AkAk giocatore pazzesco è stato detto?
Poi è proprio bello, lui entra e ha lo sguardo di uno che non sa dove sta, quello sguardo che fa tanto Felipe Anderson e ti fa tenerezza.
Dopo comincia a giocare.
Inizia togliendo un paio di palloni agli avversari, lo vedi dietro e un secondo dopo davanti, e inizi a chiederti: ma sono entrati in due?
Chi è l'altro?
Passano i minuti e lo vedi a destra, a sinistra, in area tua e loro, e ti domandi: ma non sono due, sono quattro?
E lui, con quell'aria a casaccio tipo un discolo interrogato che non ha aperto libro, fa finta di nulla.
Non grida, non impreca, non minaccia gli avversari, non chiede il pallone ai compagni.
Se la recupera da solo, la palla, e poi parte, sempre attaccata ai piedi, la serve al compagno meglio smarcato, con pulizia tecnica, una delicatezza, che è una carezza.
Come ci parlasse, con la palla, e gli dicesse: ciao bella de papà, ora vai da Ciruzzo, vedi? è scattato!
Una favola che solo noi.