Visite più approfondite, ma il calcio viene dopo
La procedura è chiara. Ogni atleta verrà sottoposto innanzitutto al tampone e gli eventuali positivi saranno sottoposti a isolamento. Per tutti gli altri ci sarà un prelievo di sangue, dal cui esito nascerà la suddivisione dei negativi al tampone in tre gruppi, per la ricerca degli eventuali anticorpi. Gli anticorpi IgM, presenti nella fase iniziale dell'infezione, rivelano che il contagio è stato recente o in corso. Gli IgG, invece, restano nel sangue più a lungo. Da qui le tre categorie. Atleti con IgM negativo e IgG positivo: immunizzati e pronti per l'allenamento con i compagni nella stessa condizione. Atleti con IgM e IgG entrambi positivi: per loro serve il tampone, che può definitivamente escluderne la contagiosità. Atleti con IgM e IgG entrambi negativi: non hanno mai "incontrato" il coronavirus e vanno sottoposti a tampone ogni quattro giorni. Per gli atleti contagiati saranno necessari esami approfonditi, simili a quelli dell'idoneità agonistica rilasciata a inizio stagione. Dato lo sforzo intenso cui è sottoposto un atleta professionista, agli esami cardiologici e polmonari, alla spirometria e all'ossigenazione, sarà di prassi l'holter per 24 ore. La Tac verrà eseguita, su indicazione specifica, soltanto a seconda dei casi. Il tutto in attesa di notizie dagli Usa, dove l'agenzia del farmaco sta testando un nuovo kit per il test Rna, esame sierologico utile a capire subito sia se l'infezione è attiva sia se sono presenti gli anticorpi: potrebbe sostituire o affiancare il tampone, velocizzando lo screening anche degli atleti. Naturalmente soltanto dopo chi ne ha diritto per primo. Perché lo sport, stavolta, non ha la priorità.
C'e' qualche imprecisione qua e la', e anche molte cose corrette (come la parte iniziale della spiegazione della sierologia); possiamo parlarne, ma quale parte ti interessa in particolare?