Una Lazio in serissima difficoltà psicologica. Perché innegabilmente parte molto bene. Un mezzo miracolo di Bizzarri, un'occasione doppia di nuovo con Keita e poi con Candreva che incredibilmente spara altissimo un rigore in movimento.
Come contro il Bologna, e questo è preoccupante, il Chievo segna alla primissima occasione. Anzi, manco alla primissima occasione, proprio alla primissima volta in cui tiene palla per più di 3 secondi nella metà campo della Lazio. Con un tiro deviato. Che altrimenti sarebbe uscito di 3 metri.
Il raddoppio fa ancora più ridere. Una giocata da funambolo pensata esclusivamente per tenere vivo un pallone si trasforma nell'assist del millennio.
Ora, a quel punto, io penso ancora una cosa: che può capitare.
Ricorderò sempre una delle prime partite della Lazio di Delio Rossi, in casa contro il Palermo. Stavamo giochicchiando meglio degli avversari, eppure ci siamo ritrovati sullo 0-2. Eppure quel pomeriggio, allo stadio, ero ancora fiducioso. E ne venne fuori un 4-2 da lustrarsi gli occhi. Alzi la mano chi se lo ricorda.
Con la Lazio odierna invece, no. Non sono cose che possono capitare. Sono cose che fanno crollare tutto. Col Bologna è bastata la primissima azione dopo un primo tempo in cui li abbiamo tritati per riaprire l'incontro, e se avessero pareggiato nel secondo tempo nessuno avrebbe potuto parlare di furto, a conti fatti.
E' una tendenza che va analizzata ed invertita prima di subito. Le cui avvisaglie erano presenti anche lo scorso anno.
Nelle giornate a ridosso dell'exploit di Felipe Anderson e delle 8 vittorie consecutive balzava agli occhi una cosa, anche in momenti in cui bene o male c'era un certo ottimismo e in cui le cose giravano positivamente: si era di fronte ad una Lazio che doveva faticare tantissimo per capitalizzare le occasioni e trasformarle in goal, mentre, viceversa, gli avversari in proporzione avevano una certa facilità a bucarci.
In questo scorcio di stagione tale difetto sembra essersi ingigantito in maniera inverosimile, trasformandosi in una realtà a dir poco preoccupante.
Il rischio di un Petkovic bis? Come detto altrove, inutile nascondersi: non è improbabile.
E' una certezza? Assolutamente no. Io ho ancora una certa stima di Pioli, non credo sia uno sprovveduto, un presuntuoso o una persona fuori dalla realtà. La Lazio ha ancora una buonissima rosa, al di là degli irritanti errori in sede di calciomercato. Margini di manovra ancora ce ne sono.
Sta alla maturità delle parti, tecnico e giocatori, ritrovare un punto da cui ripartire. Perché sì va bene tutto il pessimismo del mondo, va bene la panza eccetera, il diritto di critica (e chi ve lo leva, per carità), ma come non è improbabile il rischio Petkovic, è anche vero che di squadre che si sono riprese dopo un inizio deludente e a tratti catastrofico è piena la storia del calcio.
E' stata una settimana da incubo, ma non è ancora il tempo dei processi, delle epurazioni e delle macerie.