dispiace dirlo, ma il calcio in Italia sta sempre più diventando un prodotto "digitale", la cui fruizione avviene sempre meno dal vivo e sempre di più tramite la multicanalità telematica (Tivvù, radio, internet).
Il caro-prezzi, la crisi, la carenza degli stadi, ecc. sono solo concause accessorie.
La vera realtà è che in Italia il prodotto calcio viene venduto per un consumo mediatico e non già per un consumo partecipativo.
D'altronde, vedere una partita in tivvù o in streaming è una cosa semplicissima, a bassissimo costo (se non addirittura gratuita), può essere decisa all'ultimo minuto e non comporta un grosso impegno logistico-organizzativo.
Viceversa, la partita allo stadio comporta un significativo esborso economico (una tribuna tevere costa 10 volte più dell'acquisto di una partità in PPV), un importante assorbimento di tempo (il biglietto va comprato prima della partita, è nominativo per cui se si vuole vedere la partita con un amico bisogna organizzarsi per comprarlo assieme oppure uno dei due deve avere il documento anche dell'altro, ecc.) e una difficoltà di accesso che deve essere programmata.
Si dirà: ma vedere la partita dal vivo + tutta un altra cosa rispetto al vederla in tivvù.
Verissimo.
Ma... ma è un vero complicato, costoso, scomodo.
E chi lo scrive è uno dei 12.500 abbonati...