Citazione di: mr_steed il 26 Gen 2025, 11:07
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Profondo rosso, spese folli e zero risultati: alle radici della crisi del Manchester United
Ruben Amorim, l'allenatore scelto da poco tempo, ha sentenziato: "Questo è il peggior United di sempre". E forse ha ragione. Qui vi spieghiamo perché
https://www.repubblica.it/dossier/sport/laltra-domenica/2025/01/24/news/manchester_united_spese_folli_e_zero_risultati_i_perche_della_crisi-423957400/?ref=RHLM-BG-P22-S3-T1
Profondo rosso, spese folli e zero risultati: alle radici della crisi del Manchester United
di Luigi Panella
LONDRA - C'è uno United più maledetto di questo? Certo, i rossi di Manchester hanno vissuto tragedie peggiori nella loro storia, come l'incidente aereo di Monaco nel 1958 che decimò la straordinaria generazione dei "Busby babes". Ma lo stesso nuovo allenatore degli ex indemoniati Red Devils, il 39enne portoghese Ruben Amorim, ha ammesso che questo "è forse il peggiore Manchester United di sempre", in 131 indimenticabili anni di storia. Frasi di cui si è poi pentito, almeno a livello pubblico. Ma è quanto pensa davvero. Altrimenti, domenica scorsa dopo l'umiliante sconfitta in casa contro il Brighton per 3-1, non sarebbe esploso negli spogliatoi per sfasciare un televisore davanti ai giocatori altrettanto distrutti.
(reuters)
Forse non è il peggiore United di sempre, come quello in seconda divisione nel 1930, giorni bui per dirla alla Churchill. Ma poco ci manca. L'orrida prima parte di questa stagione in campionato - sette vittorie, cinque pareggi e dieci sconfitte - relega il Manchester al 13esimo posto con 26 punti, a 24 dalla capolista Liverpool. Peggio, nella storia recente, aveva fatto soltanto nella stagione 86/87, prima di un ottimo secondo posto l'anno dopo.
Amorim non sta facendo meglio del suo insultato predecessore Erik ten Hag, che con quel suo "dobbiamo capire" e "ci vuole tempo" aveva esasperato i tifosi dei Red Devils. Eppure l'incompreso tecnico olandese, in due stagioni e mezza ha comunque vinto una FA cup e una Coppa di Lega. E nelle sue prime undici partite di Premier League aveva totalizzato quindici punti. Mentre l'ex Sporting Lisbona, considerato un allenatore prodigio, ha fatto sinora peggio: soltanto undici punti, uno a partita, e tre vittorie. La sofferta vittoria di ieri sera contro i Rangers Glasgow in Europa League ha dimosrato come la crisi sia ancora profonda.
Ruben Amorim attuale allenatore del Manchester United
Ruben Amorim attuale allenatore del Manchester United (afp)
Certo, i madornali problemi dello United sono strutturali, quasi atavici. A volte si dimentica che solo tre allenatori sono riusciti a vincere la massima serie del campionato inglese con i Red Devils. Ovvero, Ernest Mangnall e due leggende infinite: Matt Busby, con i suoi tragici fenomeni "babes" e Bobby Charlton, e ovviamente Sir Alex Ferguson.
Da quando lo scozzese ha lasciato nel 2013 dopo 27 anni al comando, nemmeno (ex) santoni del calcio come Mourinho e Van Gaal sono riusciti a resuscitare lo United, nonostante una Europa League e qualche altra parca soddisfazione. Non a caso, un altro vituperato predecessore di Ten Hag come il tedesco Ralf Rangnick denunciò che "servirebbe una operazione a cuore aperto per salvare lo United...".
Rangnick chi?, chiese con sprezzo Cristiano Ronaldo. Il ritorno dell'ingombrante campione portoghese nel 2021 paradossalmente è stato venefico per questa gloriosa squadra, come del resto già accadde alla Juventus poco prima. Il Manchester United stava risalendo la china con Solskjaer allenatore. Poi l'atterraggio di un extraterrestre (in tutti i sensi) come CR7 ha ristravolto equilibri e gerarchie, per far risprofondare lo United nelle tenebre.
Ma non è solo "colpa" di Ronaldo. Lo United in questi anni ha buttato i soldi dalla finestra, sprecando 800 milioni di euro in flop e fiaschi clamorosi, come il brasiliano Antony (pagato cento), Hojlund dall'Atalanta (70), Lisandro Martinez (57 milioni), il fantasma di Mason Mount per 65 milioni, Onana (50) che in due stagioni con già dieci papere ha quasi pareggiato quelle di De Gea (17) in 12 anni, fino a un'ex colonna spaesata e irriconoscibile come De Ligt per altri 45 milioni. Tutte comparse tragicomiche in questo teatro dell'assurdo dello United. Persino un campione come Casemiro, arrivato a fine carriera per un'altra settantina di milioni, ora vegeta in panchina.
Per far capire la schizofrenia dell'attuale United, questa è una delle squadre che attualmente passa di più in Premier League, ma è anche quella che lo fa più all'indietro. Penultima nel numero di cross, ha una percentuale di realizzazione di palle gol del 9%. Ma soprattutto, è evidente che molti giocatori non sappiano assolutamente cosa fare in campo, anche a causa del 3-4-3 subito imposto da Amorim e ancora da incorporare in questa squadra sempre più depressa. Risultato: anche quei pochi giovani talentuosi che ci sono, come l'argentino Garnacho, ora potrebbero fare le valigie (rotta Napoli, nel caso specifico).
Certo Ten Hag ha approvato questi scellerati acquisti. Ma la dirigenza americana dei Glazer, per anni, non ha mai avuto un vero progetto, pensando principalmente al marketing. Ora al timone della società c'è un illuminato come Sir Jim Ratcliffe, il patron di Ineos e secondo britannico più ricco al mondo, che viene dalla working class e in carriera ha già resuscitato aziende moribonde.
Insomma, non ci potrebbe essere presidente migliore per cercare di rialzare questa squadra leggendaria e devastata. Ma la strada è ancora molto lunga. E le idee estremamente confuse. Basti pensare che lo stesso dirigente che ha portato Amorim a Manchester, Dan Ashworth, ha lasciato lo scorso dicembre solo dopo cinque mesi da direttore sportivo. A riveder le stelle, maledetto United. Ma quando?