Citazione di: tommasino il 01 Mag 2020, 07:45
Se una persona prende la propria macchina, parcheggia nei pressi di un negozio, indossa guanti e mascherina, si mette ordinatamente in fila, quando sta a lei entra e compra una borsetta, paga con sistemi di pagamento elettronici (magari con l'orologio), torna a casa, mette via la borsetta per far sì che l'eventuale virus muoia, si lava le mani come gli ha insegnato barbarad'urso, il rischio di essere contagiata è pari allo zero.
E la moglie di un calciatore di serie A sono certo che farebbe così; altrimenti c'è sempre la soluzione che la borsetta se la compri dopo un paio di mesi, tanto dove ce deve annà?
Boh. Qui pare che si stia parlando di una categoria da proteggere e in via di estinzione.
Devono comportarsi nella vita privata come tutte le persone normali, distanza igiene mascherine.
Sul lavoro distanza ed evitare contatti (no partitelle) per il primo periodo.
E potrebbero fare test come se non ci fosse un domani. Loro.
E pagherebbero le società.
Io non riesco a capire come sia accaduto che 1000 persone che giocano a pallone (parlo di serie A, non dei privati che affittano il campo di calcetto) strapagate, stratutelate siano diventate nella situazione attuale l'unica categoria che "e se succede X?".
Se succede che dopo 2 settimane che fai i test (ogni settimana) vedi che rispetto a quando sei partitio sono aumentati i positivi blocchi tutto.
E sai però che non puoi ripartire neanche la stagione successiva.
Si blocca il calcio, crolla la serie A e tutto lo sport italiano.
Ma.almeno sai perché e hai dei dati a supporto.