Citazione di: Gio il 10 Nov 2020, 09:13
Con questo discorso quelli che pensano che sia meglio l'occupazione degli Irriducibili di quella di un centro sociale valgono quanto te. E' solo questione di punti di vista e non si finisce più.
Io sono per la tolleranza zero. Non si può occupare e punto.
Poi c'è il tema del corretto utilizzo degli spazi e, quella, è una lotta sacrosanta. Per me, però, le occupazioni rendono più difficile la soluzione del problema, perché alla fine, come sempre in Italia, hanno ragione i più prepotenti.
E, infatti, oggi fanno i fenomeni a chiudere la sede degli Irriducibili. Due anni fa, col cavolo che ci sono andati a chiuderla, che a quei tempi era più complicato e toccava farlo seriamente.
ribadisco che il discorso che fai è astratto. Astrae dalla realtà concreta e si ferma ad un semplice aspetto formale comune (lo stato di occupazione).
Il punto è che non si può pretendere un'amministrazione migliore di quella vigente se non si è in grado di affrontare il discorso - questo come qualsiasi altro - in termini più complessi, andando nel merito.
E' il merito a rendere diversa la questione.
E il merito non è un punto di vista, è una realtà concreta. Concretamente c'è una differenza, il punto di vista è volerne tenere conto o meno.
Ma se si cancella il merito si cancella la politica che è invece appunto capacità di saper discernere.
Non in termini di destra o sinistra, in termini di realtà. Di capacità di discernimento della realtà. Di valutazione della realtà.
EDIT: ci sono spazi che con la sinistra non c'entrano nulla, magari gestiti da enti religiosi, finiti nello stesso tritacarne degi sgomberi. Io me li difendo, perché vale il discorso di cui sopra. Sti cazzi che siano di persone che la vedono diversamente da me, il punto è che offrono servizi importanti.
Certo che sui nazisti questo discorso non vale, ma perché i nazisti non hanno tale diritto. Anche qui, il punto è di merito, non di forma.
Se mi dici che uno spazio che offre assistenza alle donne vittime di violenza e di tratta è uguale a uno che organizza la manovalanza del recupero crediti non è questione di destra o sinistra, ma di incapacità di discernere il reale, elementi concreti di differenza.
Sarebbe come dire che non distingui tra il tifoso che va allo stadio a vedere le merde e quello che pesta a sangue un tifoso del liverpool perché ambedue hanno la sciarpa giallorossa.
Cercate per un dannato secondo di uscire dallo schema destra/sinistra perché non è di questo che si parla, ma della realtà fattuale e come coglierla.
Se non si coglie è ovvio arrivare alla tua conclusione, a mio avviso miope, in cui so' tutte opinioni e non c'è modo di discerne tra esse.
Ma se questo è il pensiero medio è normale che i rappresentanti politici che ne conseguono sono altrettanto miopi. Altrettanto incapaci di discernere, non tra le occupazioni ma in tutti gli importanti temi che hanno di fronte. Sono il prodotto di questo pensiero incapace di guardare alla realtà se non attraverso schemini e dicotomie.
In parole povere non ci si lamenti, sono il prodotto di quanto si afferma, dell'incapacità di stare al merito.
E infine no, la prepotenza non c'entra proprio niente.
Il punto è che in assenza di risorse (ve piacciono le tasse basse ve?) le amministrazioni non hanno modo di organizzare questi servizi. Non hanno i soldi per farlo e il privato se prende i posti è per farci i soldi, non per offrire servizi gratuiti.
Quindi l'alternativa a queste occupazioni è il deserto sociale, è l'assenza di questi servizi.
Ma forse siccome non ve riguardano non ne sentite l'importanza.
Anche questo è un dato di realtà, concreto, che prescinde dallo schema destra/sinistra che non ho portato io nella discussione, l'avete portato voi.
Io parlo di realtà concrete. Di spazi che offrono doposcuola per bambini, sportelli di supporto lavorativo e psicologico, assistenza a chi non ne riceve altrimenti.
Se per te è la stessa cosa quanto si legge nelle carte dell'inchiesta citata certo che è una legittima opnione, parla chiaramente del modo in cui proponi di guardare alla realtà. Parla di limiti in cosa considerare e cosa no che tu stesso poni e ti rivendichi.
Un avvocato direbbe che non c'è nient'altro da aggiungere, gli argomenti parlano da soli.