Giustamente noi tifosi, anche quelli più competenti, giudichiamo quello che vediamo in campo, ma quello che si vede in campo dipende anche molto da come vengono gestite molte dinamiche fuori dal campo, tutta la vita del club e della squadra, i premi, i rinnovi, lo stesso mercato....insomma i giocatori non sono dei robot o delle figurine, sono uomini, uomini di calcio, e certe cose le percepiscono pure di più.
L'esempio massimo è stato il Napoli di Ancelotti dello scorso anno, con organico da lotta x il titolo, che in campionato aveva un rendimento da mezza classifica, salvo fare bene in Champions.
Quando si sale di livello il club deve stare al passo del livello raggiunto, e questo sia nella gestione interna che nella politica di mercato.
Ricordo le dichiarazioni di Immobile quando si dava per fatto l'acquisto di Silva, dichiarazioni che facevano trasparire consapevolezza che si stesse costruendo una squadra ancor più forte ed ambiziosa, arricchita anche e soprattutto di personalità.
Quando il mercato ha preso la piega che sappiamo i giocatori di certo non hanno percepito questo cambio di passo, qualcuno ha pure pensato bene di alzare la voce per chiedere rinnovi o stipendi arretrati....nasce tutto da lì, poi viene il campo, e bisogna dire che ci sono delle prove accertate che dimostrano che la Lazio è una squadra forte nei 13-14, possiamo battere chiunque e giocarcela per il vertice, ma se si gioca 3 volte a settimana, dove è richiesto il massimo per ogni partita, la squadra non regge, la rosa è corta in qualità, ed il mercato non ha migliorato questa lacuna.
L'unico correttivo che il tecnico può attuare per avere può equilibrio e compattezza, non è tanto la difesa a 4, cosa che non farà mai, ma riportare Luis Alberto dietro ad Immobile, inserendo un centrocampista di corsa in più, come nella stagione 2017-18, rinunciando ad un gioco di possesso e puntando più a quello di ripartenza.