Il tentativo di lettura di ogni realtà può essere effettuato a diversi livelli. Noi appassionati di Lazio cerchiamo di portare l'analisi al minimo dettaglio, ascoltando e leggendo avidamente tutte le fonti di informazione che quatidianamente trattano i nostri colori, dal giornale più blasonato al cazzaro più grottesco su X, immaginiamo formazioni, prevediamo il numero di gol che ciascun calciatore potrà segnare in una stagione, per poi accorgerci che l'unica lettura corretta di questo carrozzone è quella effettuata esclusivamente a livello economico-finanziario dal preparatissimo e lucidissimo LeastSquares: Lotito da vent'anni usa la Lazio come "bancomat" per le sue aziende di servizi, che negli anni hanno aumentato a dismisura le loro tariffe, limitandosi a mantenere in ordine un bilancio con introiti basati pressoché unicamente su diritti televisivi e premi per la partecipazione alle coppe europee. Fino a non troppi anni fa questa strategia collocava naturalmente la Lazio in posizioni di classifica vicine alla sua gerarchia economica, ovvero intorno al sesto posto, ma la pacchia è finita. L'Atalanta ha messo la freccia e ci ha salutati, Fiorentina, Bologna e addirittura Como hanno proprietà in grado di sovrastarci: se non troviamo nuove fonti di introiti la nostra collocazione naturale sarà fuori dalle coppe.
La critica che i tifosi laziali "moderati" rivolgevano a Lotito è sempre stata rivolta alla mancanza di emozioni legata all'eccessiva stabilità della sua gestione, totalmente priva di slanci emotivi, ma ora è finita anche la stabilitá.