Con l'arrivo di Edy Reja, è passato dalla Primavera alla panchina della prima squadra. Un bel riconoscimento per lui, Alberto Bollini, che aveva fatto benissimo – vincendo lo scudetto la stagione scorsa – con i suoi ragazzi. E oggi, parlando ai microfoni di Lazio Style Radio, ha raccontato le sue sensazioni, le sue impressioni di questi ultimi giorni. Queste le sue parole.
Partiamo dalla Primavera, vuole dirci qualche parola su questo gruppo?
"Ringrazio lo staff perché ha lavorato con tanta passione. Sta tutto nella passione, perché è ciò che con il nostro lavoro dobbiamo trasmettere ai ragazzi".
Quelli della Primavera sono numeri impressionanti, non trova?
"Voi sapete che è la mia seconda esperienza. Se avessi pensato di fare due finali scudetto dopo essere tornato sarebbe stato un sogno. I numeri non sono la cosa più importante, ma danno una buona fotografia. Essere primi nel ranking dà a tutti una grande soddisfazione. Anche il presidente e il direttore sportivo Igli Tare seguono molto bene questa realtà. Di solito dopo aver vinto uno scudetto, la squadra si rilassa. La Lazio, no: continua ad essere la migliore".
Cosa si aspetta dal futuro di questi giovani?
"Dobbiamo essere consapevoli della nostra forza. Giro ai ragazzi e ad Inzaghi la responsabilità di arrivare in fondo. Se non c'è il coraggio di far giocare i giovani non si va avanti. Cataldi sta facendo molto bene a Crotone, è arrivata anche la convocazione in under 21. Bisogna avere tanta sensibilità, crescere dal punto di vista tattico e tecnico ma soprattutto da quello di personalità".
Che cosa ci dice di questa nuova esperienza in prima squadra?
"La telefonata di mister Reja mi ha fatto molto piacere. E' stato un attestato di stima umana e professionale. Ma ho titubato un pochino quando ho pensato se lasciare la Primavera o meno. Poi ho pensato che avrei potuto continuare a seguirli e che i ragazzi sarebbero rimasti insieme ai miei collaboratori. Adesso in prima squadra si lavora tanto e cerco di portare il mio entusiasmo. Ho trovato un clima assolutamente sereno".
Le fa qualche effetto non essere più l'allenatore della Primavera?
"Non mi fa tanto effetto essere passato in prima squadra. Sono talmente preso dal momento, che non ho mai tempo per pensare al passato. Logicamente sono contento e molto gratificato da questa promozione, che la società ha voluto darmi".
Con Edy Reja, cosa state cercando di portare a questa "nuova" Lazio?
"Se parlassimo di inizio stagione direi che adesso ci sono state molte modifiche. Stiamo cercando di fare alcune valutazioni sulla condizione atletica dei nostri giocatori. Ci si confronta molto e ci dividiamo i ruoli così da fare un lavoro più approfondito. Vogliamo tornare il prima possibile al livello che la Lazio merita".
Che rapporto c'è con i ragazzi che prima stavano in Primavera e adesso si trovano a giocare in prima squadra?
"E' evidente che con i ragazzi che stavano in Primavera ho una maggiore confidenza, ma con tutti i giovani. Poi è così vicino il passo tra Primavera e prima squadra che non si nota nemmeno la differenza".
Come giudica questo mix tra lei e il mister Edy Reja sulla panchina biancoceleste?
"Penso che sia stato Reja il primo a volere il mix. Mi ha detto che voleva uno fresco con tante idee, molto operativo sul campo. In questo momento la Lazio ha bisogno di rapporti umani forti. Io vedo nel mister Reja un punto di riferimento importante".
Credo che l'ultima risposta sia molto importante.