Cara Lazio, ti racconto il St.Pauli...

Aperto da FatDanny, 13 Mar 2014, 11:22

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Tarallo

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Io Plastino non ce lo vedo. È il problema con lo slaves è che non era vero, perché l'idea era ottima. Infatti dopo il 26 Maggio j'hanno messo trigoria sotto sopra.


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fish_mark

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Citazione di: iDresda il 13 Mar 2014, 15:38
quellli, intanto, farebbero bene a cercarsi un altro presidente, che per i prossimi anni quello in carica c'ha da fa'

:diab:

Ti riferisci a questo?


Il presidente del Bayern va in carcere
"L'evasione fiscale l'errore della vita"
Uli Hoeness è condannato a 3 anni e 6 mesi per aver nascosto al fisco 27 milioni

Il patron del Bayern-Monaco Uli Hoeness ha annunciato le dimissioni
Il presidente del Bayern Monaco condannato a tre anni e mezzo per aver evaso 27 milioni di euro Tonia Mastrobuoni

Bayern, il presidente Hoeness confessa "Ho evaso le tasse per 18 milioni di euro"

Il patron del Bayern-Monaco Uli Hoeness ha annunciato dimissioni dalla presidenza del Bayern e la rinuncia alla richiesta di appello nel processo a suo carico. Ieri con sentenza di primo grado è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per evasione fiscale per 27,2 milioni di euro. Hoeness va dunque in carcere. 

Il fino ad oggi numero uno del Bayern ha dichiarato che «dopo averne discusso con la famiglia, ho deciso di accettare la decisione del tribunale di Monaco, cosa che corrisponde alla mia concezione di dignità e di responsabilità perchè l'evasione fiscale è stato l'errore della mia vita».

«Ho dato incarico ai miei legali - ha spiegato Hoeness - di non andare in appello. Questo corrisponde al significato che do al decoro, al comportamento e alla responsabilità personale. Inoltre lascio con effetto immediato gli incarichi di presidente del FC Bayern Monaco - ha aggiunto - e la presidenza del consiglio di sorveglianza. Vorrei evitare in questo modo danni alla mia associazione»

iDresda

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Citazione di: fish_mark il 14 Mar 2014, 11:40
Ti riferisci a questo?


Il presidente del Bayern va in carcere
"L'evasione fiscale l'errore della vita"
Uli Hoeness è condannato a 3 anni e 6 mesi per aver nascosto al fisco 27 milioni

Il patron del Bayern-Monaco Uli Hoeness ha annunciato le dimissioni
Il presidente del Bayern Monaco condannato a tre anni e mezzo per aver evaso 27 milioni di euro Tonia Mastrobuoni

Bayern, il presidente Hoeness confessa "Ho evaso le tasse per 18 milioni di euro"

Il patron del Bayern-Monaco Uli Hoeness ha annunciato dimissioni dalla presidenza del Bayern e la rinuncia alla richiesta di appello nel processo a suo carico. Ieri con sentenza di primo grado è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per evasione fiscale per 27,2 milioni di euro. Hoeness va dunque in carcere. 

Il fino ad oggi numero uno del Bayern ha dichiarato che «dopo averne discusso con la famiglia, ho deciso di accettare la decisione del tribunale di Monaco, cosa che corrisponde alla mia concezione di dignità e di responsabilità perchè l'evasione fiscale è stato l'errore della mia vita».

«Ho dato incarico ai miei legali - ha spiegato Hoeness - di non andare in appello. Questo corrisponde al significato che do al decoro, al comportamento e alla responsabilità personale. Inoltre lascio con effetto immediato gli incarichi di presidente del FC Bayern Monaco - ha aggiunto - e la presidenza del consiglio di sorveglianza. Vorrei evitare in questo modo danni alla mia associazione»


si, e comunque non sono 18, ma ventotto!
E' di oggi la notizia che ha rinunciato all'appello e va in prigione senza manco passare dal via dopo un processo che è durato si e no sei mesi di dibattimento.
Stammerda!

:asrm :asrm :asrm

eaglemiky

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Vado OT per dire imho che e' sbagliato pensare che non siano possibili cose simili in Italia. Anche in Inghilterra la situazione era molto pesante allo stadio ma dopo l'Heysel , Sheffield e countless disordini degli ultras lo stato ha deciso di cambiare le carte in tavola. Leggi chiare ferree e ben rispettate fuori dallo stadio e dentro lo stadio. Stadi comodi , tanti stewards che ti riprendono e ti escortano fuori se dici troppe parolacce o insulti dato che in tutti i settori c'e una larga presenza di famiglie e sopratutto bambini. In pochi anni hanno cambiato il publico allo stadio aumentato a dismisura le presenze , venduto moltissimi spazi corporate  e cosi' facendo hanno anche rilanciato l'interesse generale alla Tv con contratti multimiliardari. Tutta la situazione si e' rilassata anche in riguardo ai risultati e il Football qui da noi oramai e' piu' equiparabile ad un NFL o NBA. Tanto e' vero che vari proprietari di franchise negli US ora sono proprietari di squadre inglesi. Si puo' fare ma ci vuolke una ferma volonta' del governo per effettuare questo cambiamento.

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fish_mark

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Citazione di: ES il 13 Mar 2014, 20:49
Non credo funzioni il sostegno, ai tifosi devi dare l'idea del possesso, sennò fai fiasco.

E il possesso della società non lo ottieni in un attimo, ci vogliono alcuni anni.

Servono 100.000 persone che mettono, non a fondo perduto ma con garanzia dell'acquisto oppure il rimborso, una media di trenta euro al mese.
Si paga sky,si può pagare questo progetto.
A regime il fondo creato mette in cassa 3 milioni al mese, 36 l'anno, dopo 5 anni va da Lotito o da qualsiasi altro, lo fa ridere, e rileva la Lazio. Modello S.Pauli, depoliticizzata, sennò facciamo il bue che dice cornuto all'asino.
Questo gettito rimane fisso, e alla Lazio se dai 36 milioni l'anno fisso, dai tanto.

Si può fare, questo si può fare, quanto meno è intelligente provare, se fallisse si ridanno indietro i soldi.
Fish, damme una mano.

Quello che prefiguri tu è uno scenario fantastico con 100 mila persone – dico CENTOMILA – che tirano fuori 30 euro al mese, praticamente un abbonamento sky per procurarsi i fondi per acquistare con trattativa privata la quota di maggioranza della SSlazio dall'attuale titolare. Una trattativa che si dovrebbe concludere con l'esito di far ridere l'attuale presidente che incamererebbe una cifra superiore ai 100 milioni di euro, frutto dei suoi 10 anni di sacrifici.
No, carissimo, non ci siamo su questo punto.
Intanto, ipotizzare 100 mila persone catturate da questo progetto sarebbe già un successo fantastico, ma forse utopico per una realtà e una storia come quella italiana, dove grandissima parte delle controversie legali che ingolfano i tribunali provengono dai condomini, uno degli enti a partecipazione necessaria (anche se si registrano dichiarazioni di indipendenza da parte di singoli condomini). Non siamo proprio attrezzati culturalmente, nè disponibili a usare correttamente certi strumenti, se pensi che la quasi totalità delle squadre tedesche è guidata da questi schemi societari. La scorsa finale di Champions è stata giocata tra due associazioni di tifosi, tanto per prendere un insegnamento e per rispondere a chi fa spallucce e anche una risata di fronte a queste improbabili suggestioni esotiche.

Il problema è soprattutto che non puoi chiedere ai centomila tifosi, rappresentativi di tutti gli strati sociali di una città, dove assieme a professionisti e manager facoltosi, ci sarebbero e migliaia di operai e impiegati che devono far quadrare i bilanci familiari ogni mese, la cifra necessaria per far ridere uno e uno soltanto, meritevole di tutta la considerazione e il rispetto, peraltro non molto amato, stando alle cronache.
No, da questo punto di vista la Lazio non può essere una società a fini idi lucro, nonostante la previsione statutaria. Il nostro ha speso i suoi 30 milioni di euro, documentabili dalla lettura dei bilanci. E' giusto che ne riprenda il giusto, ma non certo i fantastiliardi che pretende, finanziati magari con i risparmi della nonna. Una 40 di milioni andrebbe più che bene, specie se finanziati dall'intero popolo laziale. Ovvio che non accadrà mai nulla di questo.

Thunder

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Bellissimo racconto!

Beati loro che possono parlare solo di calcio...

bost

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Mamma mia, un sogno (MAI) realizzabile, bellissimo.

AquilaLidense

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UP

scusate il ritardo, ma nella settimana precedente non ho potuto dedicarmi troppo al forum, però ci tenevo tanto ad uppare questo topic, fosse solo per dimostrare che come tifo non abbiamo nulla, ma proprio nulla da invidare, a questa bellissima società

ma proprio nulla-nulla


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carib

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Senza polemica: quella è stata una festa meravigliosa ma il tifo si fa alle partite.

AquilaLidense

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Citazione di: carib il 19 Mag 2014, 16:08
Senza polemica: quella è stata una festa meravigliosa ma il tifo si fa alle partite.

non l'ho presa come polemica (mica stiamo parlando di animalismo  :beer:), però volevo dire che la festa di lunedì è tanta roba (cit.) per chi vive nel mondo del calcio.
per me è stato la miglior risposta possibile del cacio italiano dopo i fattacci di una settimana prima.
65.000 persone allo stadio senza bisogno di qualcuno che governasse l'ordine pubblico.

Salohcin

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Ho letto solo il primo messaggio...mi è bastato!!!

Inutile dire che sono di parte tifando St.Pauli da qualche anno  :)

Salohcin

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Citazione di: Salohcin il 19 Mag 2014, 16:37
Ho letto solo il primo messaggio...mi è bastato!!!

Inutile dire che sono di parte tifando St.Pauli da qualche anno  :)
Aggiungo questo link con alcuni video molto interessanti

http://www.fondazionetaras.it/2013/notizie-dai-supporters-trust/st-pauli-quando-la-gente-diventa-protagonista/

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pentiux

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Sliver

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http://www.dinamopress.it/news/se-il-st-pauli-sbarca-a-san-lorenzo

Il racconto di tre giorni di festa, calcio popolare, quartieri ribelli, sport e solidarietà vissuti lo scorso fine settimana.

I cori dei tifosi, provenienti dalla piccola tribuna ai bordi del campo dei Cavalieri di Colombo, si riversano fino alle stradine limitrofe del quartiere di San Lorenzo, a Roma, in una domenica mattina caldissima. Bandiere, stendardi, fumogeni, tanta polvere e voglia di divertirsi: è questo il colpo d'occhio offerto da più di un centinaio tra tifosi, giocatori e dirigenti impegnati in un quadrangolare di calcio popolare che vede di fronte le squadre di Atletico San Lorenzo, Fc St.Pauli 7 Herren, Ardita San Paolo e il progetto di calcio per migranti dell'Asinitas Fc.

Finisce con una pacifica invasione di campo per festeggiare tutti insieme i campioni di casa dell'Atletico San Lorenzo che si impongono in finale per 1-0 contro i tedeschi del St.Pauli, dopo aver battuto, con lo stesso punteggio, anche i cugini dell'Ardita, nel primo derby capitolino. Una vittoria festeggiata tra scambi di maglie e sciarpe e la promessa di rivedersi ad Amburgo per una rivincita.

Il torneo di calcio è stato soltanto uno dei momenti all'interno dell'iniziativa "San Lorenzo incontra St.Pauli" durata 4 giorni, da giovedì 5 a domenica 8 giugno, che aveva come tema l'incontro tra le squadre di calcio dei rispettivi quartieri.

Storie di quartieri che sono vicini in molte cose. Entrambi nati fuori le mura della città e centri del proletariato; teatri della più feroce resistenza al fascismo; vittime dei bombardamenti alleati, a pochi giorni di distanza, nel terribile luglio del 1943, quando le bombe americane cadevano sulle case di San Lorenzo e sul porto di Amburgo con l'Operazione Gomorrah. Ma anche centri dell'Autonomia negli anni '70 e '80 con i Comitati autonomi operai di via dei Volsci a San Lorenzo e le occupazioni della Hafenstrasse ad Amburgo. Quartieri sotto attacco della gentrificazione e della speculazione nei giorni correnti.

Il primo contatto è avvenuto giovedì sera a San Lorenzo, dove la riservatezza e timidezza dei 30 ragazzi provenienti da Amburgo si sono sciolte velocemente di fronte alla festa di benvenuto riservata dallo staff dell'Atletico. Si formano capannelli misti di italiani e tedeschi che tra una birra e un piatto di pasta intrecciano i loro racconti e le loro esperienze in un inglese sbilenco. Tutto questo fino a quando non sbuca un pallone che trasforma una serata tutto sommato tranquilla, in una tiratissima partita di calcio di strada tra i marciapiedi e le serrande abbassate dei negozi.

L'arrivo a Roma della "7Herren" del St.Pauli, ovvero di una delle numerose squadre amatoriali della società amburghese, nata all'interno del vasto bacino dei soci attivi (quei soci che fanno attività sportiva) e ambasciatrice dei valori fondamentali del club è stata l'occasione per conoscere da vicino il modello St.Pauli nel quale i tifosi-soci sono parte integrante della società, dettano le linee guida del club e sono famosi in tutto il mondo per il loro impegno politico avendo dato vita a decine di battaglie e progetti sociali che hanno avuto come denominatore comune l'accessibilità per tutti allo sport.

Nel dibattito conclusivo, tenutosi domenica pomeriggio all'interno del Cinema Palazzo, Massimo Finizio, leader storico della "7Herren", romano trasferitosi ad Amburgo, con un passato ad inizio anni duemila da dirigente del St.Pauli Fc, ha spiegato come alla base del successo di questa società, ci siano i soci che partecipano alle attività sportive e non del club portando avanti valori condivisi nello Statuto come ad esempio l'attività sociale all'interno del quartiere e l'abbattimento di qualsiasi forma di razzismo e fascismo. "Le società di calcio tedesche, ha continuato Finizio, sono delle associazioni sportive (e.V) e in questo contesto non esistono proprietari, ma solo soci. Motivo per cui, più che di modello di "azionariato popolare", il quale prevede il possesso di "azioni", bisognerebbe parlare di "associazionismo", nel quale ogni socio vale un voto nell'assemblea generale."

Nello spirito e nel modello del St.Pauli si riconosce anche l'Atletico San Lorenzo. Un progetto nato come squadra di calcio di terza categoria e che strada facendo, grazie all'enorme partecipazione del quartiere, si è trasformato in un vero e proprio progetto sociale, capace di rendere più vivibile San Lorenzo attraverso decine di iniziative in piazza che hanno coinvolto tante altre associazioni di quartiere. Dalle cene auto organizzate in cui ognuno porta stoviglie, bevande e cibo ai progetti di verdificazione del quartiere, ai tornei di calcio e basket nelle piazze. Così facendo l'Atletico è diventato uno strumento di aggregazione eccezionale e ha ampliato il suo raggio d'azione sportivo al calcio femminile, alla scuola calcio per i bambini e al basket.

L'altro grande obiettivo raggiunto da questa iniziativa è stato quello di aver avviato un percorso di avvicinamento e confronto tra le esperienze di calcio popolare in Italia. Grazie al lavoro di Atletico San Lorenzo e Ardita San Paolo, nella giornata di sabato sono giunte a Roma delegazioni da mezza Italia: Lokomotiv Flegrea, Stella Rossa Napoli, Ardita 2 Mari Taranto, Stella Rossa Venezia, [...], Centro Storico Lebowski, Polisportiva Gagarin Teramo, Asinitas Fc, Associazione Quartograd e tante altre che hanno aderito pur non potendo partecipare.

L'assemblea si è sviluppata su tre aspetti fondamentali come l'autorganizzazione, il rapporto col territorio e l'accesso agli spazi. Ognuno con la sua origine la sua storia: dalle esperienze di curva, ai centri sociali, dal movimento antifascista ai progetti per i rifugiati e richiedenti asilo. Ne è uscito fuori uno spaccato del calcio popolare italiano alle prese con problemi che vanno dall'autofinanziamento, alla carenza di strutture pubbliche e alla repressione. L'esperienza registrata in pochi anni di attività ha evidenziato un forte aumento del movimento e il raggiungimento di risultati sportivi impensabili, nonostante l'ostracismo dimostrato da FGIC, questure e amministrazioni comunali che si impegnano sempre più a rendere il diritto allo sport un affare per privati e speculatori.

Bisognerà ora lavorare a proposte concrete e costruire una "Rete del calcio popolare" per mettere in comune le buone pratiche, ma anche per sfidare e scardinare dall'interno quel calcio ufficiale che, come le vicende provenienti dal prossimo mondiale brasiliano testimoniano in questi giorni, appare ormai in uno stato di crisi irreversibile. I segnali che si raccolgono da questa lunga iniziativa romana, sono molto incoraggianti, lo si vedeva negli occhi e sui volti di tutti coloro che hanno partecipato.


novantatreesimo

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Sono andato a vedere l'Ardita San Paolo tempo fà e rimasi ben impressionato.
Grande partecipazione, tifo incredibile e coreografico per una partita di terza categoria e tanto divertimento dietro un bellissimo progetto.
Quello che apprezzai, in particolare, fu l'effettiva estraneità, nei cori e nei materiali all'asrm.

Cori per l'Ardita, molti originali, altri mutuati e rivisitati dalle due curve di roma e Lazio.
Tutto molto bello.

Poi l'allenatore dell' ardita e un altro rappresentante della squadra sono andati col cappello in mano a trigoria a farsi firmare la maglia dal capitano (icona del calcio popolare e risaputo baluardo contro il calcio moderno)
E così, sti campioni di coerenza, si sono rivelati poca cosa e sò stati bene così.




ES

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Citazione di: fish_mark il 14 Mar 2014, 11:53
Quello che prefiguri tu è uno scenario fantastico con 100 mila persone – dico CENTOMILA – che tirano fuori 30 euro al mese, praticamente un abbonamento sky per procurarsi i fondi per acquistare con trattativa privata la quota di maggioranza della SSlazio dall'attuale titolare. Una trattativa che si dovrebbe concludere con l'esito di far ridere l'attuale presidente che incamererebbe una cifra superiore ai 100 milioni di euro, frutto dei suoi 10 anni di sacrifici.
No, carissimo, non ci siamo su questo punto.
Intanto, ipotizzare 100 mila persone catturate da questo progetto sarebbe già un successo fantastico, ma forse utopico per una realtà e una storia come quella italiana, dove grandissima parte delle controversie legali che ingolfano i tribunali provengono dai condomini, uno degli enti a partecipazione necessaria (anche se si registrano dichiarazioni di indipendenza da parte di singoli condomini). Non siamo proprio attrezzati culturalmente, nè disponibili a usare correttamente certi strumenti, se pensi che la quasi totalità delle squadre tedesche è guidata da questi schemi societari. La scorsa finale di Champions è stata giocata tra due associazioni di tifosi, tanto per prendere un insegnamento e per rispondere a chi fa spallucce e anche una risata di fronte a queste improbabili suggestioni esotiche.

Il problema è soprattutto che non puoi chiedere ai centomila tifosi, rappresentativi di tutti gli strati sociali di una città, dove assieme a professionisti e manager facoltosi, ci sarebbero e migliaia di operai e impiegati che devono far quadrare i bilanci familiari ogni mese, la cifra necessaria per far ridere uno e uno soltanto, meritevole di tutta la considerazione e il rispetto, peraltro non molto amato, stando alle cronache.
No, da questo punto di vista la Lazio non può essere una società a fini idi lucro, nonostante la previsione statutaria. Il nostro ha speso i suoi 30 milioni di euro, documentabili dalla lettura dei bilanci. E' giusto che ne riprenda il giusto, ma non certo i fantastiliardi che pretende, finanziati magari con i risparmi della nonna. Una 40 di milioni andrebbe più che bene, specie se finanziati dall'intero popolo laziale. Ovvio che non accadrà mai nulla di questo.

30 euro sono di media, chi ne mette 10 chi ne mette 50.

Una tifoseria che pretende certi traguardi deve essere in grado di rappresentarsi degnamente. Se si chiede una squadra da terzo posto e non si sanno portare 100.000 persone a mettere una media di 30 euro a testa, è evidente che non si ha la potenzialità di bacino per un terzo posto, come fare due più due. L'inter sarebbe in grado di fare una cosa del genere, ovviamente non ne ha bisogno, e quì si cade nel sempiterno detto che i soldi vanno dove già ci sono.

Per ultimo non è il compratore che fa il prezzo ma il venditore, altrimenti si cade nel ma.ioso.

Per me si potrebbe fare, almeno tentare.

Kim Gordon

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Citazione di: FatDanny il 13 Mar 2014, 11:22
Diciamo subito una cosa: qui si parla di Football. Il luogo che ospita queste parole lo dovrebbe già suggerire.
Non si parla di politica, o di certo non nel modo in cui la intenderemmo.
Il Football in uno dei più malfamati quartieri di Amburgo, quello del porto, si chiama Fc St.Pauli.*

Diciamo anche un'altra cosa: qui non si vogliono fare paragoni impossibili, ma solo raccontare una storia vissuta personalmente.
Non è un modo per andare contro la presidenza o il nostro tifo organizzato, ma solo per aprire le finestre e cambiare un po' aria che ogni tanto fa bene.**
E magari vedere quali di queste iniziative ci piacerebbero per la nostra Lazio, questo si.
Altrimenti che ve lo racconto a fa?


;)


Succede che dieci giorni fa vado a vedere St.Pauli-Union Berlin ospitato da questi amici di Amburgo.
Città fredda ma ospitale, come tutte le città di porto.
Esco dalla metro alla mia stazione di riferimento (St.Pauli) e sbam, subito mi ritrovo davanti il Millerntor, stadio discreto (30mila posti) per una realtà teoricamente di quartiere.

Mi avvicino, noto con piacere lo slogan che campeggia sopra il cancello ("Football has no gender"), e mi aspetta la prima sorpresa: nella pancia dello stadio, accanto alla radio ufficiale, c'è uno spazio gestito dai tifosi. O meglio, dagli ultras.
Incredibile, so' pazzi sti teteski. Affidare uno spazio dentro lo stadio agli ultras (?!?!). Criminali!
Lo spazio è senza dubbio connotato (stellone rosso in fondo), ma viene usato principalmente per accoglienza (caffé pessimo, ma so' teteski), tempo libero (chitarre e computer in bella vista), preparazione partite (materiali e coreografie).

Passato un po' di tempo lì ci si sposta al pub di riferimento, il Jolly Roger, che sta proprio dietro lo stadio.
Non prima senza essere passati allo Store Ufficiale.
Nello Store becco (che qulo) un'interessante promozione: tutto il materiale "vecchio" a prezzi stracciati: divisa ufficiale dello scorso anno a 10 euri come termine di paragone (e non pensate che dipenda dal fatto di essere in B, la maglia di quest'anno costa i suoi onesti 50 euri).

Dopo aver svuotato per metà il portafogli in prodotti di ogni tipo, regali e regalini, si va al pub.
E qui del pessimo caffè ci si dimentica in un secondo... so' proprio teteski. Con l'attesa cresce la folla. A due ore dal match inizia una vera e propria festa/fiume: si arriva, si beve, si festeggia, si va allo stadio. Senza soluzione di continuità.

Evabbé, semiubriachi (eufemismo), via verso lo stadio pure noi.
Qui i controlli non sono particolarmente serrati, ma c'è una particolarità: le marche di vestiti di stampo nazista non entrano. Si, avete capito bene.
Non si parla di svastiche, ma di marche che in questi anni hanno funzionato da simbolo di riconoscimento dei gruppi di estrema destra.
Quando dici: non conta la forma, ma la sostanza.
D'altronde all'acquisto del biglietto ti avvisa direttamente la Società:
no razzismo, sessismo, omofobia. Qui tutto è permesso, eccetto le discriminazioni.
E se ne vedete, non girate lo sguardo, affrontatele. Tranquilli, non sarete soli.


ripeto, messaggio ufficiale.


Salgo sugli spalti che già mi sento a casa e mi aspetta una delle tante sorprese che vedrò da lì ai successivi 90 minuti.
Io ho comprato un biglietto per il settore popolare, i famosi "posti in piedi" teteski, 14 euro, eppure mi ritrovo al centro della tribuna equivalente alla nostra Tevere (?!?!).
Essì, perché il St.Pauli oltre al famoso Blocco Sud dietro la porta, destinato agli ultras, e a quello Nord, ha previsto anche che mezza tribuna sia per il "popolo". In Bundesliga 1 o 2, non importa. Lì sempre il popolo si mette.
Sarà un risultato dell'azionariato popolare al 100%, che ha messo al centro bisogni ed esigenze dei tifosi.
Qui nessuno si pone il problema a chi verrà lasciata la società, perché di chi sia il St.Pauli al di là delle quote versate è sentore di tutti.

Mi accomodo con in mano il mio ennesimo mezzo litro che il Blocco Sud già canta. La cosa pazzesca è che non smetterà fino alla fine.
E, vi giuro, non è un eufemismo. Di partite ne ho viste, di curve pure. Mai così. Mai così incessante, continuato, martellante.
Meno male che ho preso il biglietto qui in tribuna, dove si fa solo la risposta, il rimpallo, ai cori, altrimenti la mia gola non ne sarebbe uscita viva.

Coreografia contro il maledetto match di lunedì causato dal diktat delle televisioni, una lunghissima serie di "canale 1 merda" che campeggieranno in curva per tutta la partita e si comincia, via ai giochi.

Altra sorpresa: compagni, compagni, ma niente cori politici? No internazionali, canti di libertà, ecc ecc. Ao, e come mai, che succede?
No no. vietati. Qui dentro solo st. pauli.
Ed è talmente rigida la regola, che comprende perfino le altre squadre di calcio. Perfino l'odiato Rostock.
Perfino la rivalità cittadina con l'Amburgo resta fuori. Qui non si canta contro. Non c'è spazio per nessuno, se non per il St.Pauli.
Poi a fine partita vai fuori e fai tutti i cori contro l'Amburgo che vuoi.
Ci atteniamo piacevolmente, per quanto a me suoni tanto strano abituato ad un Italia in cui si passa sopra tutto, pure i morti.

La festa continua fino alla fine e anche oltre, quando la squadra saluta lo stadio settore per settore (e nessuno abbandona il suo posto fino a giro finito, altro che annassene via 5 minuti prima per la macchina).
Quasi non mi sono accorto che la partita è finita 2-1 e che il St.Pauli ha segnato all'87esimo.
No, non perché sono un ubriacone, deménti.   :=))
Ma perché la festa era talmente coinvolgente che il valore della partita era ridotto all'osso.
Perché disperarsi del fatto che stai perdendo in casa contro una diretta concorrente per la promozione, quando tutti intorno a te saltano, ballano e cantano come fosse il loro compleanno???

Sono uscito stremato da quello stadio, ma, per la verità, non mi sono mai sentito con tanta energia dopo una partita (di serie B per giunta!!!).

Insomma cara Lazio mia, per capire cos'è l'FC St.Pauli non devi pensare alla sinistra radicale, né ad una sorta di paradiso in terra, che qua siamo in una zona portuale che puzza ed è piena de "brutta gente".

Per capirlo devi fare un'altra cosa: pensa al Calcio, nella sua forma totale, concentratici intensamente.
Ecco, proprio lì, trovi il St.Pauli Football Club.




* traduzione: al secondo off topic sarò io stesso a chiedere ai mod di chiudere il topic

** traduzione: appena la discussione si sposta alle solite polemiche rispetto Lotito o la Nord, leggi sopra

:love:

una solo appunto, anzi due.

il primo, Napoli non è fredda e ospitale, ma calda e inospitale, eppure è considerata LA città col porto insieme a Genova.  :p

la seconda: i cori politico ideologici non si fanno lo sai perchè? perchè mica so bolscevichi come te.
so libertari.
e infatti è mejo.  :beer:


RastaEagle

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* 1.045
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Eh sarebbe bello che dopo che il 9 Gennaio 1900 abbiamo portato il Calcio a Roma, in un giorno futuro prossimo Riportiamo il Calcio a Roma.

So disposto a intona' i sacrosanti romammmerda solo all'uscita fino alla macchina  :beer: :since

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scintilla

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Lazionetter
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Io ci starei al tentativo di ES, ma anche a qualunque altro tentativo si volesse sperimentare, come quello dell'introduzione della figura del sostenitore.

Vedo però delle grosse difficoltà di gestione di un fondo delle proporzioni immaginate da ES. E poi se funzionasse, Lotito si troverebbe nella condizione ideale di avere un compratore dotato di un fondo ad hoc che ogni anno che passa aumenta........
Mentre la figura del sostenitore, in questo momento di contestazione, oltre al rischio di clamoroso flop rischia di creare una spaccatura ancora più profonda fra sostenitori e boicottaggio.

Secondo me si potrebbe andare per gradi:

1) un gruppo di azionisti-tifosi che invece di versare soldi, comprano azioni (o magari già le hanno) per raggiungere la quota minima per eleggere un membro di minoranza nell'organo di controllo, previsto dalle leggi ma attualmente non presente per mancanza di candidati. (2,5% o 1,25% se non ci sono altri candidati). Ci si potrebbe riuscire per me senza una particolare forma di organizzazione o pubblicità.
2) se raggiungi il primo step, darsi un organizzazione  avvalendosi anche dell'assistenza di qualche ente specializzato per promuovere la nascita di associazioni di piccoli azionisti secondo le regole previste per le società quotate in borsa, dotarsi di uno statuto e scopi sociali, cercare nuove adesioni per raggiungere la quota che ti consente di convocare un assemblea straordinaria ogni volta si reputi necessario (5% mi sembra)
3) a quel punto hai creato un interlocutore interno alla società, sei in possesso di informazioni dettagliate attraverso la figura "tecnica" che siede nel consiglio di sorveglianza, e hai bisogno di uno o più portavoci che portano avanti le posizioni  "politiche" che l'associazione intende perseguire, ad esempio il cambiamento dell'attuale sistema duale, l'introduzione del modello tedesco che prevede che l'azionista di maggioranza non possa avere più del 49%, l'introduzione della figura del sostenitore, altre forme di protagonismo e partecipazione dei tifosi, etc...
4) sia se il tentativo fallisce sia che riesce ma ti scontri contro un muro, non hai perso nulla perchè le azioni le puoi sempre rivendere, ma avrai un esperienza di associazionismo che ti consente di valutare se interessi e potenzialità che si sono avvicinate lungo il percorso consentono di aprire nuovi scenari....

Sarà forse un percorso troppo pragmatico che mancherebbe, almeno nella fase iniziale, della forza di aggregazione che potrebbe invece avere un appello "compriamoci la Lazio" o il sogno di un azionariato popolare al 100%.
Ma partire da un primo passo non troppo ambizioso può anche significare iniziare a scriverla per davvero la prima pagina di una storia dal titolo "....ti racconto la Lazio..."

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