Le dinamiche con cui sembra siano nate queste due DISTINTE iniziative della GdF dovrebbero farci fare, come Laziali, anche un piccolo mea culpa.
Tra le poche righe serie uscite in questi due giorni sembra evidente che il blitz a Trigoria fosse in qualche modo preventivato perchè direttamente collegato alla indagine sulle plusvalenze che riguarda la Juve.
Una cosa simile riguarderà anche Atalanta, Samp e altre già nominate per il "sistema Juve".
Del resto erano di dominio pubblico da anni alcune valutazioni "particolari" di giovani della Primavera piscioruggine.
La cosa sconcertante è che nella stessa giornata la GdF decida di risparmiare sulla benzina e faccia una salto anche a Formello ma non per un legame diretto con l'indagine già aperta, con la Juve Lotito non ci parla nemmeno in Lega ed è sempre stata una bottega cara per noi.
La capatina della GdF viene giustificata da servizi televisivi faziosi, di un giornalista con la maglia del pupone, tirati su ad arte per inspessire la cortina fumogena sugli impicci trigorioti.
Impicci, grandi o piccoli che siano, quasi inevitabili sia chiaro, visto che per tenere in piedi una baracca che da anni gioca a fare la grande con 300 milioni di buffi che non si spostano di una breccola qualcosa te la devi inventà pe' forza.
La pulce all'orecchio degli inquirenti, dove non si esclude qualche ufficiale sciarpato, però non arriva solo da venditori di fumo de noantri.
L'input per certi pensieri (e retropensieri) siamo molto spesso NOI i primi darlo.
Tutti "noi", almeno una volta a testa ci siamo cascati, chi più chi meno.
Anche noi, e forse ancora prima di tutti, abbiamo sollevato il dubbio su certe operazioni societarie quando esisteva il mostro a due teste con la Salernitana.
Tanti di NOI si sono scervellati a leggere bilanci, fatture, scontrini molto ma molto prima dei "grigi" dell'altro giorno e non per un moto di protezione nei confronti della NOSTRA Lazio ma per poter puntare il dito verso il "mostro" Lotito.
Sia chiaro che non sto accusando altri di cose che, in altre forme, ho fatto anche io.
I bilanci non ci perdo tempo a leggerli perchè sparerei solo caxxate.
Però il mio giudizio umano e anche "imprenditoriale" su Lotito non me lo sono mai tenuto nascosto.
Questo perchè come forma mentis NOI abbiamo una conformazione opposta rispetto a quegli altri.
Per anni abbiamo avuto al vertice del giornalismo sportivo (quando esisteva) delle colonne come Galeazzi e Maffei.
Noi lo sapevamo da sempre di che colore era il loro cuore ma il resto del modno lo ha scoperto molto ma molto dopo.
Questo perchè LORO, quell'altri, prima si presentano come apparteneneti al magico popolo poi come giornalisti, avvocati, stagnari, papponi, ecc.
NOI no.
NOI quella radice carbonara del Laziale arcaico, quello del pre-Chinaglia, ce la portiamo sempre dietro.
NOI la Lazio la scegliamo ma e ce la teniamo, intimamente, nel cuore e quando incrociamo quella luce negli occhi di qualcun altro la riconosciamo quasi telepaticamente.
Facciamo quello che dobbiamo fare, ricopriamo i nostri ruoli e poi... sul più bello... SBAM!
Come il quadro di Novecento.
Glielo sbattiamo in faccia e alziamo il fortino.
E' per questo che se vediamo qualcuno che non ci piace con in mano il timone della nostra nave non ce lo teniamo dentro, a costo di non farla andare avanti la nave.
La società però è cambiata.
E' sempre più lo scimmiottamento degli anni 20 del XX secolo dove si viveva per slogan dettati da altri, anche a costo di fare porcherie inenarrabili.
Solo perchè lo streaming (e mò multateme) porta in quella direzione.
In questo contesto la dobbiamo smettere, la DEVO SMETTERE, di dare spunti a chi, per abitudine, non aspetta altro che qualcuno li imbocchi per prendere una strada.
Lotito prima o poi passerà e io spero di esserci ma anche quando non ci sarò più la LAZIO ci sarà.
I LAZIALI ci saranno.
Pochi, felici pochi, manipolo di fratelli... ma veramente non solo su uno striscione.