Su questa questione della responsabilitá, é bene parlarne nel topic sul vivere al tempo del Corona-Virus, dove lo avevo predetto...ma non perché sono un mago, semplicemente sono le ricette tipiche della shock-economy.
IN merito al campionato. Ci sono delle criticitá...Da un lato, il mondo del calcio é responsabile (anche se al momento non capisco se tale responsabilitá sia della Lega, della FIGC, dei clubs, dell´atleta, del medico??)
in che senso é responsabile? giuridicamente? economicamente? in quale parametri? Quel che dice Pulici, in qualitá di medico sociale é giusto...nel senso che stabilire una responsabilitá (economica? penale?) di un paziente a partire dal suo stato di salute (potenziale-non reale) é semplicemente impossibile.
Perché il calcio deve essere l´unica azienda a fermarsi in toto al primo positivo? Tra l´altro i calciatori hanno molte meno possibilitá di diffondere (almeno ad alti livelli) poiché hanno una serie di contatti limitati.
Un dipendente di una fabbrica X che usa i mezzi pubblici o che parcheggia in un parcheggio sotterraneo insieme ad altri 100/1100 dipendenti ha molte piú possibilitá di diffondere...ma l´azienda in questione non si fermerebbe (del resto non si sono fermate con le carovane di bare).
Il campionato di calcio ha dunque la funzione, a mio modo di vedere, d hot spot, per il governo. Accendendolo e spegnendolo a piacimento dimostro ai miei "governati" l´impegno formale alla lotta alla diffusione dell´epidemia.
MI direte, eh ma in aziende/fabbriche ci sono i piani igienici, si sta con la mascherina, si sta a distanza...si certo, abbiamo il formale...perché nel reale la gente si é ammalata e si ammala nelle catene produttive.