Caro Michel

Aperto da Sbracchiosauro, 05 Apr 2013, 08:11

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Sbracchiosauro

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Bravo Michel, ce l'hai fatta.
Sei riuscito a rompere il giocattolo.
E' impossibile non collegare l'arbitraggio perfetto nella sua scientificità, implacabile nella sua precisione millimetrica, alle tue minacce alla Lazio.
E' impossibile non riconoscere le mani che hanno spinto un branco di servi scozzesi a fare il lavoro sporco.
Quello stesso lavoro sporco che voi, parrucconi sempre abbronzati davanti alle telecamere, non avete il coraggio di fare in prima persona.
Già, perchè escludere una squadra per il comportamento di una parte, minoritaria o meno è lo stesso, dei suoi tifosi sarebbe un problema, imporrebbe la stessa attenzione verso curve più blasonate e meno vivisezionate, rischierebbe di portare all'esclusione di squadre intoccabili.
E allora meglio pilotare un'eliminazione per mano, anzi per fischio, di un fedele quanto brutto piccolo uomo.
Ma così facendo, Michel, non hai fatto altro che confermare come per voi quello che conta sia il prodotto che offrite al pubblico televisivo di lobotomizzati.
Mica si può chiamare in causa la cara e vecchia sudditanza psicologica che per anni chi ti ha preceduto, in ambito locale come internazionale, ha utilizzato per mascherare le trame che venivano decise a tavolino.
Nè si può pensare alla buonafede di certi errori, così marchiani da essere evidenti pure per chi il Calcio ha iniziato a seguirlo ieri.
Poco conta, in questo contesto, il motivo che ha ispirato tanto risentimento.
A voi, viscidi schiavi del profitto, non vi interessa la lotta al razzismo, non vi interessa ora nè vi è mai interessata.
La vostra è ipocrisia.
Pura, semplice e squallida ipocrisia.
Come quella di un Boateng qualsiasi che si ribella a 4 subumani varesotti e si dimentica di farlo quando al suo compagno Balotelli vengono mostrate banane dalla sua ex curva.
Chè poi mostrargliele era già un passo avanti rispetto a chi, le banane vere, gliele aveva impunemente tirate addosso anni prima.
Ipocrisia.
E mi fa ancora più schifo nel momento in cui per ottenere il profitto maggiore usate un tema così importante, fondamentale, come quello dell'antirazzismo.
Tema che andrebbe trattato col massimo rispetto e con la massima attenzione, nel contesto dell'intera società moderna, e non ridotto a problema di una tifoseria piuttosto che di un'altra.
Io mi sarei anche rotto il cazzo di dover condannare chi non ha altro da fare che andare allo stadio a intonare cori con un braccio teso o con un pugno chiuso, senza rendersi conto di essere più fuori contesto di una scoreggia in ascensore.
Certe questioni di civiltà, di educazione, di rispetto, non possono essere ridotte a questo.
Già il rispetto.
Quello stesso rispetto che predicate con i vostri spottini prima, dopo e durante le partite.
Giusto a colpi di spot potete andare avanti, nella vostra logica commerciale.
Come se il sapore dei biscotti del mulino fosse migliorato dopo aver investito centinaia di migliaia di euro per far parlare Banderas con una gallina.
E poi non siete nemmeno capaci di punire un giocatore qualsiasi (Barton) che per insultare un collega (Thiago Silva) gli twitta che è un transessuale.
No, caro il mio Michel, stavolta l'avete fatta troppo grossa.
La farsa di ieri sera è una pietra tombale sulla credibilità di un intero Sport, ridotto a talent show in cui il vincitore viene scelto in base al gradimento del pubblico.
Che dicono i vostri sondaggi?
Chi è meglio far arrivare in finale di Champion's?
Quale finale avrebbe lo share più alto?
E poi, dove sono quelli che dovrebbero difendere non tanto una squadra o i suoi tifosi, quanto uno Sport in generale?
Che ha da dire il presidente Malagò in merito?
Lui, che ha basato la campagna elettorale che l'ha portato all'elezione anche, se non soprattutto, sulla meritocrazia, dovrebbe essere indignato nel vedere come i valori in campo vengano stravolti, falsati da una scelta ponderata a tavolino.
Dove sono i dirigenti federali?
Dove sono quelli che nel 2002 si rivoltarono contro il povero malcapitato Byron Moreno, colpevole di aver eliminato una squadra dalla massima competizione mondiale solo per favorire i padroni di casa e quindi gli organizzatori dell'evento?
C'è un silenzio assordante.
Lo stesso silenzio assordante che proviene da giornalisti e sedicenti tali.
Dove sono le levate di scudi in difesa, ripeto, di uno Sport svilito?
Dove sono i graffianti editoriali?
No, non ci sono, tenuti nei cassetti in attesa di occasioni migliori.
Perchè raccontare alla gente come il Calcio sia stato ridotto a essere una fiction televisiva, rischiando di aprire qualche occhio, quando si può comodamente alimentare il carrozzone raccontando l'ultima cassanata dell'omonimo o spettegolando sull'ultimo flirt di Balotelli?
Cari giornalisti, mi dovete spiegare una cosa, che davvero fatico a capire.
Perchè se una partita viene manovrata da un gruppo di scommettitori è uno scandalo, e se invece viene indirizzata verso un risultato dai vertici organizzativi con la complicità di un inetto scozzese va tutto bene?
Non sono sempre e comunque dei soldi a muovere tutto?
Che siano quelli degli sponsor televisivi o quelli di un gruppetto maldestro di zingari o addirittura di un potere occulto che viene da Singapore, sempre sbagliato dovrebbe essere.
E allora, o fenomeni che riuscite a scovare latitanti in paesini dell'entroterra slavo, perchè non alzare la voce anche adesso?
Perchè non chiedere conto a chi, negli anni, ha reso lo Sport più bello (o uno degli) del mondo finto come il più squallido degli incontri di wrestling americano?
Perchè non dire basta?
Per una volta rendete giustizia alla realtà, raccontate di come il Calcio ieri si sia dimostrato più scontato di un triste film porno in cui la protagonista sa che dopo un po' di corteggiamento e qualche timida resistenza, inevitabilmente finirà a quattro zampe piegata al volere del regista di turno, per realizzare i perversi desideri del pubblico voglioso.
Tutti complici, tutti fermi, tutti allineati.
Ma ieri l'avete fatta troppo grossa.
Ieri non ha perso la Lazio, ieri ha perso il Calcio, ha perso lo Sport.
Ma le vostre puttanate non possono fermare la passione vera che prima o poi vi esploderà sui denti.
Giovedì prossimo io sarò là fuori, tosto e incazzato, fuori da quello stadio che avete deciso di chiudere seguendo i vostri marketing advisors.
Consapevole che se dovesse succedere l'impensabile, a prenderlo in culo non sarebbero 11 poveri turchi, ma tutto il vostro bel sistema.

FatDanny

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JoeStrummer

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Tutto tristemente vero.
Ti quoto per filo e per segno.

fede75

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 :clap:

Citazione di: Sbracchiosauro il 05 Apr 2013, 08:11
Consapevole che se dovesse succedere l'impensabile, a prenderlo in culo non sarebbero 11 poveri turchi, ma tutto il vostro bel sistema.

:band1: :band1: :band1: :band1:

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sweeper77

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splendido post sbracchio.

CELEBRIAMO LA DIVERSITA'
già che mi scrivi diversità.....sbagli

fanno schifo

NineTenEightEight

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:band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5:
Se, ed è un se grosso come il Monte Bianco, riusciamo a passare il turno con il giusto mix di cattiveria agonismo e cinismo, questa coppa la vinciamo.
Ma dovremo essere più forti di ogni arbitro, al di lá di ogni dubbio, di ogni esitazione.
Non chiodi sotto gli scarpini, ma cingolati.

:band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5:
:sumo: O con lo scudo o sopra di esso.:sumo:
:band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5: :band5:

GuyMontag

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Non credo che l'arbitro facesse parte di un disegno preordinato, ma che fosse semplicemente un piccolo meschino implume burocrate, scarso e pauroso. Anche se poi il risultato non cambia.

Per il resto la tua disamina è l'amara amarissima inconfutabile realtà. Io qua, molti qua, ci sentiamo disarmati e impotenti. Ci facciamo un culo tanto, litighiamo, discutiamo, analizziamo, vivisezioniamo un singolo buu o un braccio alzato, sicuri in perfetta buona fede che no, questo in uno stadio non va bene. E tutto ciò (almeno io, altri non so) in nome della purezza di uno sport che ha ben altri valori.

Dovrebbe, pare.

Poi scopri che di questi altri valori non frega un'emerita ceppa a nessuno. Le battaglie nostre per estirpare questo cancro dalla nostra curva fanno quasi ridere se ti guardi intorno e vedi (cit. Battisti) boschi di braccia tese, vedi giocatori di colore proprio della squadra brutta cattiva e razzista accerchiati da ululati assordanti, senza che tutto questo provochi se non un momentaneo brivido. Ma brivido non di disgusto, di sacrosanta indignazione. Brivido perché toccherà lavorare, lavorare per cancellare le tracce.

Nel bellissimo 1984 di Orwell esisteva il Miniver, nel quale lavorava il protagonista. Trattavasi del Ministero della Verità. Compito di quel Ministero era di cancellare le tracce. Il potente impero A, nel quale vivevano i nostri eroi, era in guerra con l'impero B. Fiumi di parole invadevano i giornali per mettere in evidenza quanto fossero perfidi e corrotti i governanti dell'impero B. Poi, a pace siglata, magari scoppiava una guerra con l'impero C, i solerti funzionari del Miniver si armavano di forbici ed eliminavano - fisicamente - ogni riferimento alle nefandezze dell'impero B. Quello che era stato cancellato, semplicemente non esisteva più.

Funzionari del Miniver, armati di strumenti più sofisticati, quali manopole dei decibel, giornalisti indottrinati che non hanno bisogno di cancellare, perché ciò che non è scritto non può essere cancellato, maitre à penser a gettone, contabili dell'uefa dedicati, con il contabuu incorporato, stanno lì a dimostrare che no, non è un problema il razzismo.

Il razzismo non è un problema. Siamo noi il problema. Siamo noi da dare in pasto alla pubblica indignazione dei vizi privati e delle pubbliche virtù, i brutti in un mondo di belli, il male del calcio da estirpare.

Che poi, comportandosi così, si creano alibi mostruosi ai nostri ineffabili della curva. E quelli ci hanno pure ragione, alla fine. Se io faccio una puzza e mi squalifichi per uso di armi chimiche, se menano ad alcuni in pub nel centro e diventa un'aggressione laziale di stampo fascista, se uno sganassone a me per altri (tipo gli ineffabili juventini) diventa un ditino del maestro, un dolce rimbrotto che ahi ahi ragazzo così non si fa, la prossima volta pensaci, e se non ci pensi in definitiva chissenefrega, ma noi, noi ce ci accapigliamo, noi che tutte le armi ce le spuntate, ma come ci dovremmo sentire?

Cornuti, mazziati, squalificati, ignorati e derisi, e in più siamo i cattivi, senza godere di alcuna solidarietà da nessuna istituzione de sto cazzo di Paese, che braccia tese, ululati e puncicate altrui finiscono sotto capienti tappeti, cosa dovremmo fare?

Crederci. Perché noi (senza ovviamente aver cercato questo ruolo eversivo, noi magari volevamo solo tifare una squadra di calcio) possiamo essere il granello di sabbia che inceppa l'ingranaggio. Come? Lo ignoro, ma d'altronde anche il granello di sabbia non è che ne sappia un granché...

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Roxy00

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Caro Michel, la ruota gira sempre, aivoglia se gira!

:band1:

romolo

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Ed un sentito ringraziamento a Collina, designatore degli arbitri. Spero che la societa' inoltri una protesta ufficiale (lo stesso che ha fatto il Barca per l'arbitraggio di Parigi per PSG Barcelona...)

SATOR 58

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Citazione di: GuyMontag il 05 Apr 2013, 08:54
Non credo che l'arbitro facesse parte di un disegno preordinato, ma che fosse semplicemente un piccolo meschino implume burocrate, scarso e pauroso. Anche se poi il risultato non cambia.

Per il resto la tua disamina è l'amara amarissima inconfutabile realtà. Io qua, molti qua, ci sentiamo disarmati e impotenti. Ci facciamo un culo tanto, litighiamo, discutiamo, analizziamo, vivisezioniamo un singolo buu o un braccio alzato, sicuri in perfetta buona fede che no, questo in uno stadio non va bene. E tutto ciò (almeno io, altri non so) in nome della purezza di uno sport che ha ben altri valori.

Dovrebbe, pare.

Poi scopri che di questi altri valori non frega un'emerita ceppa a nessuno. Le battaglie nostre per estirpare questo cancro dalla nostra curva fanno quasi ridere se ti guardi intorno e vedi (cit. Battisti) boschi di braccia tese, vedi giocatori di colore proprio della squadra brutta cattiva e razzista accerchiati da ululati assordanti, senza che tutto questo provochi se non un momentaneo brivido. Ma brivido non di disgusto, di sacrosanta indignazione. Brivido perché toccherà lavorare, lavorare per cancellare le tracce.

Nel bellissimo 1984 di Orwell esisteva il Miniver, nel quale lavorava il protagonista. Trattavasi del Ministero della Verità. Compito di quel Ministero era di cancellare le tracce. Il potente impero A, nel quale vivevano i nostri eroi, era in guerra con l'impero B. Fiumi di parole invadevano i giornali per mettere in evidenza quanto fossero perfidi e corrotti i governanti dell'impero B. Poi, a pace siglata, magari scoppiava una guerra con l'impero C, i solerti funzionari del Miniver si armavano di forbici ed eliminavano - fisicamente - ogni riferimento alle nefandezze dell'impero B. Quello che era stato cancellato, semplicemente non esisteva più.

Funzionari del Miniver, armati di strumenti più sofisticati, quali manopole dei decibel, giornalisti indottrinati che non hanno bisogno di cancellare, perché ciò che non è scritto non può essere cancellato, maitre à penser a gettone, contabili dell'uefa dedicati, con il contabuu incorporato, stanno lì a dimostrare che no, non è un problema il razzismo.

Il razzismo non è un problema. Siamo noi il problema. Siamo noi da dare in pasto alla pubblica indignazione dei vizi privati e delle pubbliche virtù, i brutti in un mondo di belli, il male del calcio da estirpare.

Che poi, comportandosi così, si creano alibi mostruosi ai nostri ineffabili della curva. E quelli ci hanno pure ragione, alla fine. Se io faccio una puzza e mi squalifichi per uso di armi chimiche, se menano ad alcuni in pub nel centro e diventa un'aggressione laziale di stampo fascista, se uno sganassone a me per altri (tipo gli ineffabili juventini) diventa un ditino del maestro, un dolce rimbrotto che ahi ahi ragazzo così non si fa, la prossima volta pensaci, e se non ci pensi in definitiva chissenefrega, ma noi, noi ce ci accapigliamo, noi che tutte le armi ce le spuntate, ma come ci dovremmo sentire?

Cornuti, mazziati, squalificati, ignorati e derisi, e in più siamo i cattivi, senza godere di alcuna solidarietà da nessuna istituzione de sto cazzo di Paese, che braccia tese, ululati e puncicate altrui finiscono sotto capienti tappeti, cosa dovremmo fare?

Crederci. Perché noi (senza ovviamente aver cercato questo ruolo eversivo, noi magari volevamo solo tifare una squadra di calcio) possiamo essere il granello di sabbia che inceppa l'ingranaggio. Come? Lo ignoro, ma d'altronde anche il granello di sabbia non è che ne sappia un granché...
... dopo le prime due righe tutto quello che ha scritto, benissimo, è superfluo. Bisogna INDICARE chiaramente i "nemici" perchè non dobbiamo appellarci al "destino cinico e baro". la uefa ci vuole fuori, platini ci vuole fuori, il calcio italiano ci vuole fuori, la stampa ci vuole fuori, la politica ci vuole fuori e ti consiglio di RILEGGERE i post riguardanti la cosiddetta scommessopoli x farti una chiara idea. Detto questo spero che il ritorno sia, con un epiloga diverso, come Lazio-ipswich di quasi 40 annifa: io c' ero e mi sentii orgoglioso di quella Squadra. Buona Giornata !!!  :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl

BomberMax

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Lazionetter
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Citazione di: Sbracchiosauro il 05 Apr 2013, 08:11
Bravo Michel, ce l'hai fatta.
Sei riuscito a rompere il giocattolo.
E' impossibile non collegare l'arbitraggio perfetto nella sua scientificità, implacabile nella sua precisione millimetrica, alle tue minacce alla Lazio.
E' impossibile non riconoscere le mani che hanno spinto un branco di servi scozzesi a fare il lavoro sporco.
Quello stesso lavoro sporco che voi, parrucconi sempre abbronzati davanti alle telecamere, non avete il coraggio di fare in prima persona.
Già, perchè escludere una squadra per il comportamento di una parte, minoritaria o meno è lo stesso, dei suoi tifosi sarebbe un problema, imporrebbe la stessa attenzione verso curve più blasonate e meno vivisezionate, rischierebbe di portare all'esclusione di squadre intoccabili.
E allora meglio pilotare un'eliminazione per mano, anzi per fischio, di un fedele quanto brutto piccolo uomo.
Ma così facendo, Michel, non hai fatto altro che confermare come per voi quello che conta sia il prodotto che offrite al pubblico televisivo di lobotomizzati.
Mica si può chiamare in causa la cara e vecchia sudditanza psicologica che per anni chi ti ha preceduto, in ambito locale come internazionale, ha utilizzato per mascherare le trame che venivano decise a tavolino.
Nè si può pensare alla buonafede di certi errori, così marchiani da essere evidenti pure per chi il Calcio ha iniziato a seguirlo ieri.
Poco conta, in questo contesto, il motivo che ha ispirato tanto risentimento.
A voi, viscidi schiavi del profitto, non vi interessa la lotta al razzismo, non vi interessa ora nè vi è mai interessata.
La vostra è ipocrisia.
Pura, semplice e squallida ipocrisia.
Come quella di un Boateng qualsiasi che si ribella a 4 subumani varesotti e si dimentica di farlo quando al suo compagno Balotelli vengono mostrate banane dalla sua ex curva.
Chè poi mostrargliele era già un passo avanti rispetto a chi, le banane vere, gliele aveva impunemente tirate addosso anni prima.
Ipocrisia.
E mi fa ancora più schifo nel momento in cui per ottenere il profitto maggiore usate un tema così importante, fondamentale, come quello dell'antirazzismo.
Tema che andrebbe trattato col massimo rispetto e con la massima attenzione, nel contesto dell'intera società moderna, e non ridotto a problema di una tifoseria piuttosto che di un'altra.
Io mi sarei anche rotto il cazzo di dover condannare chi non ha altro da fare che andare allo stadio a intonare cori con un braccio teso o con un pugno chiuso, senza rendersi conto di essere più fuori contesto di una scoreggia in ascensore.
Certe questioni di civiltà, di educazione, di rispetto, non possono essere ridotte a questo.
Già il rispetto.
Quello stesso rispetto che predicate con i vostri spottini prima, dopo e durante le partite.
Giusto a colpi di spot potete andare avanti, nella vostra logica commerciale.
Come se il sapore dei biscotti del mulino fosse migliorato dopo aver investito centinaia di migliaia di euro per far parlare Banderas con una gallina.
E poi non siete nemmeno capaci di punire un giocatore qualsiasi (Barton) che per insultare un collega (Thiago Silva) gli twitta che è un transessuale.
No, caro il mio Michel, stavolta l'avete fatta troppo grossa.
La farsa di ieri sera è una pietra tombale sulla credibilità di un intero Sport, ridotto a talent show in cui il vincitore viene scelto in base al gradimento del pubblico.
Che dicono i vostri sondaggi?
Chi è meglio far arrivare in finale di Champion's?
Quale finale avrebbe lo share più alto?
E poi, dove sono quelli che dovrebbero difendere non tanto una squadra o i suoi tifosi, quanto uno Sport in generale?
Che ha da dire il presidente Malagò in merito?
Lui, che ha basato la campagna elettorale che l'ha portato all'elezione anche, se non soprattutto, sulla meritocrazia, dovrebbe essere indignato nel vedere come i valori in campo vengano stravolti, falsati da una scelta ponderata a tavolino.
Dove sono i dirigenti federali?
Dove sono quelli che nel 2002 si rivoltarono contro il povero malcapitato Byron Moreno, colpevole di aver eliminato una squadra dalla massima competizione mondiale solo per favorire i padroni di casa e quindi gli organizzatori dell'evento?
C'è un silenzio assordante.
Lo stesso silenzio assordante che proviene da giornalisti e sedicenti tali.
Dove sono le levate di scudi in difesa, ripeto, di uno Sport svilito?
Dove sono i graffianti editoriali?
No, non ci sono, tenuti nei cassetti in attesa di occasioni migliori.
Perchè raccontare alla gente come il Calcio sia stato ridotto a essere una fiction televisiva, rischiando di aprire qualche occhio, quando si può comodamente alimentare il carrozzone raccontando l'ultima cassanata dell'omonimo o spettegolando sull'ultimo flirt di Balotelli?
Cari giornalisti, mi dovete spiegare una cosa, che davvero fatico a capire.
Perchè se una partita viene manovrata da un gruppo di scommettitori è uno scandalo, e se invece viene indirizzata verso un risultato dai vertici organizzativi con la complicità di un inetto scozzese va tutto bene?
Non sono sempre e comunque dei soldi a muovere tutto?
Che siano quelli degli sponsor televisivi o quelli di un gruppetto maldestro di zingari o addirittura di un potere occulto che viene da Singapore, sempre sbagliato dovrebbe essere.
E allora, o fenomeni che riuscite a scovare latitanti in paesini dell'entroterra slavo, perchè non alzare la voce anche adesso?
Perchè non chiedere conto a chi, negli anni, ha reso lo Sport più bello (o uno degli) del mondo finto come il più squallido degli incontri di wrestling americano?
Perchè non dire basta?
Per una volta rendete giustizia alla realtà, raccontate di come il Calcio ieri si sia dimostrato più scontato di un triste film porno in cui la protagonista sa che dopo un po' di corteggiamento e qualche timida resistenza, inevitabilmente finirà a quattro zampe piegata al volere del regista di turno, per realizzare i perversi desideri del pubblico voglioso.
Tutti complici, tutti fermi, tutti allineati.
Ma ieri l'avete fatta troppo grossa.
Ieri non ha perso la Lazio, ieri ha perso il Calcio, ha perso lo Sport.
Ma le vostre puttanate non possono fermare la passione vera che prima o poi vi esploderà sui denti.
Giovedì prossimo io sarò là fuori, tosto e incazzato, fuori da quello stadio che avete deciso di chiudere seguendo i vostri marketing advisors.
Consapevole che se dovesse succedere l'impensabile, a prenderlo in culo non sarebbero 11 poveri turchi, ma tutto il vostro bel sistema.




Citazione di: GuyMontag il 05 Apr 2013, 08:54
Non credo che l'arbitro facesse parte di un disegno preordinato, ma che fosse semplicemente un piccolo meschino implume burocrate, scarso e pauroso. Anche se poi il risultato non cambia.

Per il resto la tua disamina è l'amara amarissima inconfutabile realtà. Io qua, molti qua, ci sentiamo disarmati e impotenti. Ci facciamo un culo tanto, litighiamo, discutiamo, analizziamo, vivisezioniamo un singolo buu o un braccio alzato, sicuri in perfetta buona fede che no, questo in uno stadio non va bene. E tutto ciò (almeno io, altri non so) in nome della purezza di uno sport che ha ben altri valori.

Dovrebbe, pare.

Poi scopri che di questi altri valori non frega un'emerita ceppa a nessuno. Le battaglie nostre per estirpare questo cancro dalla nostra curva fanno quasi ridere se ti guardi intorno e vedi (cit. Battisti) boschi di braccia tese, vedi giocatori di colore proprio della squadra brutta cattiva e razzista accerchiati da ululati assordanti, senza che tutto questo provochi se non un momentaneo brivido. Ma brivido non di disgusto, di sacrosanta indignazione. Brivido perché toccherà lavorare, lavorare per cancellare le tracce.

Nel bellissimo 1984 di Orwell esisteva il Miniver, nel quale lavorava il protagonista. Trattavasi del Ministero della Verità. Compito di quel Ministero era di cancellare le tracce. Il potente impero A, nel quale vivevano i nostri eroi, era in guerra con l'impero B. Fiumi di parole invadevano i giornali per mettere in evidenza quanto fossero perfidi e corrotti i governanti dell'impero B. Poi, a pace siglata, magari scoppiava una guerra con l'impero C, i solerti funzionari del Miniver si armavano di forbici ed eliminavano - fisicamente - ogni riferimento alle nefandezze dell'impero B. Quello che era stato cancellato, semplicemente non esisteva più.

Funzionari del Miniver, armati di strumenti più sofisticati, quali manopole dei decibel, giornalisti indottrinati che non hanno bisogno di cancellare, perché ciò che non è scritto non può essere cancellato, maitre à penser a gettone, contabili dell'uefa dedicati, con il contabuu incorporato, stanno lì a dimostrare che no, non è un problema il razzismo.

Il razzismo non è un problema. Siamo noi il problema. Siamo noi da dare in pasto alla pubblica indignazione dei vizi privati e delle pubbliche virtù, i brutti in un mondo di belli, il male del calcio da estirpare.

Che poi, comportandosi così, si creano alibi mostruosi ai nostri ineffabili della curva. E quelli ci hanno pure ragione, alla fine. Se io faccio una puzza e mi squalifichi per uso di armi chimiche, se menano ad alcuni in pub nel centro e diventa un'aggressione laziale di stampo fascista, se uno sganassone a me per altri (tipo gli ineffabili juventini) diventa un ditino del maestro, un dolce rimbrotto che ahi ahi ragazzo così non si fa, la prossima volta pensaci, e se non ci pensi in definitiva chissenefrega, ma noi, noi ce ci accapigliamo, noi che tutte le armi ce le spuntate, ma come ci dovremmo sentire?

Cornuti, mazziati, squalificati, ignorati e derisi, e in più siamo i cattivi, senza godere di alcuna solidarietà da nessuna istituzione de sto cazzo di Paese, che braccia tese, ululati e puncicate altrui finiscono sotto capienti tappeti, cosa dovremmo fare?

Crederci. Perché noi (senza ovviamente aver cercato questo ruolo eversivo, noi magari volevamo solo tifare una squadra di calcio) possiamo essere il granello di sabbia che inceppa l'ingranaggio. Come? Lo ignoro, ma d'altronde anche il granello di sabbia non è che ne sappia un granché...


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SATOR 58

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Citazione di: romolo il 05 Apr 2013, 09:03
Ed un sentito ringraziamento a Collina, designatore degli arbitri. Spero che la societa' inoltri una protesta ufficiale (lo stesso che ha fatto il Barca per l'arbitraggio di Parigi per PSG Barcelona...)
... il Barcellona magnasse tranquillo. C'è qualcuno molto vicino al "porcellino" che lavora (o lavorava) x la qatar sports investiments: un pò come avere uno sponsor di una coppa europea che è proprietario di una squadra di calcio a caso ...  :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl

Eagles77

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Lazionetter
* 14.436
Registrato
Dovevi solo aggiungere la richiesta al caro michel di mandarci direttamente arsenio lupin ad arbitrare al ritorno.

est1900

Visitatore
Registrato
Ottimo Sbracchiosauro.
Quello che mi indigna, più del suino d'oltralpe, è il silenzio complice della nostra stampa.
Ho ascoltato il radiogiornale e il servizio era farcito di "presunto" "sospetto", "dubbio".
Alcuni giornali parlano di "cuore che non basta".
Per non parlare di Coni e Lega che stranamente ancora non si pronunciano.
Siamo soli. In questa città, in Italia e in Europa.
Per carità, lo sapevo e per certi versi me ne faccio un vanto da sempre.
Però a volte è dura così.

eaglemiky

*
Lazionetter
* 9.198
Registrato
Strano che fino al fuorigioco di Ibra il Barca in CL aveva sempre beneficiato fino ad ora di arbitraggi favorevoli nelle decisioni chiave. Semi con il chelsea, quarto contro l'arsenal , quarto contro il milan . Guarda caso il primo arbitraggio sfavorevole non lo incontra contro uno shaktar ma contro la squadra dell'emiro i cui tifosi hanno fama peggiore di quelli della lazio.

Sirius

*
Lazionetter
* 5.870
Registrato
Le 3 di notte...

Caldo, sudore, tremore....

E Rabbia....
Tanta Rabbia, quella con la R maiuscola...
Di quella che ti divora...
E ti fa fremere di sdegno...
E non ti fa dormire...
E non prendere sonno genera mostri nella mia mente...
Mostri che partoriscono pensieri cattivi se non addirittura pessimi...
E questi pensieri diventano parole nella notte, dette ad alta voce che se dormissi in compagnia di qualcuna mi avrebbe sicuramente mandato a quel paese 1000 volte...
1000 volte... Un decimo di quante volte avro' maledetto quella cinquina scozzese e la UEFA tutta...

E nel silenzio della mia stanza e nell'oscurita' di una notte piovosa avevo pensato ad un post da mettere su LazioNet...
Un post dal titolo "Cara UEFA...".
L'incipit doveva essere "....mi fai schifo".
Lascio passare la notte, entro su LazioNet e trovo l'articolo (perche' di articolo si tratta) di Sbracchio.

Perfetto, lucido, essenziale...

Ma la Rabbia resta.
Ancora tanta...

Che voi siate maledetti, voi e tutto il vostro ipocrita carrozzone di buoni propositi...
Ma di buoni propositi, si sa, e' lastricata la via dell'Inferno.
Perche' OGGI gli unici veri avversari del razzismo negli stadi siamo noi...
OGGI gli unici veri indignati dei comportamenti razzisti siamo noi...

Noi, che voi maledetti della UEFA, avete ucciso e delegittimato nella nostra battaglia...
Gli unici che davvero lottano contro questa piaga.
Noi, che entriamo in conflitto con la nostra stessa curva...
Noi, che ci prendiamo gli insulti dei nostri stessi fratelli...
Noi, che rischiamo ogni partita una lotta intestina...
Noi, non voi seduti sui vostri scranni vellutati al caldo di un ufficio e collegati con Sky alla partita con un televisore al plasma da 60 pollici per vedere se il vostro sicario esegue gli ordini...

Bravi.
C'avete ammazzato.
Avete ammazzato la parte buona del tifo tutto.
Ipocriti di merda.

Non succedera', perche' recuperare da 0-2 sara' quasi impossibile (e metto quasi perche' non so se avrete la faccia di mandare un altro killer ad arbitrare), ma se dovesse succedere, in semifinale io saro' li'...
Consapevole che se dovesse succedere l'impensabile, a prenderlo in culo non sarebbero 11 poveri turchi, ma tutto il vostro bel sistema.

vagabond

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ma perchè l'arbitro è rientrato in ritardo?

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Buraz

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Lazionetter
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Un grazie vero, sincero a Sbracchiosauro per aver esposto tanto lucidamente i mille pensieri che mi turbinano in testa da ieri sera.
E un pacato, sobrio pezzidemmerda a chi sta a gioca' coi sentimenti della gente (si', sentimenti, perche' per me la Lazio e' sentimento) e i sacrifici che si fanno per seguire la propria passione.

rio2

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Citazione di: vagabond il 05 Apr 2013, 09:24
ma perchè l'arbitro è rientrato in ritardo?

era al telefono con platini e stava controllando se era arrivato il bonifico.........

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