Ariecchime.
In questi giorni mi sono sentito meno solo.
Il 15 marzo ho iniziato il mio sciopero bianco, senza manifestazioni, senza proclami ma solo con la mia totale assenza, a 360 gradi.
Lo dicevo a chi mi rivolgeva la solita domanda retorica "Allora sta Lazio"?
Nella migliore delle ipotesi la reazione era il silenzio ma spesso c'era "ma come fai"?
E tu come fai a guardare quella cosa continuando a pensare che sia la Lazio?
E lo dicevo anche dopo le vittorie, dopo la qualificazione all'Europa che, ribadisco, durante la mia adolescenza era un miraggio quanto un appuntamento con Claudia Schiffer.
Lì qualcuno ha cominciato a vacillare, a capire che nella mia ribellione i risultati non c'entrano e mai ci sono stati.
C'è voluto un Tommaso Paradiso ispirato (complimenti) e quel povero Cristo di Baroni, colpevole solo di avere un ingaggio talmente basso da non sembrare vero a chi va a caccia di occasioni per avere una rogna in meno dalla Lazio.
Oggi sento parlare di una manifestazione (dove? quando? non mi fate leggere mesi di topic che se non sono incastrato da altri impicci tipo la vita vorrei esserci) chiaramente pilotata e condizionata da altri interessi che poco c'entrano con la Lazio, quella vera.
Però è pur sempre un'occasione per contarsi, perchè deve essere il primo passo.
Quello successivo è ribaltare il negativo di questa partecipazione di massa con un deserto assoluto, sugli spalti, ai botteghini, pure in TV per chi ce la fa.
Si dice che lo stadio vuoto non lo ha mai spaventato.
E perchè quello pieno che lo manda affanculo sì?
Lo stadio vuoto, gli abbonamenti a zero, lo share zottozero per le partite non ce lo ha mai avuto.
Deve cominciare a sentirsi circondato dall'oblio, che è l'unica cosa che teme.
Davanti a migliaia di persone in piazza che lo insultano avrà una serie di erezioni che manco tre scatole di Viagra!
Ma davanti al nulla si guarderà intorno e vedrà i suoi compagni (tiè) di partito che lo guardano storto perchè consapevoli che il vuoto, l'oblio, è contagioso... e in politica è la morte.
Tre mesi interi senza Lazio, per colpa sua.
Ho un dolore dentro che se solo uno dei colpi che gli mando tutti i giorni lo raggiungesse ci sarebbe un cratere al posto di San Sebastiano.
Per uno che si vanta di essere il proprietario materiale della Lazio, uno che quindi dovrebbe essere il custode del patrimonio immenso che è tutta l'entità immateriale della SS Lazio, me compreso.
Il mio dolore è un peccato mortale per quello che dovrebbe essere il custode della Lazialità.
Nel ricordarglio cosa vuol dire essere il Presidente, con la P maiuscola, no ricordiamogli più Cragnotti e Lenzini solo perchè hanno vinto, o Longo perchè gli volevamo bene tutti.
Ricordiamogli un piemontese, torinista, Gian Marco Calleri, che quando ha visto affacciarsi la luce della Cragnotti & Partners non ci ha pensato un secondo a cosa fosse meglio per la Lazio, la SUA e la NOSTRA Lazio.
E magari c'aveva qualche figlio da sistemà pure lui...
Mi manchi tanto Lazio mia, ma mica dal 15 marzo, da tanto di quel tempo che me so stufato de aspettà facendo sempre le stesse cose, con gli stessi travasi di bile.
Te sei ingrassato abbastanza con la mia passione, trova qualche altra mangiatoia.