni ho deciso di chiudere, dai 15 anni ai 27 non ho più saputo niente di calcio. A 19 anni sono entrato in Polizia e siccome ero un’attivista politico mi hanno mandato a fare servizio dentro gli stadi e quindi vedo l’altra faccia della realtà, mi sono ritrovato a prendere i sassi, i cacciaviti, e la prima partita fu Vicenza – Lazio, in quel match ci fu una carica mentre io scortavo i tifosi biancocelesti e per me quello fu un tornare indietro. Ho girato tutti gli stadi d’Italia, sono stato domeniche per 15 ore consecutive a seguire gli ultras e ho visto tutta la follia del calcio in tutte le sue dimensioni”.

Poi la svolta con la creazione del progetto del Calcio Sociale: “Tutto questo mi ha portato a 27 anni a scrivere questo progetto e a pensare che la bellezza del calcio poteva andare oltre questa linea, che il calcio è uno strumento sociale di crescita del paese e che si poteva creare qualcosa di diverso, ed è da qui che nasce il calcio sociale. Quando ho iniziato questo progetto tutti mi prendevano in giro perché un modo diverso di fare calcio: si gioca con i coefficienti, questa è la prima regola del Calcio sociale, le squadre vengono composte in base a tali coefficienti, 1 è il meno forte e 10 è il più forte, e per questo sono tutte uguali”.

“Lo slogan del Calcio sociale è: “Vince solo chi custodisce”, quindi il focus si sposta dal potere economico al potere della relazione, vince chi sa custodire le relazioni umane, chi sa apprezzare la bellezza e le potenzialità che ognuno di noi ha, ed è questa la forza del progetto. A Calcio sociale non puoi iscriverti come squadra ma solo come singolo. Il primo centro di Calcio sociale in Italia non doveva nascere a Corviale ma a Monte Verde, la fortuna invece ci ha portato qui e a farlo riqualificando un bene sequestrato custodito da un vigilantes della regione Lazio, un bene devastato in periferia contrassegnato dall’abbandono urbanistico e sociale ed è lì che abbiamo costruito il nostro centro di Calcio sociale”.

http://www.occhioche.it/un-calcio-al-razzismo-come-nasce-il-calcio-sociale/


Nesta idolo

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Re:Calcio sociale
« Risposta #1 il: 07 Giu 2020, 23:45 »
*Jessica Reatini, sorry ;)

Offline Indaco

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2978
Re:Calcio sociale
« Risposta #2 il: 08 Giu 2020, 11:30 »
Ho visto il programma, che tu citi, in tv, qualche giorno fa. Ho ammirato le parole di Massimo Vallati. Saperlo anche laziale me lo fa stimare ancora di più.

Offline Dissi

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18363
Re:Calcio sociale
« Risposta #3 il: 08 Giu 2020, 12:04 »
Bellissima iniziativa, sono le cose di cui dobbiamo andare fieri.
Un piccolo appunto, Corviale non è lungo 9 km, sennò arriverebbe fino a Fiumicino, ma un 1 km circa
Re:Calcio sociale
« Risposta #4 il: 08 Giu 2020, 12:52 »
Lo vedrò sicuramente, certo quando, riguardo al suo passato da ultras, dice:"Per questo a 13 anni ho deciso di chiudere..." fà un pò sorridere....13 anni.
Re:Calcio sociale
« Risposta #5 il: 08 Giu 2020, 12:57 »

Nesta idolo

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Re:Calcio sociale
« Risposta #6 il: 08 Giu 2020, 13:16 »
In effetti 9 km mi sembra troppo :)

Buon articolo e video:

https://www.italiachecambia.org/2018/03/io-faccio-cosi-204-calciosociale-sport-cambia-regole-mondo/

Qui la pagina fb con il progetto presente anche in altre città italiane e paesi europei:

https://facebook.com/italia.calciosociale

Lo vedrò sicuramente, certo quando, riguardo al suo passato da ultras, dice:"Per questo a 13 anni ho deciso di chiudere..." fà un pò sorridere....13 anni.

Da adolescente

https://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2014/10/14/ultra-cercasi-il-calcio-a-corviale-li-salva_c7b3e3e6-2b9e-4c35-b011-344c20e14560.html

La più bella trasmissione TV, per distacco. Due puntate da vedere, con la periferia raccontata da se stessa.

https://www.raiplay.it/video/2020/05/Che-ci-faccio-qui---Il-campo-dei-miracoli-Capitolo-1-4b08177b-872c-4d1d-8360-4b4daa9f814e.html

https://www.raiplay.it/video/2020/06/Che-ci-faccio-qui---Il-campo-dei-miracoli-Capitolo-2-5cc2e74f-e1a3-4962-9fd1-f5a9bdb319fb.html
Si e consiglio vivamente anche le altre quattro puntate (due per tematica) di quest'anno ma anche quelle dell'anno scorso e non solo, considerando anche 'I dieci comandamenti' ! ;) :))

Offline bak

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20166
Re:Calcio sociale
« Risposta #7 il: 08 Giu 2020, 13:24 »
Parlava della creazione di un altro campo per il quale occorrerebbero milioni di euro e, ad un certo punto ha fatto riferimento a calciatori che ci mettessero la faccia per perorare la causa.

@officialsslazio, se ci sei batti un colpo.

Bellissime le due puntate, bravo come al solito Iannacone il miglior giornalista/raccoglitore di voci attuale, contentissimo che Massimo faccia parte dei nostri, anche se un pò l'avevo sgamato perchè nella puntata di ieri parlava sempre di ultras.

Nesta idolo

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Re:Calcio sociale
« Risposta #8 il: 08 Giu 2020, 14:24 »
Parlava della creazione di un altro campo per il quale occorrerebbero milioni di euro e, ad un certo punto ha fatto riferimento a calciatori che ci mettessero la faccia per perorare la causa.

@officialsslazio, se ci sei batti un colpo.

Bellissime le due puntate, bravo come al solito Iannacone il miglior giornalista/raccoglitore di voci attuale, contentissimo che Massimo faccia parte dei nostri, anche se un pò l'avevo sgamato perchè nella puntata di ieri parlava sempre di ultras.
Speriamo la Lazio agisca fattivamente per aiutarli, sarebbe un bel gesto.

Massimo si è allontanato dalla curva perché come abbiamo scritto in numerose occasioni nel corso degli anni, non si sentiva più a suo agio e lo capisco. Il cuore pulsante del tifo non dovrebbe mai essere discriminatorio e divisivo, divenuto in quasi tutte le curve italiane, nello specifico parlando della nostra.
È un peccato che lo stadio perda persone come lui (e sono parecchi che prendono dolorosamente questa decisione) perché lo stadio deve essere tutt'altro rispetto a ciò che è ora. Massimo sono convinto che rimanga un grande tifoso della Lazio "lontano" fisicamente dallo stadio ma sempre portando avanti benissimo i valori della Lazialità in aree abbandonate, trascurate con grande dedizione, umanità. Siamo o no un ente morale?
Prima o poi riusciremo a cambiare anche la mentalità del gruppo portante della Nord.
Ci credo eccome non lo dico tanto per dire
Re:Calcio sociale
« Risposta #9 il: 09 Giu 2020, 13:11 »
Spiace dover intervenire per spezzare i vostri sogni di bellezza accostati per giunta a un tifoso laziale.

purtroppo calciosociale non è così splendente come Massimo ama descriverlo, e soprattutto Corviale non è così brutto. anzi.

quel servizio è invece davvero brutto brutto, a Corviale siamo tutti infuriati e purtroppo su tutto il progetto, e sullo spazio, ci sono un sacco di questioni, impicci e vicende tipiche della politica romana.

a lui giova questa narrativa del quartiere infernale in cui i ragazzi destinati alla distruzione sono salvati dal calcio, ma non è così. non è vero che a Corviale siamo destinati tutti alla distruzione, non è vero che non esistano altre iniziative perché invece ne esistono moltissime, più che in qualsiasi altro quartiere popolare di Roma, molto belle, autoctone, vive, frequentate, riuscite. e purtroppo non è che poi Calciosociale salvi chissà chi e chissà come.

piuttosto sarebbe da chiedere al buon Massimo conto di quella Radio Impegno che in tanti avevamo tirato su e che lui si è preso la briga di cancellare in un solo istante perché si faceva da lui e quindi decideva lui.

la verità, al di là di tutto, è che lui gestisce uno spazio che non gli spetta, non paga i canoni dovuti ma questi son problemi tra lui e la Regione che anche chissenefregherebbe se facesse quello che dice di fare, ma soprattutto che è un progetto assolutamente isolato dal quartiere che non lo frequenta più. e per chi ci à investito tempo, risorse e passione è una grande ferita.

con buona pace della narrazione mediatica e di masini. scusate lo sfogo.

Nesta idolo

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Re:Calcio sociale
« Risposta #10 il: 09 Giu 2020, 13:28 »
Purple Zack, le hai viste entrambe le puntate?
Re:Calcio sociale
« Risposta #11 il: 09 Giu 2020, 13:37 »
Purple Zack, le hai viste entrambe le puntate?

solo una, quella che parlava (anche) di Corviale.

Nesta idolo

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Re:Calcio sociale
« Risposta #12 il: 09 Giu 2020, 13:49 »
solo una, quella che parlava (anche) di Corviale.
Guardale entrambe poi mi dici.
Non è stato detto che sia tutto 'rose e fiori', hanno provato a presentare la situazione che ovviamente è composta da tantissime sfumature come ben sappiamo, perché vale per tutti i quartieri in Italia e nel Mondo. Hanno cercato di raccontare cosa funzionasse e ciò che invece sarebbe da aggiustare per migliorare la vita di ognuno.
Stesso discorso per il progetto del calcio sociale da 15 anni a questa parte, sui pagamenti, fondi, i valori costitutivi, etc.

Offline zorba

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6172
Re:Calcio sociale
« Risposta #13 il: 09 Giu 2020, 17:03 »
Grazie ad entrambi, per le testimonianze.
 

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