Non voglio entrare nel merito del giusto/sbagliato (anche se sono d'accordo con chi ritiene un tantinello eversiva la scelta di passare telefonate private a quotidiani amici....), ma c'è un punto che mi sta a cuore. Anzi, due.
1) Da quando è asceso alla pubblica notorietà, Lotito non ha fatto nulla per nascondere la sua voglia di cambiamento. Ha dichiarato guerra ai procuratori (cfr. siti web gestiti da costoro che non fanno altro che infilzarlo); ha aperto lo stato di belligeranza con gli arbitri (cfr. Nicchi e ultime gare della SS. Lazio); si è mandato a quel paese con Agnelli e Marotta, con Pallotta e Baldissoni; ha aperto contenziosi in Lega pro; ha chiarito che è sua intenzione modificare il "mondo calcio"; ha subito vertenze su vertenze (Pandev, Zarate, Petkovic per citarne solo alcune). Insomma non fa altro che preannunciare condanne e ghigliottine.
2) Entrato nel salotto buono si è assoggettato (di gusto? Temo di sì....) al montare della sua personalità egocentrica. Già all'avvio ("parlo di calcio, non di pallone") era convinto di avere mezzi e metodi che lo facevano stare un gradino sopra gli altri ("prestito con diritto di riscatto l'ho inventato io"), ma col crescere del suo peso esponenziale, il difetto è cresciuto tanto da trasformarsi più o meno in una forma di megalomania.
Lui ci crede, per carità. E magari non ha una, ma mille ragioni da vendere. Del resto uno non accatta 18 sostegni su 20 in serie A se non offri lauti guadagni e idee che possono andar bene a società squattrinate o sull'orlo del fallimento.
Ma c'è un "però". Ed è quello costituito da chi ha molto interesse ai quattrini ma poco o nullo al che si possa cambiare lo stato di tutte le altre cose: dal fpf al sorteggio arbitrale, da un maggiore sostegno finanziario alla Lega pro (il nostro si è preso la Salernitana, la Juve vuole invece le squadre B in Lega pro) alle zeppe da mettere ai procuratori. Non è da ritenere insomma un caso che Juve e Reuma partano all'attacco. Forse altre seguiranno (il Milan ad esempio ha posizioni diverse sui procuratori, cfr. rapporti con Raiola).
Qual è il punto debole del sistema calcio, ad oggi? La Lega pro. Troppe squadre, costi elevati, pochi spettatori, briciole tv. Macalli non argina la protesta perché non ha quattrini. Juve e Reuma (ad es.) possono essere fornitrici di prestiti interessanti e magari a costi assai contenuti. E allora si parte in guerra. L'obiettivo è far fuori non tanto Tavecchio (che tanto è un poveretto che l'anno prossimo sparisce) ma la "grande riforma" che Lotito sogna e non fa mistero di voler attuare costi quel che costi.
Giusto o sbagliato sia il suo ideale di calcio, c'è molto di più in ballo in questa querelle di quanto possa far pensare una misera telefonata regalata (o venduta?) ad un giornale che non ha fatto mai mistero di stare al fianco dei vecchi poteri forti.
C'è il futuro del calcio in questo paese. In cui tutti (cfr. quotidiani e radio di alcuni giorni fa) ammettono che mai più potranno accadere miracoli tipo Verona o Cagliari scudettati, ma poi gli stessi tutti inorridiscono se Lotito si azzarda a dire che un Carpi-Sassuolo rischia di far impoverire gli incassi da proventi tv....