Un presidente non deve necessariamnete esere un esperto di calcio, ma avere la capacità,l'intuizione e la fortuna di circondarsi di collaboratori in grado di consigliarlo bene, riconoscendogli giusta autonomia.
Su questo ultimo ambito si sono registrati ultimamente dei progrssi.
quest'anno si era partiti con l'idea di fare meglio, possibilmente di rientrare in europa.
Ad oggi il campionato, guardando la classifica, è eccellente, quando non strepitoso. In realtà la squadra sembra aver scalato unpaio di marce rispetto alle prime 10 giornate dove comandava addirittura la classifica.
Una società non deve soltnato elaborare un programma e portarlo a termine ma, specie nel calcio, avere la capacità di cogliere al volo le novità del momento. L'occasione presentata è di quelle irripetiili con una squadra titolare in grado di poter lottare con chiunque, ma con riserve ampiamente scadenti.
Serviva e serve uno scatto di fantasia, un atto di coraggio, uno slancio imprenditoriale che questa società, per impostazione culturale e forse anche politica, non può e/o non vuole fare.
Fare mercato con tempismo da blitzkrieg, per presentarsi alla ripresa, da subito, con due o tre acquisti in grado di aumentare il livello della rosa, estendendo la fascia dei titolari dai 12-13 attuali ai 15-16 per poter lottare per il titolo, anche perché non hai le coppe.
Finora è mancato tutto questo. Si spera che da subito si rimedi.
Inoltre, la stessa società che ha le idee chiare ha la forza anche di imporre un revirement tattico e strategico allo stesso Reja. Siamo la Lazio e questo impone delle responsabilità.