Claudio Lotito (Topic ufficiale)

Aperto da gentlemen, 10 Ago 2014, 01:36

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bak

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E già, repubblica di salotto non gli avrà passato di sottecchi neanche un centesimo per la bobina dell'intercettazione ...
Oppure pensava che Lotito lo accogliesse a paste e spumante, dopo tutto il fango tiratogli contro.

A Iodice ma vattene a fan q.

er polipo

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Citazione di: Sbracchiosauro il 20 Feb 2015, 01:17
Ma guarda che io so serenissimo, talmente sereno che me so annato a sfondà dimenticandomi la dieta e tutte ste discussioni.
Del resto io ho le mie idee che restano tali indipendentemente da quelle dei pallottiani, non devo mica vedè dove si schierano loro per rafforzare le mie idee.
Il vero problema è che qua si vive quotidianamente incasellati al proprio posto dentro una trincea e non si possono discutere i contenuti perché troppo spesso tutto viene tagliato con accette mostruosamente grosse e grossolane.
Delle riforme proposte si sa poco, e quel poco che si sa è per me inutile e a tratti persino dannoso, e sarebbe uguale se l'avesse proposto Gesù in persona (non il nostro gesoolio).
Molta roba è scopiazzata para para, e dichiaratamente, da paesi stranieri che però hanno contesti e situazioni non paragonabili alla nostra.
Un po' come le ricette per eliminare gli ultras violenti dagli stadi, che sono state copiate dagli inglesi e hanno portato risultati ridicoli.
Altre cose sono state applicate identiche a come vengono proposte da lotitavecchio nel mondo del basket italiano dalla federazione pallacanestro, in un contesto simile ma con diritti tv ovviamente proporzionati al mercato differente.
E il risultato è che la terza lega non la segue nessuno, quasi manco i tifosi delle rispettive squadre, i giocatori italiani costano molto più di quello che valgono per via del numero minimo obbligatorio, la nazionale fa ride uguale e i vivai sono dimenticati perché conta il numero di giocatori che riesci a produrre e non la qualità.
E in quella che sarebbe la serie b già due squadre sono fallite e si sono ritirate, e un paio di altre gioca con le riserve e la juniores.
Questo perché le idee che sono state portate dai gruppi dirigenti come innovazioni per favorire la competizione e il livellamento verso l'alto hanno ottenuto gli effetti esattamente opposti, livellando tutto verso il basso e ampliando il divario tra le superpotenze e le piccole.
E ottenendo in campo internazionale gli stessi ridicoli risultati di prima, se non peggio.

Su quanto hai scritto sopra sfido chiunque a non essere d'accordo. L'assunto di fondo è che il livellamente deve avvenire verso l'alto, per aumentare la base di partenza sulla quale effettuare una ripartizione più equa (per le piccole) e più stabile (per le grandi) di quanto avviene ora.
Se cosí non fosse, non servirebbe a nulla.
Ma un sistema che, alle merde del 2013, distrutte calcisticamente anche grazie alla coppa che j'avemo arzato in faccia, consenta di indebitarsi in modo pazzesco drogandone le finanze per poter risollevarsi e poi fare il campionato che fece l'anno scorso (oggettivamente molto buono, anche non volendo considerando gli arbitri), alla faccia delle altre squadre che invece hanno perseguito una programmazione più seria mantenendo una certa virtuosità manageriale, è un sistema che alla lunga il calcio lo distrugge, semplicemente perchè diventerebbe un'industria non più sostenibile.
In questo, Lotito ha ben chiara la prospettiva sistemica, e la Lazio è stata pensata e finora gestita (con alti e bassi, ovvio) proprio alla luce di questa prospettiva.
Ecco perchè la battaglia di Lotito è funzionale alla Lazio.

Citazione di: gaizkamendieta il 20 Feb 2015, 10:07
tra l'altro ricordo qui uno STRACCIAMENTO di vesti generale (magari di quelli che oggi dicono un gran bene di questo programma) quando galliani parlava di campionato europeo di solo big (con la lazio esclusa ovviamente) sempre per motivi di soldi ...... cosa che se andiamo a stringere è cio' che cerca lotito nell'ambito italiano.
Fantastici sti principi ideologici dei tifosi... se tocca a me non va bene se tocca agli altri si fa per il bene calcio!

Nel programma Lotito-Tavecchio, domani un Carpi può tranquillamente salire in Serie A, e ne avrebbe tutto da guadagnare. Nell'idea cui ti riferisci, se non ricordo male, il circolo era chiuso e avrebbe davvero ammazzato il calcio italiano.
Non ci noti alcuna differenza?

porgascogne

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Citazione di: fish_mark il 20 Feb 2015, 11:17
In questa pagina ci sono tre post di Sbracchiosauro che inquadrano esattamente, al millimetro, tutte le mie (e non solo le mie) perplessità di questa battaglia

idem

fish_mark

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In ogni caso
se volemo fa i tifosi allora possiamo e dobbiamo volere lo sterminio delle merde, così come della giuve e der mila perché no!

se invece abbiamo una minima contezza di quello che significa un movimento sportivo che produce gli itneressi e i soldi (soprattutto i soldi) come il calcio allora queste idee devono essere messe da parte. Un campionato senza le grandi non ha senso alcuno ecco quindi che il rigore della norma cede il passo al rigore della politica e così è sempre stato in ogni settore con fortissimi interessi.

Le merde barano con una politica di bilancio spavalda? Lo faranno finché potranno (fincHè avranno linee di credito) e non sarà all'infinito, come accade del resto in tutta Europa, nei vari campionati più cool, dove le grandissime che producono centinaia di milioni di fatturato hanno anche centinaia di milioni di debiti e spendono e spandono a piacimento sbattondesene allegramente del rigore di bilancio (che il PSG neanche si pregia di pubblicare) ...


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er polipo

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Citazione di: fish_mark il 20 Feb 2015, 11:17
...
La prospettiva rigorista che si propone è soltanto il riflesso della vocazione minimalista di un'Italia calcistica invecchiata, avvizzita nelle passioni, dipendente unicamente, sia i tifosi che i padroni del vapore, dalle illusioni catodico-satellitari.

Abbiamo opinioni diverse. Secondo me, quella che tu chiami prospettiva rigorista è l'unica prospettiva possibile nella quale rendere l'industria "calcio" sostenibile. E, sempre secondo me, la tua è una visione nostalgica, che guarda al passato e non vuole accettare che il futuro sta andando in un'altra direzione. Magari meno romantica, ma forse -e anche per questo- più giusta.

fish_mark

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Citazione di: porgascogne il 20 Feb 2015, 11:26
idem

quando ho scritto quelle due righe ho pensato a te ... :D

Citazione di: er polipo il 20 Feb 2015, 11:27
Abbiamo opinioni diverse. Secondo me, quella che tu chiami prospettiva rigorista è l'unica prospettiva possibile nella quale rendere l'industria "calcio" sostenibile. E, sempre secondo me, la tua è una visione nostalgica, che guarda al passato e non vuole accettare che il futuro sta andando in un'altra direzione. Magari meno romantica, ma forse -e anche per questo- più giusta.

secondo me la sostenibilità del calcio dipende unicamente da una distribuzione delle risorse che i presidenti di A vorrebbero tutte per se, mentre i presidenti delle serie minori vorrebbero un po' per loro. E allora la contesa nasce perché ogni anno c'è questa elemosina delle grandi di serie A che concepiscono il movimento calcistico ispirato al celebre battuta di Totò Le moko "tutto a me e niente a te".
Se il presente è così grigio e dalle prospettive ancora più grigie, dimme pure passatista!
Se vuoi recuperare posizioni, non parlo soltanto di Lazio, ma di calcio italiano in generale, devi fare tante cose, una tra tutte è spendere di più, meglio, ma di più.

PS nella telefonata incriminata viene citato il dato dei contratti dei diritti TV per il prossimo triennio che porteranno al calcio italiano circa 3,5 mld di euro. Un dato molto positivo, secondo le parole del presidente.
In Inghilterra hanno spuntato il doppio: circa 7 mld di euro.

PSbis Un elemento naturale del paesaggio del calcio italiano, che naturale proprio non è e che vizia i rapporti tra società e TV, sarebbe anche la commistione tra una squadra di calcio e il suo proprietario che, combinazione, sarebbe anche azionista di controllo di una TV che produce le partite per il digitale terrestre.
Ma la RAI non potrebbe ...?
Quante coincidenze ...

DajeLazioMia

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A me sembra che il sistema calcio italiano negli ultimi anni abbia presentato una serie di fallimenti di società (in tutte le categorie) piuttosto imbarazzanti.
Per me prima bisogna migliorare questa situazione garantendo stabilità al sistema e distribuendo meglio le risorse, poi ogni squadra potrà in base alla proprietà e alla capacità di incrementare le risorse accrescere il proprio potenziale tecnico e strutturale.
Altrimenti facciamo un far west dove vale tutto e il contrario di tutto e paragoni con club che hanno alle spalle imperi economici e fatturati da capo giro (marketing e stadi di proprietà) sono poco credibili, imho.

fish_mark

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Citazione di: DajeLazioMia il 20 Feb 2015, 11:49
A me sembra che il sistema calcio italiano negli ultimi anni abbia presentato una serie di fallimenti di società (in tutte le categorie) piuttosto imbarazzanti.
Per me prima bisogna migliorare questa situazione garantendo stabilità al sistema e distribuendo meglio le risorse, poi ogni squadra potrà in base alla proprietà e alla capacità di incrementare le risorse accrescere il proprio potenziale tecnico e strutturale.
Altrimenti facciamo un far west dove vale tutto e il contrario di tutto e paragoni con club che hanno alle spalle imperi economici e fatturati da capo giro (marketing e stadi di proprietà) sono poco credibili, imho.

Sì, ma perché ci sono i fallimenti? E soprattutto, da quando in particolare?

Una risposta potrebbe essere da quando le società di A - in particolare le grandi (a cui si accodava anche Cragnotti) - hanno cominciato a mettere in discussione e poi a rompere il principio della mutualità, proprio nel momento in cui il perimetro del professionismo aumentava con la A a 20, la B a 22, la C e molto altro ancora.

se riduciamo tutto all'esigenza di una una attenta e scrupolosa politica di bilancio - che pure esiste - diamo una risposta molto parziale a un fenomeno che per la sua vastità presenta problemi politici di fondo.

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DajeLazioMia

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Citazione di: fish_mark il 20 Feb 2015, 11:55
Sì, ma perché ci sono i fallimenti? E soprattutto, da quando in particolare?

Una risposta potrebbe essere da quando le società di A - in particolare le grandi (a cui si accodava anche Cragnotti) - hanno cominciato a mettere in discussione e poi a rompere il principio della mutualità, proprio nel momento in cui il perimetro del professionismo aumentava con la A a 20, la B a 22, la C e molto altro ancora.

se riduciamo tutto all'esigenza di una una attenta e scrupolosa politica di bilancio - che pure esiste - diamo una risposta molto parziale a un fenomeno che per la sua vastità presenta problemi politici di fondo.
Non si tratta di una scrupolosa politica del bilancio, ma di una stabilizzazione del sistema per evitare che in serie A si faccia un girone di ritorno con una squadra virtualmente fallita, o che in B o Lega Pro saltino diverse squadre e si ricorra a ripescaggi o a promozioni non sul campo di squadre dilettanti. Questo è l'inizio, la base, poi puoi pensare a crescere, puoi costruire stadi, migliorare il marketing, trovare sponsor da 20 mio l'anno, etc... Chi te lo impedisce?
Te che idee hai in merito? Che faresti?

fish_mark

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Citazione di: DajeLazioMia il 20 Feb 2015, 12:02
Non si tratta di una scrupolosa politica del bilancio, ma di una stabilizzazione del sistema per evitare che in serie A si faccia un girone di ritorno con una squadra virtualmente fallita, o che in B o Lega Pro saltino diverse squadre e si ricorra a ripescaggi o a promozioni non sul campo di squadre dilettanti. Questo è l'inizio, la base, poi puoi pensare a crescere, puoi costruire stadi, migliorare il marketing, trovare sponsor da 20 mio l'anno, etc... Chi te lo impedisce?
Te che idee hai in merito? Che faresti?

Le mie idee? Ne ho poche e anche confuse, frutto di una conoscenza a dir poco approssimativa del fenomeno, quindi di certezze ne ho poche.
Posso dire, sommariamente, che preferirei una distribuzione molto più omogenea dei diritti TV non solo e non tanto tra le società di A, ma anche verso le serie minori, una restrizione dello spazio del professionismo, con una A a 18, una B a 20 e una Lega Pro con pochissimi gironi. Quindi un trasferimento di risorse più massiccio soprattutto verso il dilettantismo e le giovanili da dove provengono la passione e i talenti, mentre mi incuriosisce l'idea del superamento della Primavera (una battuta: lo scudetto primavera è importante, ma non fondamentale e soprattutto un conto è prendere un giocatore dai 13-14 anni e portarlo in prima squadra un'altro è cercarlo in mezza Europa a 15 e portarlo in primavera).

Poi su questo la struttura per il controllo dei bilanci può e deve esprimere la sua funzione, ma non è un altare su cui immolare il futuro del calcio, non è l'unico strumento per recuperare efficienza e competitività. La stabilizzazione  si fa al pronto soccorso per pazienti gravi; le medaglie non si vincono in corsia.

E per spuntare i contratti munifici con sponsor e TV, per ridare al campionato le storie e i campioni di una volta non serve il commercialista, ma ci vogliono imprenditori con visione, cultura, coraggio, esperienze, anche rischiando qualche crollo importante.
Ad esempio, negli anni 80 il Milan andò due volte in B. Poi arrivò Berlusconi. La Giuve spadroneggiò per 5-6 anni, poi fu messa ai margini dai nuovi competitor come Napoli e Sampdoria squdroni costruiti con tanta fantasia e TANTISSIMI soldi da due imprenditori come Ferlaino e Mantovani che non avevano multinazionali.

Basta co Buffetti! Aridatece Rossetti!

DajeLazioMia

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La prima parte è abbastanza simile al programma Lotito mi pare.
Tutto il resto è una conseguenza secondo me. La stabilità è l'anticamera della crescita non un suo avversario.
Magari un Bertarelli in un sistema solido e sano può pure pensare di entrarci per investire e vincere.

fish_mark

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Citazione di: DajeLazioMia il 20 Feb 2015, 12:27
La stabilità è l'anticamera della crescita non un suo avversario.


La stabilità è l'anticamera dell'immobilismo. Se sei stabile sei fermo.

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che...siusta

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Citazione di: fish_mark il 20 Feb 2015, 12:36
La stabilità è l'anticamera dell'immobilismo. Se sei stabile sei fermo.

non proprio fish, se hai basi solide puoi pensare di cerscere, se non le hai sei solo un illuso, puoi pensare di vincere magari alla lotteria, ma questo vale per tutto, non solo in economia

DajeLazioMia

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Citazione di: fish_mark il 20 Feb 2015, 12:36
La stabilità è l'anticamera dell'immobilismo. Se sei stabile sei fermo.
La penso diversamente. Stabilità non è sinonimo di immobilismo.
Si può progredire solo nella stabiltà imho (delle regole, del sistema, delle stutture).
Il contrario di stabilità è precarietà.
Nella precarietà non progredisce nulla se non casualmente e prepotentemente.
Non conosco nessun imprenditore che possa pensare di investire in un contesto non caratterizzato dalla stabilità, diventa un gioco d'azzardo non un investimento.

scintilla

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Citazione di: Sbracchiosauro il 20 Feb 2015, 01:21
Le tv, come gli sponsor e come gli spettatori, hanno benefici se il campionato si livella verso l'alto.
Se si livella e basta, alle tv non cambia nulla, se non la riduzione del numero totale di partite.
Gli sponsor non pagano e la gente non se va a vedè partite squallide.
Ragionassero su come riportare qualità nei giocatori, chè l'imposizione di un tetto salariale legato al bilancio, il fpf, di certo non aiuta a permettersi i fenomeni che un tempo facevano a gara pe venì a giocà in italia, strisciate o meno, e che vogliono soldi per giocare.
Se continueranno a fare acquisti in saldo tra gli scarti degli altri campionati maggiori, puoi ridurre pure a 4 il numero di squadre, sempre scarti altrui resteranno e nessuno pagherà per vederli giocà.

Gli ultimi 15 anni di calcio europeo hanno dimostrato l'esatto contrario.
I fenomeni ora se li possono permettere i club che hanno capito in anticipo che la strada da percorrere non poteva essere solo quella di cartellini e monti inaggi a debito, ma piuttosto quella di farli per gli stadi per far crescere il fatturato e diversificare i ricavi.

Il gap con i club italiani, che oggi è difficile da colmare, si è formato così.
Con poche eccezioni, fra cui PSG e MC,  tutti i grandi club dove giocano i fenomeni attualmente rispettano le regole del FPF.

Nel momento in cui quei club si ponevano degli obiettivi di medio termine per colmare il gap che all'epoca vedeva le italiane in vantaggio, da noi  Napoli e Fiorentina, Parma e Lazio portavano i libri in tribunale, le merde venivano tenute a galla da Unicredit, e chi ancora reggeva la competizione era solo grazie ai soldi di Berlusconi e Moratti, che, anche volendo, ora non potrebbero più colmare la differenza che si è creata con club che fatturano il triplo dei loro.

Se Cragnotti, per esempio, ai primi scricchiolii dopo l'entrata in borsa e lo scudetto, quando  aveva bisogno di vendere  prima della chiusura del bilancio annuale per sistemare i conti con le plusvalenze,  avesse  investito i soldi di Nedved sul Flaminio (ripeto, un esempio) invece che su Mendieta, dando una certa solidità al club a prescindere dal gruppo industriale che aveva alle spalle, sarebbe stato un bene o un male?

Io dico un bene, e non per questo mi sento un "tifoso del bilancio".
Critico Lotito per la l'eccessiva rigidità della sua gestione, ma non posso essere manco tifoso dei debiti che, quelli sì,  prima o poi,  ti costringono ad essere schiavo dei conti.
Soprattutto non posso essere tifoso dei debiti degli altri, visto che da noi, Fpf o non Fpf, Lotito i debiti non li farà mai.

sweeper77

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cragnotti investì su formello, che fu una sorta di ancora di garanzia.
e avrebbe voluto cambiare 11/11 dei titolari dello scudetto, e forse avremmo avuto un destino ben diverso.

scintilla

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Citazione di: sweeper77 il 20 Feb 2015, 12:59
cragnotti investì su formello, che fu una sorta di ancora di garanzia.
e avrebbe voluto cambiare 11/11 dei titolari dello scudetto, e forse avremmo avuto un destino ben diverso.

Giusto.
Infatti lo sapeva pure Cragnotti qual'era la strada da percorrere, purtroppo per noi non fece in tempo, se non per Formello. E sappiamo quanto c'è stato utile quando abbiamo dovuto affrontare la problematica irpef quell'investimento.

DajeLazioMia

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Citazione di: sweeper77 il 20 Feb 2015, 12:59
cragnotti investì su formello, che fu una sorta di ancora di garanzia.
e avrebbe voluto cambiare 11/11 dei titolari dello scudetto, e forse avremmo avuto un destino ben diverso.
Poteva farlo, ma non lo fece (e Formello ci ha dato una bella salvata). Sono sicuro che potesse tornare indietro cambierebbe molte cose della sua gestione soprattutto da un certo punto in poi.
Cragnotti, ma anche Sensi il modello che alcuni auspicano ce lo hanno già mostrato e i risultati mi sembrano evidenti (almeno che "vojo vince sticaxxi del fallimento" ma non condivido).
Più ti indebiti per beni aleatori (i calciatori) più arrivi ad un punto di non ritorno.
Diverso come dice Scintilla se investi nelle strutture e poi con il ricavato investi sui calciatori.
A me questo tipo di concetto non sembra sbagliato, investire ciò che puoi investire non significa investire poco ma cercare di aumentare al massimo i soldi da poter investire attraverso strutture e iniziative improntate alla stabilità, non oggi c'è domani boh.
Ma sono punti di vista.

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arturo

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Citazione di: fish_mark il 20 Feb 2015, 12:36
La stabilità è l'anticamera dell'immobilismo. Se sei stabile sei fermo.

quindi o buffi o morte?  :beer:

Monsieur Opale

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Sono tempi duri, gli echi della crisi riverberano anche sul calcio, eh!
Si fa presto dire: "i campioni"...

O si gioca a poker, con i rischi che comporta (e il rischio per noi che non siamo le merde è enorme) o si cresce partendo dalla stabilità.
Con una sorta di piano quinquennale sovietico

Non credo ai trucchetti, ai bond spazzatura, al rischio calcolato.
Magari le merde possono fare ste cose, noi finiremmo in Eccellenza in una batter di ciglia.

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