Sempre premesso che Lotito non ha intenzione di vendere e che, al momento, alternative in grado di fargli cambiare idea non sono all'orizzonte, proviamo a riordinare le tessere della nostra situazione attuale:
- la Lazio società non "va male" dal punto di vista economico;
- dunque al momento non ci sono necessità di rifinanziare attraverso aumenti di capitale, emissione di bond etc.;
- la gestione è sana e oculata e ci permette di stare stabilmente nella parte sinistra della classifica, ambendo tutti gli anni a un piazzamento europeo.
Ma:
- il contesto calcistico sta cambiando in fretta (diritti televisivi, equilibri "politici", pandemia, contendenti in crescita o più ricche;
- l'equilibrio di gestione sta cominciando a incontrare dei limiti pratici (indice di liquidità, capacità di pagare cartellini da 10 milioni in su, monte ingaggi);
- a fronte di quanto sopra non si intravedono contromisure nella struttura societaria o nelle strategie di investimento/player trading.
Tutto ciò premesso, è lecito essere un tantino preoccupati?
Visto che non si tratta del destino di un ristorante, ma di una società che coinvolge la passione di tanti tifosi, in quanto tifoso vorrei sperare che l'obiettivo non sia quello di vivacchiare a livelli prima buoni, ora discreti e domani chissà, ma quello di continuare l'innegabile percorso di crescita gradualmente seguito negli ultimi anni.
Non mi interessa se questo possa avvenire con Lotito o con un qualunque mister X, anzi per mille motivi mi piacerebbe che continuasse con Lotito, né spetta a me tifoso indicare le alternative.
Alternative nel modo di gestire la società però devono esserci, altrimenti ieri ti hanno superato il Milan e l'Atalanta, oggi rischia di farlo la Fiorentina e trovarsi a metà classifica con Sassuolo, Torino e Bologna di questo passo è un attimo. E, da tifoso, non potrei certo esserne entusiasta.