Claudio Lotito (Topic ufficiale)

Aperto da Lazio.net, 01 Set 2015, 20:01

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Laziale1900

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A Lotito, trincerato ormai dietro il suo "mutismo", vorrei che spiegasse a tutti tifosi della Lazio quando inizierà la famosa " Nuova Era" da lui annunciata dopo la vittoria di napoli, spero che prima o poi lo faccia, ma trattandosi di Lotio ho dubbi in merito,,,

Ranxerox

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Beh, senza dubbio iniziamo con uno spunto di riflessione tutto nuovo.

Daniela

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non doveva farsi scappare la ghiotta occasione di fare ancora più grande la Lazio:
doveva portare una squadra pronta ai preliminari con un top attaccante
incassare i 40 milioni ed allestire una super Lazio

invece ha avuto il braccino del tennista
e ora ne paghiamo le conseguenze

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bizio67

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Ha fatto alcune cose bene e altre male, comunque non ha nulla del laziale...

maverickiv2007

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Mai come quest'anno sarebbe bastato veramente poco per guadagnarsi la stima e la simpatia di tutto o quasi il popolo Laziale e invece ha commesso l'ennesimo peccato di menefreghismo ed é ricaduto negli stessi atavici errori ma ha distrutto le speranze di chi come me sperava nella Champions mai così vicina da quasi 10 anni. Imperdonabile.


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Adler Nest

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MagoMerlino

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Confermo il mio giudizio, Lotito Presidente della Lazio si dimostra troppo spesso IN, ..competente, ..capace, ..adeguato, per le ambizioni della società che presiede.
Qualche buona intuizione, ma troppo costantemente impegnato a dimostrare quanto tutte le sue idee siano sempre le migliori e le più INnovative.
Possiede la, per nulla invidiabile, dote di passare dalla parte del torto pure quando ha straragione.
Così come con i suoi comportamenti riesce ad alienarsi le simpatie della maggioranza di persone che a vario titolo entrano professionalmente in contatto con lui.
I meriti acquisiti li ha sistematicamente dispersi nei demeriti. In termini di notorietà personale, deve alla Lazio molto più di quanto la Lazio debba a lui.
Non essendoci una alternativa, bisogna sperare che cambi modus operandi. Ogni tanto illude che ciò sia possibile, ma è sempre rapido il ritorno alla realtà.
Comunque due coppe Italia e una Supercoppa l'abbiamo vinte, l'anno scorso abbiamo sfiorato una stagione "storica", per questo merita i ringraziamenti, poi non è mai riuscito a offrire continuità ai successi ed è questo il suo maggiore limite.

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RubinCarter

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Citazione di: Laziale1900 il 01 Set 2015, 21:03
A Lotito, trincerato ormai dietro il suo "mutismo

Sta sempre a parlà , o è muto ?

Giusto pe capi' , quando parla deve spari' quando sparisce deve parlà?

giorgione

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Per me sta facendo un ottimo lavoro. Meno parla e meglio è, visto che come apre bocca si alza il coro di una pletora di prefiche pronte a giudicare ogni singola parola...

white-blu

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Bastava poco.
Bastava provarci.

turco

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Citazione di: white-blu il 02 Set 2015, 10:59
Bastava poco.
Bastava provarci.


Bastava provarci, ma non bastava poco.

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porgascogne

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Citazione di: white-blu il 02 Set 2015, 10:59
Bastava poco.
Bastava provarci.

bastava poco e bisognava provarci

Ulissechina

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Lotito e' l'uomo che spegne ogni speranza e ambizione del tifoso. Purtroppo!

Magic

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Citazione di: MagoMerlino il 02 Set 2015, 10:03
Confermo il mio giudizio, Lotito Presidente della Lazio si dimostra troppo spesso IN, ..competente, ..capace, ..adeguato, per le ambizioni della società che presiede.
Qualche buona intuizione, ma troppo costantemente impegnato a dimostrare quanto tutte le sue idee siano sempre le migliori e le più INnovative.
Possiede la, per nulla invidiabile, dote di passare dalla parte del torto pure quando ha straragione.
Così come con i suoi comportamenti riesce ad alienarsi le simpatie della maggioranza di persone che a vario titolo entrano professionalmente in contatto con lui.
I meriti acquisiti li ha sistematicamente dispersi nei demeriti. In termini di notorietà personale, deve alla Lazio molto più di quanto la Lazio debba a lui.
Non essendoci una alternativa, bisogna sperare che cambi modus operandi. Ogni tanto illude che ciò sia possibile, ma è sempre rapido il ritorno alla realtà.
Comunque due coppe Italia e una Supercoppa l'abbiamo vinte, l'anno scorso abbiamo sfiorato una stagione "storica", per questo merita i ringraziamenti, poi non è mai riuscito a offrire continuità ai successi ed è questo il suo maggiore limite.


quoto anche gli spazi!

gentlemen

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Nel complesso ottimo lavoro, molti tifosi dovrebbero sapere che il calcio è uno sport, dove si vince, si perde e si pareggia, e quando giochi contro Juventus e Bayer Leverkusen, puoi vincere o perdere.
Detto ciò c'è un errore che sta facendo Claudio Lotito: non mettere in vendita abbonamenti a 5 euro per Curva Nord e Curva Maestrelli, io metterei in bilancio la spesa, sarebbe come acquistare due top player e mettere in uscita tantissimi rompi[...] che perderebbero il loro posto a sedere, naturalmente l'abbonamento deve includere in regalo sciarpa e bandiera.

Maestro83

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Secondo molti meglio lui dello sceicco che rischia di stufarsi del giocattolo. Contenti loro.

maumarta

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Il suo compito, secondo me, dal punto di vista tecnico lo ha esaurito nella stagione 2006/7.

Dopo la ricostruzione totale della società della prima stagione, in cui l'aspetto tecnico doveva per forza essere secondario, c'è stata una crescita costante con il 6° posto del 2005/6 (poi scippato da Calciopoli) e il 4° posto del 2006/7.
Anche allora ci qualificammo ai preliminari di Champions ma tre componenti fondamentali (e legate tra loro) contribuirono alla qualificazione ai gironi:
- il livello della Serie A sicuramente più alto dell'attuale nel panorama europeo;
- l'essere testa di serie;
- incontrare la Dinamo Bucarest invece del Bayer.
Ma anche in quella occasione la società fece da "tappo" perchè si presentò in Champions acquistando Del Nero, Meghni, Scaloni, Kolarov (praticamente in fasce) e la chicca finale di Vignaroli.

Da quel momento in poi è stata un continuo rimbalzare.
Rispetto al 2006/7 si è andati diverse volte il basso ma mai verso l'alto.
La stagione 2007/8 con l'unica Champions si è chiusa con l'uscita ai gironi come quarta classificata ed un 11esimo posto in campionato.

Nella stagione seguente, 2008/9, mercato dignitoso (Carrizo, Zarate, Kozak, Matuzalem) con un 10 posto finale in campionato condizionato dal trionfo in Coppa Italia.

Quello che succede dopo la Coppa Italia ce lo ricordiamo tutti.
Mentre l'ambiente è ancora ubriaco per il primo trofeo post-Cragnotti ci arrivano in rapida successione Ballardini, la maglia lapide, un mercato inesistente (solo Bizzarri ed Eliseu) e l'epurazione di Ledesma e Pandev senza sostituti (ve lo ricordate Baronio titolare?).
Il risultato è che se non arriva nonno Reja con un mercato di riparazione dignitoso e il reintegro forzato di Ledesma magari avevamo provato anche l'ebrezza della Serie B...

Reja è uno con le palle e non gli si può chiedere di vendere fumo conto terzi.
Arriva Hernanes e, di contorno, Gonzalez, Bresciano e... Garrido.
Con la base della squadra messa su nel finale dello campionato precedente si fa una buona stagione, di rilancio, finita al 5° posto, fuori dai preliminari  Champions per la differenza reti.

Il mercato seguente è forse il più "stuzzicante" dell'era Lotito con gli arrivi in rapida successione di Klose, Cana, Cisse, Lulic, Konko, Marchetti, Stankevicius ed a gennaio Candreva.
A gennaio appunto la squadra ha praticamente dato tutto ed è ridotta ai minimi termini da una sequenza di infortuni degna di un horror ma l'unico innesto è quello di un Candreva che fino al giorno prima era dato per disperso nei pressi di Cesena.
Il campionato è buono, la squadra arriva praticamente sfinita alla fine al 4° posto, ad 1 punto dal  terzo, utile per la Champions.

Dopo un buon mercato ed un bel campionato guastato dalla mancanza di alternative valide è evidente che manchi veramente poco per fare un passettino in più.
La strategia societaria si manifesta nel cambio di allenatore, Petkovic al posto del "catenacciaro" Reja, e Ederson e Ciani per allargare la rosa...
Alla luce di questo il rendimento e la stagione sono praticamente identiche, con partenza a razzo, lingua di fuori già a gennaio, infortuni a catena, resistenza strenua dei sopravvissuti ma... poi arriva il 26 maggio.
Quel giorno si azzera tutto anche se la stagione era la carta carbone della precedente con un 7° posto in campionato ma una buona Europa League finita ai quarti con la suddetta lingua di fuori.

L'entusiasmo post 26 maggio ce lo ricordiamo tutti, sembrava di essere tornati al 1926.
Ma ci ricordiamo tutti anche che non ha portato a niente se non alla ciclopica contestazione di massa.
La reazione al flop è stata invece in linea con le altre volte e la ripresa è stata immediata, sul mercato e in campo, anche oltre le aspettative.
Molto oltre quelle della società, che di fronte ad una porta aperta verso il futuro si è affacciata alla finestra e si è fermata... come in passato.

Tutto questo per dire che chi si dice esasperato dalla ciclicità delle strategie societarie, ormai evidentemente volte a controllare la crescita, non parla per leggende o sensazioni ma parla di FATTI, reali e circostanziati.
Fatti che parlano di mercati dignitosi solo dopo i flop e completamente assenti dopo i progressi, di un immediato passo indietro dopo un passo avanti.

Da fuori si vede solo l'immediato e non si capisce tutto questo colpevolizzare Lotito ("In fondo sta squadra l'ha fatta lui no?" quante volte ve l'hanno detto?), ma da dentro il logorio di un lavoro costante di "castrazione" di ogni velleità lascia il segno e sfinisce e dovrebbe essere evidente a tutti noi.



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Bianchina

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Citazione di: maumarta il 02 Set 2015, 13:15
Il suo compito, secondo me, dal punto di vista tecnico lo ha esaurito nella stagione 2006/7.

Dopo la ricostruzione totale della società della prima stagione, in cui l'aspetto tecnico doveva per forza essere secondario, c'è stata una crescita costante con il 6° posto del 2005/6 (poi scippato da Calciopoli) e il 4° posto del 2006/7.
Anche allora ci qualificammo ai preliminari di Champions ma tre componenti fondamentali (e legate tra loro) contribuirono alla qualificazione ai gironi:
- il livello della Serie A sicuramente più alto dell'attuale nel panorama europeo;
- l'essere testa di serie;
- incontrare la Dinamo Bucarest invece del Bayer.
Ma anche in quella occasione la società fece da "tappo" perchè si presentò in Champions acquistando Del Nero, Meghni, Scaloni, Kolarov (praticamente in fasce) e la chicca finale di Vignaroli.

Da quel momento in poi è stata un continuo rimbalzare.
Rispetto al 2006/7 si è andati diverse volte il basso ma mai verso l'alto.
La stagione 2007/8 con l'unica Champions si è chiusa con l'uscita ai gironi come quarta classificata ed un 11esimo posto in campionato.

Nella stagione seguente, 2008/9, mercato dignitoso (Carrizo, Zarate, Kozak, Matuzalem) con un 10 posto finale in campionato condizionato dal trionfo in Coppa Italia.

Quello che succede dopo la Coppa Italia ce lo ricordiamo tutti.
Mentre l'ambiente è ancora ubriaco per il primo trofeo post-Cragnotti ci arrivano in rapida successione Ballardini, la maglia lapide, un mercato inesistente (solo Bizzarri ed Eliseu) e l'epurazione di Ledesma e Pandev senza sostituti (ve lo ricordate Baronio titolare?).
Il risultato è che se non arriva nonno Reja con un mercato di riparazione dignitoso e il reintegro forzato di Ledesma magari avevamo provato anche l'ebrezza della Serie B...

Reja è uno con le palle e non gli si può chiedere di vendere fumo conto terzi.
Arriva Hernanes e, di contorno, Gonzalez, Bresciano e... Garrido.
Con la base della squadra messa su nel finale dello campionato precedente si fa una buona stagione, di rilancio, finita al 5° posto, fuori dai preliminari  Champions per la differenza reti.

Il mercato seguente è forse il più "stuzzicante" dell'era Lotito con gli arrivi in rapida successione di Klose, Cana, Cisse, Lulic, Konko, Marchetti, Stankevicius ed a gennaio Candreva.
A gennaio appunto la squadra ha praticamente dato tutto ed è ridotta ai minimi termini da una sequenza di infortuni degna di un horror ma l'unico innesto è quello di un Candreva che fino al giorno prima era dato per disperso nei pressi di Cesena.
Il campionato è buono, la squadra arriva praticamente sfinita alla fine al 4° posto, ad 1 punto dal  terzo, utile per la Champions.

Dopo un buon mercato ed un bel campionato guastato dalla mancanza di alternative valide è evidente che manchi veramente poco per fare un passettino in più.
La strategia societaria si manifesta nel cambio di allenatore, Petkovic al posto del "catenacciaro" Reja, e Ederson e Ciani per allargare la rosa...
Alla luce di questo il rendimento e la stagione sono praticamente identiche, con partenza a razzo, lingua di fuori già a gennaio, infortuni a catena, resistenza strenua dei sopravvissuti ma... poi arriva il 26 maggio.
Quel giorno si azzera tutto anche se la stagione era la carta carbone della precedente con un 7° posto in campionato ma una buona Europa League finita ai quarti con la suddetta lingua di fuori.

L'entusiasmo post 26 maggio ce lo ricordiamo tutti, sembrava di essere tornati al 1926.
Ma ci ricordiamo tutti anche che non ha portato a niente se non alla ciclopica contestazione di massa.
La reazione al flop è stata invece in linea con le altre volte e la ripresa è stata immediata, sul mercato e in campo, anche oltre le aspettative.
Molto oltre quelle della società, che di fronte ad una porta aperta verso il futuro si è affacciata alla finestra e si è fermata... come in passato.

Tutto questo per dire che chi si dice esasperato dalla ciclicità delle strategie societarie, ormai evidentemente volte a controllare la crescita, non parla per leggende o sensazioni ma parla di FATTI, reali e circostanziati.
Fatti che parlano di mercati dignitosi solo dopo i flop e completamente assenti dopo i progressi, di un immediato passo indietro dopo un passo avanti.

Da fuori si vede solo l'immediato e non si capisce tutto questo colpevolizzare Lotito ("In fondo sta squadra l'ha fatta lui no?" quante volte ve l'hanno detto?), ma da dentro il logorio di un lavoro costante di "castrazione" di ogni velleità lascia il segno e sfinisce e dovrebbe essere evidente a tutti noi.

gia'.
dovrebbe.

Jeffry

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Lazionetter
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Citazione di: Bianchina il 02 Set 2015, 13:21
gia'.
dovrebbe.

Ma forse lo è.
Il punto, semmai, è il modo in cui ognuno si relazione con questa realtà.

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