Quando il sistema è mal impostato, pieno di falle e succube di amichettismi assortiti è molto difficile che un manager, seppur illuminato, arrivi e rivoluzioni in meglio l'apparato.
Il tema, come nella nostra politica, sarebbe avere la capacità intanto di definire nei singoli settori (giovanile, amministrativo, sportivo, tecnico, etc.) di TUTTE le ramificazioni regionali e provinciali del calcio persone affidabili, brave e "nuove". Dopodiché vai alla parte più alta della piramide e ci metti manager di specchiata professionalità e suoi diretti collaboratori che siano eccellenze nel loro campo (ex calciatori non analfabeti, ex dirigenti sportivi non corrotti, professionisti in grado di ripartire con entusiasmo e idee nuove).
Purtroppo è un lavoro lungo e difficile, ma se non parti dal basso poi finisci (come accadrà) a mettere i soliti mestieranti amati da qualche reparto della federazione e dalla politica e qualche nome appariscente a ricoprire ruoli di cui non si capisce esattamente le funzionalità che rilascerà interviste buone a far esaltare qualche espertone da social ma che, nei fatti, non cambierà nulla.
Una macchina spesso funziona male perché i componenti interni sono scadenti o logori, non solo e sempre perché il pilota è incapace.