Io non so perchè in Italia certe volte, molte, prevalga in molte persone la voglia di buttare tutto per aria, anche se questo poi significa danneggaire Noi stessi, un pò la voglia recondita ed autolesionista di liberarci di un qualcosa che sappiamo ci piace, ci serve, la vogliamo, però allo stesso tempo proprio perchè magari non è come noi lo vogliamo allora pensiamo che distruggendo la stessa cosa rinasca dalle ceneri più bello e nobile....un concetto assurdo, quando invece nei momenti di crisi dovrebbe prevalere il sangue freddo e cercare di prendere le decisoni giuste per salvare tutto ciò che si può salvare e contenere i danni.
Non portare a termine questo campionato significa creare un danno economico tra i 700 milioni ed il miliardo di euro, così hanno calcolato gli esperti, e l'errore di molti comunicatori (assurdo perchè loro dovrebbero essere i primi a conoscere ciò di cui si parla) è pensare che queste cifre che mancheranno siano una "punizione divina" verso i ricchi, e quindi la decisione dell'annullamento del campionato costituisca il "fuoco sacro" che incenerirà i "peccatori ricchi" ripristinando la giustiza......cavolate allo stato puro.
Già l'economia italiana uscirà dilaniata da questa crisi, il settore calcio in Italia è tra i più importanti, e fa da traino ad una serie di altre componenti sociali che noi neanche immaginamo, l'indotto è enorme.
Mandare in malora la stagione, o meglio non volerla salvare, significherebbe creare un danno economica, ma ritengo anche sociale, enorme, e chi ne pagherà il prezzo è l'Italia, e non certo Cristiano Ronaldo, e soprattutto chi con il calcio ci lavora quotidianemnte, tra queste le testate giornalistiche nazionali e locali, principali e secondarie, giornalisti nazionali e locali, vuol dire meno lavoro, meno assunzioni, meno seguito, meno pubblicità, vuol dire tagli....ed allora perchè gli stessi giornalisti, invece che "spingere" l'opinione pubblica a invocare il salvataggio "a tutti i costi" del campionato, e delle coppe, spingono in senso inverso, una corsa all'autodistruzione assolutamente incomprensibile se non per un certo senso di "snobbismo nichilista" che può avere come conseguenza solo la miseria.
Certo ci sono le passioni, le rivalità, i campanili, ma questo riguarda il tifoso ma chi lavora nel calcio e nella politica deve adoperarsi per fare di tutto per contenere i danni.
La situazione che si è venuta a creare è eccezionale, per cui vanno prese misure eccezionali, i paletti (30 giugno, ritiri, ferie, inizio nuova stagione) devono essere rimossi e rimodellati, il tabù che in estate non si gioca non esiste perchè ogni anno in estate si gioca a ritmi frenetici con tornei e coppe inventate in giro per il mondo, e partite in payper view....mi dite che senso ha annulla re il campionato e le coppe europee e poi magari tra luglio ed agosto giocare un torneo in america, Australia Corea...?
Bisogna ripartire quando l'emergenza sarà terminata, e si deve giocare d'estate, a settembre ci sarà una pausa lo stesso mercato può durare dai 30 ai 60 giorni, e dopo le olipmpiadi riparte una nuova stagione.
Eppure ancor oggi c'è chi scarica le proprie frustazioni e la propria voglia autodistruttiva volendo la chiusura del calcio, inconcepibile.
Si riparta quando ce ne saranno le possibilità e la massima sicurezza, anche luglio e agosto, ma si riparta con il campionato e le coppe europee, sarà anche una grande segno di rinascita, per tutti.