Calciopoli

Aperto da calimero, 28 Mar 2020, 22:03

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cartesio

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:ola:

grazielazio!

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E' giusto che ci siano topic così.
E' storia, nel vero senso della parola. Non come è stata scritta, raccontata, propinata.
Ed è giusto che chi ha voglia di informarsi, possa leggere qualcosa che non trasudi il giustizialismo assetato di sangue di cui ci dice l'ottimo calimero.
Che ringrazio vivamente.

nestorburma

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Citazione di: adiutrix il 29 Mar 2020, 18:27
comunque palamara, romanista, trasferisce, dice lui, il fascicolo alla Federcalcio, possibile non c'è stato nessuno in questo paese, un giornalista, un giudice, un avvocato, uno qualsiasi che chiese che fine aveva fatto questa indagine?

ma questo è quello che sosteneva andea de caro, attuale vicedirettore della gazzetta dello sport (porcozio), quando scriveva sulle pagine del romerdista:

Infine: che fine ha fatto il fascicolo in Figc? Nessuna fine. Perchè non è
mai stato aperto un fascicolo. L'Ufficio Indagini infatti non ha mai
ricevuto né dalla procura di Livorno né da quella di Roma nessun
incartamento su un caso che non è mai stato considerato tale.


Mi è tornato in mente dopo le ultime intercettazioni del caso palamara in cui l'intreccio che lega alti dirigenti romanisti e giornalisti  a palamara e la sua cricca si palesa in forme che forse anche qualcuno di noi avrebbe fatto fatica a immaginare. Di seguito un articolo da cui si percepisce un rapporto quasi intimo tra malagò e palamara e tra spalletti e lo stesso magistrato:


Carlo Tarallo per "la Verità"
Luca Palamara per il pallone che rotola ha sempre avuto una passione smisurata, e non solo: da giovane e semisconosciuto pm di Roma, dieci anni fa, condusse il filone romano dell' inchiesta su «Calciopoli», quello legato al ruolo della Gea, la società di procuratori sportivi di cui erano titolari l' ex dg della Juve, Luciano Moggi, e suo figlio Alessandro. Ma non c' è solo tanto, tanto calcio, nelle chat Whatsapp di Palamara, che, a quanto si legge dalle conversazioni, ha un rapporto di amicizia con il capo dello sport italiano, il presidente del Coni, Giovanni Malagò. I due si incrociano non di rado, in particolare al circolo canottieri Aniene, di cui Malagò è presidente onorario, e allo stadio Olimpico, dove il pm è un habitué della tribuna autorità. Il 9 ottobre 2018, Malagò viene eletto membro del Comitato olimpico internazionale a titolo individuale.
La votazione avviene a Buenos Aires, Malagò ottiene 66 voti su 74. Alle 17.35, Palamara invia a Malagò un messaggio di congratulazioni: «Complimenti per la nomina!!! Un abbraccio a presto per festeggiare», scrive il magistrato; «Grazie Lucaaa», risponde Malagò. In quelle stesse settimane, l' allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, sta facendo inserire nella legge di bilancio una profonda riforma dello sport italiano.

Giorgetti crea una nuova società governativa, la Sport e salute Spa, che ha il compito di gestire le attività legate al sociale e alla scuola, nonché il 90% dei contributi pubblici al settore, compresi i finanziamenti alle Federazioni. Un provvedimento che svuota la cassaforte del Coni, la Coni servizi. Malagò è una furia, tenta in ogni modo di ostacolare la riforma, senza successo. Il 15 novembre 2018, mentre infuria la bufera, Palamara scrive a Malagò: «Sono con te!!! Un abbraccio forte»; «Grazie Luca», risponde Malagò, «ps siamo alla follia»; «Purtroppo è proprio così», concorda Palamara, «una situazione surreale». La resistenza di Malagò alla riforma è strenua: il ras dello sport italiano tenta di coinvolgere addirittura il Cio, ma Giorgetti va avanti per la sua strada.
L' 8 dicembre 2018 la Camera approva la legge di bilancio 2019, che contiene la riforma dello sport voluta da Giorgetti. Palamara scrive a Malagò, il tono del messaggio è indignato: «Una vergogna assoluta che supera ogni limite», sentenzia il magistrato, «sono senza parole», risponde Malagò. «Che vergogna però» insiste Palamara. «Pazzesco», commenta Malagò. Il 29 maggio 2029, quando Palamara viene indagato per corruzione, Malagò fa sentire all' amico la sua vicinanza: «Un pensiero... un abbraccio sportivo più che mai», scrive il presidente del Coni al magistrato, che risponde: «Ti avevo detto che era una guerra... così è, ma io la combatto un abbraccio forte».
«Ne sono sicuro», commenta Malagò. La passione di Palamara per il calcio è dimostrata anche dalla sua agenda, e dall' amicizia con la quale si scambia messaggi, ad esempio, con Luciano Spalletti. Il 25 agosto 2017 è la vigilia di un Roma-Inter molto particolare: Spalletti torna all' Olimpico da allenatore dell' Inter, dopo aver lasciato la panchina dei giallorossi al termine della stagione precedente, dopo un estenuante braccio di ferro con Francesco Totti. «Io appartengo a quelli», scrive Palamara all' allenatore toscano, «che saranno felici di riaverti qui a Roma dove hai dimostrato di essere il più forte. Un caro saluto a presto». «Grazie Luca, vi voglio bene», risponde Spalletti.
Il 21 novembre 2018, Palamara scrive di nuovo a Spalletti: «Grande Luciano come stai? I miei colleghi neroazzurri di Milano vorrebbero invitarti a un convivio che stanno organizzando, come possono mettersi in contatto con te? Un abbraccio e spero di vederti presto. Con affetto Luca». «Tu sei il capo», risponde Spalletti, «quando il capo chiama noi siamo a disposizione. Dagli pure il mio numero e dicono di te poi si trova il modo di incastrare tutto. Con altrettanto affetto e stima. Forza Inter».


MORTACCILORO

GiPoda

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Citazione di: nestorburma il 24 Mag 2020, 18:21
ma questo è quello che sosteneva andea de caro, attuale vicedirettore della gazzetta dello sport (porcozio), quando scriveva sulle pagine del romerdista:

Infine: che fine ha fatto il fascicolo in Figc? Nessuna fine. Perchè non è
mai stato aperto un fascicolo. L'Ufficio Indagini infatti non ha mai
ricevuto né dalla procura di Livorno né da quella di Roma nessun
incartamento su un caso che non è mai stato considerato tale.


Mi è tornato in mente dopo le ultime intercettazioni del caso palamara in cui l'intreccio che lega alti dirigenti romanisti e giornalisti  a palamara e la sua cricca si palesa in forme che forse anche qualcuno di noi avrebbe fatto fatica a immaginare. Di seguito un articolo da cui si percepisce un rapporto quasi intimo tra malagò e palamara e tra spalletti e lo stesso magistrato:


Carlo Tarallo per "la Verità"
Luca Palamara per il pallone che rotola ha sempre avuto una passione smisurata, e non solo: da giovane e semisconosciuto pm di Roma, dieci anni fa, condusse il filone romano dell' inchiesta su «Calciopoli», quello legato al ruolo della Gea, la società di procuratori sportivi di cui erano titolari l' ex dg della Juve, Luciano Moggi, e suo figlio Alessandro. Ma non c' è solo tanto, tanto calcio, nelle chat Whatsapp di Palamara, che, a quanto si legge dalle conversazioni, ha un rapporto di amicizia con il capo dello sport italiano, il presidente del Coni, Giovanni Malagò. I due si incrociano non di rado, in particolare al circolo canottieri Aniene, di cui Malagò è presidente onorario, e allo stadio Olimpico, dove il pm è un habitué della tribuna autorità. Il 9 ottobre 2018, Malagò viene eletto membro del Comitato olimpico internazionale a titolo individuale.
La votazione avviene a Buenos Aires, Malagò ottiene 66 voti su 74. Alle 17.35, Palamara invia a Malagò un messaggio di congratulazioni: «Complimenti per la nomina!!! Un abbraccio a presto per festeggiare», scrive il magistrato; «Grazie Lucaaa», risponde Malagò. In quelle stesse settimane, l' allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, sta facendo inserire nella legge di bilancio una profonda riforma dello sport italiano.

Giorgetti crea una nuova società governativa, la Sport e salute Spa, che ha il compito di gestire le attività legate al sociale e alla scuola, nonché il 90% dei contributi pubblici al settore, compresi i finanziamenti alle Federazioni. Un provvedimento che svuota la cassaforte del Coni, la Coni servizi. Malagò è una furia, tenta in ogni modo di ostacolare la riforma, senza successo. Il 15 novembre 2018, mentre infuria la bufera, Palamara scrive a Malagò: «Sono con te!!! Un abbraccio forte»; «Grazie Luca», risponde Malagò, «ps siamo alla follia»; «Purtroppo è proprio così», concorda Palamara, «una situazione surreale». La resistenza di Malagò alla riforma è strenua: il ras dello sport italiano tenta di coinvolgere addirittura il Cio, ma Giorgetti va avanti per la sua strada.
L' 8 dicembre 2018 la Camera approva la legge di bilancio 2019, che contiene la riforma dello sport voluta da Giorgetti. Palamara scrive a Malagò, il tono del messaggio è indignato: «Una vergogna assoluta che supera ogni limite», sentenzia il magistrato, «sono senza parole», risponde Malagò. «Che vergogna però» insiste Palamara. «Pazzesco», commenta Malagò. Il 29 maggio 2029, quando Palamara viene indagato per corruzione, Malagò fa sentire all' amico la sua vicinanza: «Un pensiero... un abbraccio sportivo più che mai», scrive il presidente del Coni al magistrato, che risponde: «Ti avevo detto che era una guerra... così è, ma io la combatto un abbraccio forte».
«Ne sono sicuro», commenta Malagò. La passione di Palamara per il calcio è dimostrata anche dalla sua agenda, e dall' amicizia con la quale si scambia messaggi, ad esempio, con Luciano Spalletti. Il 25 agosto 2017 è la vigilia di un Roma-Inter molto particolare: Spalletti torna all' Olimpico da allenatore dell' Inter, dopo aver lasciato la panchina dei giallorossi al termine della stagione precedente, dopo un estenuante braccio di ferro con Francesco Totti. «Io appartengo a quelli», scrive Palamara all' allenatore toscano, «che saranno felici di riaverti qui a Roma dove hai dimostrato di essere il più forte. Un caro saluto a presto». «Grazie Luca, vi voglio bene», risponde Spalletti.
Il 21 novembre 2018, Palamara scrive di nuovo a Spalletti: «Grande Luciano come stai? I miei colleghi neroazzurri di Milano vorrebbero invitarti a un convivio che stanno organizzando, come possono mettersi in contatto con te? Un abbraccio e spero di vederti presto. Con affetto Luca». «Tu sei il capo», risponde Spalletti, «quando il capo chiama noi siamo a disposizione. Dagli pure il mio numero e dicono di te poi si trova il modo di incastrare tutto. Con altrettanto affetto e stima. Forza Inter».


MORTACCILORO
Mi associo all epiteto.
Nei messaggi, vedo, gli abbracci (fraterni) si sprecano...
Limortaccivostra.

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adiutrix

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Citazione di: nestorburma il 24 Mag 2020, 18:21


Infine: che fine ha fatto il fascicolo in Figc? Nessuna fine. Perchè non è
mai stato aperto un fascicolo. L'Ufficio Indagini infatti non ha mai
ricevuto né dalla procura di Livorno né da quella di Roma nessun
incartamento su un caso che non è mai stato considerato tale.



MORTACCILORO

Intanto Mortaccilorosempre

Il fascicolo non è stato mai inviato perchè il più grande caso di corruzione arbitrale ad opera di un presidente di serie A non è stato ritenuto tale.
Il caso Sensi-Bergamo è, a mio avviso, il più grave caso di insabbiamento avvenuto nel calcio degli ultimi 70 anni. Altro che Moggiopoli

alex73

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Ma e' possibile ricostruire il legame baldini - auricchio (guardia di finanza) - palamara?

aaronwinter

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Un caffé dopo l'altro.
L'insabbiatore seriale.

---

Da Zingaretti a Bova fino alla AS Roma: tutti alla corte di Palamara, Mr Wolf della Capitale

CUORE ROMANISTA

Il telefono di Palamara squilla a tutte le ore. E le chat su Facebook e WhatsApp sparano notifiche senza sosta. Si tratta soprattutto di colleghi che chiedono raccomandazioni, che implorano favori, che disegnano strategie per nomine e poltrone. Il Mr Wolf in toga promette a tutti, smista sollecitazioni, ammansisce chi protesta, vezzeggia coloro che possono essergli utili.

Ma ogni tanto, oltre a quelli politici, balzano fuori a sorpresa rapporti extragiudiziali. Con vip e imprenditori. C'è la chat con l'attore Raul Bova, che nel 2017 – dopo essere stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi per una presunta dichiarazione fraudolenta in materia fiscale – chiede a Palamara di «indagare su questa sentenza, un'ingiustizia senza precedenti. Tutti assolti tranne me...ti chiedo di verificare se ho meritato una condanna così dura. Così mirata. È stata considerata una manovra premeditata? Sono sotto choc» (Palamara s'affretta a dirgli che gli «farà sapere, ma devi reagire: non è perso nulla»).

C'è, soprattutto, il rapporto finora inedito con Mauro Baldissoni, direttore generale dell'AS Roma. Palamara è un tifoso sfegatato: conosce Claudio Ranieri e Luciano Spalletti, ma per vedere i campioni della sua Roma è a Baldissoni che chiede biglietti per l'Olimpico. Non solo per le partite casalinghe, ma anche per quelle in trasferta. Il do ut des è però sempre dietro l'angolo: quando la procura di Roma e il procuratore aggiunto Ielo aprono l'inchiesta su Luca Lanzalone e il costruttore Luca Parnasi e sulle presunte mazzette intorno al progetto del nuovo Stadio della Roma, Baldissoni (che sarà poi sentito come testimone) sa che può contare sull'amico.

Palamara, a marzo 2018, pensa però solo ad andare in tribuna.

Palamara: «Buongiorno Mauro scusami la seccatura ma ho promesso a mio figlio di portarlo a Barcellona e sto trovando difficoltà a reperire due biglietti. Attendo tue un caro saluto».

Qualche giorno dopo, si capisce dal tono del messaggio che il desiderio è stato probabilmente esaudito.

Palamara: «Grazie Mauro è stato qualcosa di epico e di indimenticabile ed il fatto di esserci stati a Barcellona ha reso tutto ancora più bello un abbraccio a presto».

Baldissoni: «Grazie Luca».

Due giorni dopo, però, Palamara chiede un altro favore. Vuole andare pure in Inghilterra.

Palamara: «Buongiorno Mauro la seccatura te la chiedo nei limiti del possibile anche per Liverpool sempre con mio figlio grazie come sempre»

Baldissoni: «Non sarà facile Luca. Vediamo.

Una settimana dopo, Palamara insiste: «Mauro scusami avevo provato a cercarti perché mi ha chiamato Luca (di chi si tratta? forse Lanzalone, ndr?) che mi ha detto che viene a vedere la partita a Liverpool e ci teneva ci fossi anche io. Non voglio metterti in difficoltà se c'è ancora possibilità aspetto un tuo riscontro io sono con mio figlio».

Non sappiamo se alla fine il pm sia riuscito a partire per godersi il "Never walk alone" e le sciarpate dell'Anfield, ma di sicuro due mesi dopo, il 13 giugno 2018 (giorno degli arresti di Parnasi e Lanzalone) è lui a chiedere informazioni al magistrato. Che lavora a pochi metri di distanza dagli inquirenti che hanno condotto l'inchiesta. Invece di dichiararsi indisponibile, il magistrato propone subito un incontro privato.

Baldissoni: «Luca, ma cosa è successo su Parnasi? C'è davvero sostanza?»

Palamara: «Buongiorno Mauro in giornata o anche domani ci vediamo per un caffè?»

Baldissoni: «Sono a Roma. Dimmi tu».

Palamara: «Alle 11 caffè palazzo Montemartini saletta interna?»

Baldissoni: «Ok. Un po' prima»

Il giorno dopo il dg della Roma manda un articolo di giornale che riporta le parole di Ielo, che sottolineano come l'AS Roma «è fuori da questa storia». Baldissoni, però, deve essere sentito come testimone.

Baldissoni: «Solo per ricordarti le parole di Ielo ieri. Noi non consideriamo viziato nessun atto».

Palamara: «Mauro lo vedo domani e ti dico».

Baldissoni: «Ok. Spero di parlarci il prima possibile. Vorrei capire che dire a tutti gli investitori americani tra l'altro...

Forse Baldissoni vuol parlare con Ielo, o con i vertici della procura? Il giorno dopo, Baldissoni viene certamente ascoltato dagli uffici guidati al tempo da Giuseppe Pignatone. Solo come testimone.

Palamara: «È rimasto molto soddisfatto per oggi e di te».

Baldissoni: «Sono contento. Gli ho detto che resto a loro disposizione se gli serve qualche chiarimento. Con piacere. Anche informalmente».

Palamara: «Ok. Ci prendiamo caffè nei prossimi giorni».

Nelle settimane e nei mesi successivi, i due amici si incontrano più volte. Probabile che Baldissoni sia preoccupato dagli sviluppo dell'inchiesta, e che il pm che gli chiede i biglietti possa essere un buon aggancio per avere informazioni di prima mano. È un fatto che Ielo, sentito dall'Espresso, neghi di aver mai dato a Palamara qualsiasi dettaglio sull'inchiesta, su Baldissoni o chiunque altro. «Palamara non lo sentivo né incontravo da mesi», ha detto.

Lo scandalo del Mr Wolf, che il suo collega Massimo Forciniti chiama amichevolmente "er cazzaro", a un anno dalla pubblicazione delle prime carte della procura di Perugia non accenna a spegnersi. «Qui rischia di venire giù tutto, è davvero una Suburra», ripetono i magistrati che allibiti leggono chat e intercettazioni. Sarà. Ma in molti contano sulla coazione a ripetere che affligge tutto il Paese. Perché è statisticamente assai probabile che presto anche questo tsunami verrà dimenticato, che nulla cambierà, e che ricominceremo a indignarci di nuovo al prossimo scandalo.

https://espresso.repubblica.it/inchieste/2020/05/25/news/alla-corte-di-palamara-mr-wolf-della-capitale-1.348838

aaronwinter

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Citazione di: alex73 il 26 Mag 2020, 13:02
Ma e' possibile ricostruire il legame baldini - auricchio (guardia di finanza) - palamara?

(si, anche io sospetto che il sorseggiare compulsivo di caffé, l'ultras di piazzale Clodio, possa avere avuto un ruolo nell'architettura del piano - piano che pupobaldini, ricordiamoci, annunciava in anticipo a Mazzini

Il sorseggiare compulsivo di caffé ne ha la stoffa e lo status morale
Ed  i contatti giusti con chi poteva fare le sbobinatute selettive

Auricchio comunque era dei CC, non della GdF, ma la cosa non rileva ai fini del ragionamento)

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alex73

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Se non ricordo male auricchio era nel pool di quelli che selezionavano le intercettazioni ...ed era amico di baldini....ricordo male? Help calimero

Ranxerox

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Citazione di: aaronwinter il 26 Mag 2020, 17:04
(si, anche io sospetto che il sorseggiare compulsivo di caffé, l'ultras di piazzale Clodio, possa avere avuto un ruolo nell'architettura del piano - piano che pupobaldini, ricordiamoci, annunciava in anticipo a Mazzini

Il sorseggiare compulsivo di caffé ne ha la stoffa e lo status morale
Ed  i contatti giusti con chi poteva fare le sbobinatute selettive

Auricchio comunque era dei CC, non della GdF, ma la cosa non rileva ai fini del ragionamento)

Eh, ma il problema è il giro di soldi in nero di Lotito su Zarate di 12 anni fa, la presunta positività di Strakosha e i favori arbitrali alla Lazio all'epoca del Var.
'Ste merde luride...

aaronwinter

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Citazione di: alex73 il 26 Mag 2020, 20:12
Se non ricordo male auricchio era nel pool di quelli che selezionavano le intercettazioni ...ed era amico di baldini....ricordo male? Help calimero

Ricordi benissimo.
Fu lui a cercare di giustificare in aula l'ingiustificabile selezione delle intercettazioni. I famosi baffi.

La tua traccia è ragionevole. Chissà chi lo fece diventare amico di Baldini.
Magari, tra un caffè e l'altro.

Bene, a furia di dosi di caffeina l'archetipo lombrosiano è arrivato a pagare i suoi magheggi.
Così finisce chi si crede furbo, onnipotente ed intoccabile.

Si dovrà vergognare per il resto della vita a fare vedere la sua faccia da schiaffi in giro.

calimero

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Ammetto senza problemi che di Palamara avevo un'opinione diversa rispetto ai Pm napoletani Beatrice e Narducci. Questi 2 avevano puntato fin da subito al clamore mediatico per propagandare le loro tesi bislacche (ricorderete la conferenza stampa del "grumo di potere" e le critiche alla sentenza Sandulli), comportamento similare alla crocifissione di Mauri da parte del prode Di Martino. Al contrario la parallela inchiesta Gea, condotta da lui e dalla sua collega Palaia mi parve condotta più sobriamente e soprattutto fosse più centrata come obiettivo investigativo, in effetti anch'io ritengo che la Gea fosse il grimaldello di Moggi per assicurare a sè (anche più che alla Juventus) una posizione dominante nel mondo del calcio piuttosto che l'inchiesta di Napoli mirata a scoprire inesistenti forme di corruzione degli arbitri. Per quanto riguarda il caso Sensi-Bergamo ritenevo che l'insabbiamento fosse avvenuto a livello di procura federale essendo sparito anche il fascicolo inviato dal Dr Rizzo della Procura di Livorno. Oggi non sono più così sicuro dell'estraneità di Palamara, anche se, alla luce dell'encomiabile attivismo del dr. Chinè, bravissimo nel sezionare ogni notizia di stampa riguardante Lotito, appare al contrario sorprendente l'inerzia della Procura Federale del tempo, che non ritenne di dover aprire indagini di sorta a seguito delle notizie apparse su La Repubblica e Il Tirreno.

Se ci fosse qualche giornalista d'assalto di parte laziale qualche domandina la farei a 2 personaggi che qualcosa sanno di quelle vicende: uno è l'avvocato Stagliano, l'altro è l'ex designatore Bergamo, mai ascoltato dalla Giustizia Sportiva e snobbato, chissà perchè quando volle farsi ascoltare a Napoli.

Tuttojuve l'ha fatto recentemente e ne è uscita una bella intervista che ha il pregio, consentitemi l'immodestia, di corroborare la mia ricostruzione di calciopoli. Dà l'idea di uno disponibile al dialogo, magari qualcosa potrebbe dire.

Ecco il link dell'intervista:

https://www.tuttojuve.net/2020/02/16/sensazionale-intervista-a-paolo-bergamocalciopoli-ronaldoallegri-e-marotta-non-lo-volevano-uno-scoop

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aaronwinter

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E' d'uopo una precisazione: la mia opinione sul sorseggiatore di caffé è legata alle sue vicende attuali, che dànno abbonanti elementi per trarre giudizi sul soggetto sotto il profilo (poco) professionale, etico e morale.

Invece, il suo ruolo potenziale su Calciopoli, che qui discutiamo, non sarebbe altro che una proiezione di analoghi, possibili comportamenti.
Ha ragione Calimero: questo è uno che preferisce stare fuori dal fascio di luce dei riflettori. Ma come mostrano le vicende di attualità, sa muoversi benissimo nel sottobosco. Ed il trascritto delle telefonate con Baldissoni fa capire che sarebbe (ed è stato) capace di tutto. 

Dunque la traccia ci sta. Anche se allo stato, si tratta di proiezioni di altri accadimenti.
La sua faccia da schiaffi, invece, è già agli atti, insieme al senso di vergogna che deve accompagnarlo per qualunque strada percorrerà, da qui alla fine dei suoi giorni.
Lo dico da cittadino italiano, non da Laziale.

nestorburma

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Citazione di: alex73 il 26 Mag 2020, 20:12
Se non ricordo male auricchio era nel pool di quelli che selezionavano le intercettazioni ...ed era amico di baldini....ricordo male? Help calimero

Agevolo verbale d'assunzione d'informazioni in merito ai reiterati casi di fughe di notizie.
A verbale Auricchio dichiara: "Io credo che il punto centrale della rivlazione di notizie sia la trasmissione del file della prima informativa. Credo che il giornale Il romanista sia venuto per primo a conoscenza delle notizie. Tale giornale appartiene a riccardo luna che mi si dice avere rapporti con ambienti istituzionali".
La password era la data di nozze di Auricchio che fu sostituita con la sua data di nascita perchè "non ci ricordavamo la data" dice il maresciallo... poi Auricchio tolse la password... MORTACCILORO










PS baldini e auricchio erano più che amici, di seguito uno stralcio del processo del 2010 con auricchio al banco dei testimoni:



jp1900

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Citazione di: calimero il 26 Mag 2020, 22:00

Se ci fosse qualche giornalista d'assalto di parte laziale qualche domandina la farei a 2 personaggi che qualcosa sanno di quelle vicende: uno è l'avvocato Stagliano, l'altro è l'ex designatore Bergamo, mai ascoltato dalla Giustizia Sportiva e snobbato, chissà perchè quando volle farsi ascoltare a Napoli.

Tuttojuve l'ha fatto recentemente e ne è uscita una bella intervista che ha il pregio, consentitemi l'immodestia, di corroborare la mia ricostruzione di calciopoli. Dà l'idea di uno disponibile al dialogo, magari qualcosa potrebbe dire.

Ecco il link dell'intervista:

https://www.tuttojuve.net/2020/02/16/sensazionale-intervista-a-paolo-bergamocalciopoli-ronaldoallegri-e-marotta-non-lo-volevano-uno-scoop
Intanto registriamo questo:

"Trentacinque anni dopo, circa tre anni fa, c'è un'intervista a Carlo Sassi, su Rai Due: e lui parla del gol di Turone annullato, e racconta che dalle immagini fu dimostrato che era davvero in fuorigioco, ma furono falsati i filmati della moviola; era facile farlo, all'epoca, perché la tecnologia era ancora arretrata. Il responsabile di redazione era un acceso tifoso romanista (ho saputo anche il suo nome, più tardi), e quindi li aveva obbligati a farlo. Ho chiamato Sassi, e gli ho chiesto spiegazioni. E lui mi ha risposto: ma lei pensa che finchè ero dipendente RAI avrei potuto dire quello che ho detto? Ora che sono in pensione, e non mi può toccare nessuno, mi sono levato questo peso dallo stomaco."

Adler Nest

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