Citazione di: WhiteBluesBrother il Ieri alle 00:33Da fonte certa: gli Ultras non si abboneranno.
Poi non so cosa stanno organizzando per la stagione (a parte la sicura partecipazione alle trasferte), per continuare comunque ad essere in qualche modo "presenti" ma fuori.
Questa è una notizia eccellente, un passo nella giusta direzione.
Il prossimo passo è invitare al boicottaggio e all'interazione negativa sui social tutti gli sponsor, piccoli e grandi.
Boicottare DAZN.
E, infine, coagulare la protesta contro l'assegnazione del Flaminio fino a quando alla Presidenza della SS Lazio ci sarà il senatore Claudio Lotito.
È assurdo che il Comune possa pensare di dare le stimmate della pubblica utilità ad un progetto utile solo al Senatore. Perché senza di noi non c'è nulla di "pubblico".
Nei giorni scorsi ho letto interventi informati e colti sulla definizione di "pubblica utilità": per carità, tutto verissimo e corretto. Ma, se ci caliamo nella realtà, sappiamo tutti che neanche il signor Caltagirone può richiedere la pubblica utilità per fagocitare il Flaminio: c'è bisogno di una società sportiva, che sia una società sportiva seguita, che le persone possano ragionevolmente fruire di questo bene.
È arrivato il momento di smontare il castello lotitiano pezzo per pezzo: la Lazio non ha un nome e cognome. La Lazio esiste se ci sono i Laziali.
Stamattina su Sky Sport parlavano di Iraola al Liverpool.
La new wave dei tecnici spagnoli sta travolgendo l'Europa intera: concetti nuovi, metodi differenti. E poi ci sono i tecnici della scuola tedesca, cresciuti all'ombra di Klopp e del gegenpressing.
In questo contesto noi affidiamo la panchina a Rino Gattuso.
Mi pare una fotografia esatta di cosa sia diventata la Lazio e di chi sia Claudio Lotito.
Siamo al palo, ancorati con zavorra mastodontica al secolo passato.
Unico orizzonte il mattone.
Continuando così le nostre discussioni verteranno sulla percentuale di cemento per un buon calcestruzzo, altro che il già tristissimo Artistico.