Allora, non per tenere il punto, figuriamoci. Ma è impossibile senza leggere le carte esprimere un giudizio avveduto. Per tutti noi, anche per i più intelligenti e preparati.
Salvo non assumere pregiudizialmente (posizione legittima, ci mancherebbe) che poiché la FIGC è il "controllore" e il "regolatore", mentre Lotito è il regolato e il controllato, è la prima ad aver ragione sempre e comunque, fino a prova contraria.
Chi conosce davvero l'indipendenza, l'autonomia e l'indifferenza al tifo calcistico dei legali della FIGC, posizionerà questo suo convincimento preliminare dove crede. Io, se vi interessa, penso che il sig. Gravina sia in malafede e passi gran parte del tuo tempo a cercare il modo per eliminare Lotito dal panorama federale.
Comunque, provo a dare un piccolo appoto alla disussione.
secondo quanto riporta ANSA, le "criticità" sarebbero altre di quelle discusse qui dentro. Si comprendono meglio leggendo il dispaccio ADN K:
Il Trust della Salernitana, secondo la Figc, "non rispetta i requisiti di indipendenza e terzietà che erano stati richiesti". Non si entra nel merito delle persone ma delle procedure con cui sono stati nominati. La Figc quindi sostanzialmente ha bocciato la proposta di trust presentata venerdì dalle società proprietarie dalla Salernitana, secondo quanto apprende l'Adnkronos, ma ha dato tempo fino a sabato alle 20 per risolvere i problemi che sono stati evidenziati. La Figc ha evidenziato che non c'è nessuna garanzia che queste persone siano state nominate attraverso un processo indipendente e terzo, visto che non è stato spiegato come sono stati scelti. Inoltre rispetto all'indipendenza e alla terzietà, sussiste un terzo (?) elemento fondamentale: una relazione della Covisoc dice che il trust e il fondo non dispongono delle riserve economiche necessarie. Quindi, evidenzia la Figc, "non c'è l'indipendenza economica del trust rispetto alle società disponenti". Altra curiosità riguarda le società fornitrici che sono riconducibili alla Lazio. Il tempo però per sistemare le questioni c'è, ed è stato fissato fino a sabato 3 luglio alle ore 20 per "modificare la struttura e i criteri che regolano anche il rapporto tra i guardiani, il trust e gli amministratori". Nella lettera viene inserita anche la possibilità che il 'guardiano' possa revocare in certe situazioni anche il mandato del trustee. Quindi, secondo la Figc, "ci sono regole sia nella nomina che nella gestione del trust che non garantiscono l'indipendenza e la terzietà".
La fonte riporta la dichiarazione tra virgolette, ergo ha letto la lettera indirizzata alla Salernitana e che Gravina ha trovato il tempo di comporre probabilmente mentre scorreggiava, riflettendo su cosa scrivere nel comunicato della FIGC circa le posizioni della federazione italiana in materia di lotta alla discriminazione razziale.
Ora, "il processo di scelta delle persone componenti del trust" è una frase anodina. Non vuol dire nulla. Nell'ambito del rapporto di fiducia, io mi scelgo chi mi pare. E censurare "il processo di scelta" in relazione al perché e al percome si siano scelti enti legalmente riconosciuti quali società fiduciarie mi pare quanto meno curioso. Cosa dovevano fare i proprietari? Una gara pubblica? O limitarsi ad individuare soggetti di propria personale fiducia? Questa parte, così come è riportata, non la capisco, boh.
E, poi, le "persone" che fanno parte del trust, intese come persone "fisiche", sono solo i due avvocati scelti dai disponenti, che sono investiti - per quanto noto - di una funzione meramente consultiva e di vigilanza, che è una possibilità largamente praticata nella prassi. Anzi, a beneficio di tutti osservo come sia ovvio che il mandato in trus non è (e non può essere) privo di contrappesi e dinamiche di controllo: nelle convenzioni di trust si prevedono ipotesi nelle quali i disponenti possano intervenire su un atto di disposizione del trustee che possa arrecare un danno alla trust property (ottenendo dall'autorità giudiziaria competente, a volte di un altro ordianemnto, di inibire l'inziativa) ovvero possano revocare il trustee quando si dimostri colpevolmente inerte rispetto nell'assumere gli atti necessari al raggiungimento dello scopo programmato. Dopodichè, caso per caso, si tratterà di analizzare se il potere di controllo residuo riservato ai disponenti sia idoneo a incidere sull'autonomia gestionale del fiduciario. Non mi pare che questo sia il tema che emerge dalle notizie stampa.
La stessa cosa osservo circa la lamentata lacuna nelle "regole previste per la gestione del club". Francamente, io sarei portato a credere che nel conferimento fiduciario sia stata prevista, con finalizzazione alla futura e irrevocabile vendita, la legittimazione alla gestione ordinaria e straordinaria delle quote (la parte "sopra", oggetto immediato del trust), mentre la "gestione del club" (la parte "sotto", oggetto mediato del trust), ossia l'amministrazione e gestione della società, resta affidata ovviamente agli organi di quest'ultima (l'Amministratore unico appena nominato e dirigenti) i quali ne rispondono verso i soci (oggi, i titolari delle quote di EL e MC, ossia i due trustee).
Occorre capire, leggendole, quali sarebbero le prescrizioni che il sig. Gravina pretende costituiscano oggetto del rapporto tra disponenti (EL-MM) e Amministratori del Trust (le due società fiduciarie) e che i primi dovrebbero impartire ai secondi affinchè essi, a loro volta, quali soci le dirigano come input all'amministratore unico della società (e nell'ambito del rapporto societario privato, che rende l'amm.re indipendente rispetto alla volontà del socio, che ha il potere di revocarlo dalla carica, ma non di trasferigli la sua volontà con un atto di imperio).
Infine, e termino il pippone, è incomprensibile il tema dei mezzi economici per la gestione del club: "la Figc rileva, inoltre, che non è stata assicurata indipendenza economica al trust rispetto alle società disponenti".
Anche qui, affiora è una confusione enorme tra soggetto della gestione fiduciaria e oggetto (ma forse è colpa dei giornalisti che riportano la notizia).
Il Trust gestisce le quote (= fa il socio) per il tempo occorrente per venderle; l'Amministratore Unico gestisce la Salernitana spa; la Salernitana spa impiega i mezzi che possiede. Se il club queri mezzi non li possiede, non compra, ma vende. Poi, se non avesse neppure i requisiti economici per l'iscrizione al campionato e/o pagare gli stipendi ecc., sarebbe soggetta alle stesse misure e sanzioni che colpiscono tutti gli altri club incapienti. Ma non capisco proprio cosa c'entri con il trust.
Qualche logica, invece, potrebbe avere la critica circa il difetto di "mezzi" che i disponenti hanno previsto in favore dei due trustee al fine di dotarli di quanto occora per completare il mandato: ossia, vendere.
In altri termini, se davvero la FIGC assume che le 2 fiduciarie (parliamo di Società che possiedono patrimoni fiduciari per centinaia di milioni di euro eh!), in assenza di un fondo cassa per pagare avvocati e consulenti chiamati ad assisterli per la cessione delle quote perdano il requisito di inpindenza, basterà che EL e MM costituiscano un escrow account in favore dei propri fiduciari, mettendoci dentro una somma congrua rispetto all'operazione (diciamo 400.000 euro ciascuno).
Per me, sarebbe un po' una richiesta da fenomeni, considerato chi sono le 2 società trustee, ma non credo sarebbe un problema per le famiglie Lotito-Mezzarona trovare 800.000 euro in 48 ore e vincolarli su un c.c.
In conclusione, e più in generale, credo fosse ampiamente prevedibile che si rendessero necessari aggiustamenti e allineamenti, anche perché lo strumento scelto non è consueto.
Ma non mi sembra ancora giunto il momento di gridare al Lotito-farabutto-paraculo-la voi'mannà in b pe' guadagnacce....