Dal Mag: Il luglio del terrore di 25 anni fa.

Aperto da Lazio.net, 05 Lug 2012, 10:01

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massirosa73

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Come dice il titolo fu un luglio del terrore. Ma fu una storia con un lieto fine, per questo è entrata nel Mito.  :since

MisterFaro

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non ho letto tutti i commenti ma...

COMPLIMENTI, GRAN BELL'ARTICOLO


:since :ssl :since


Neal

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Come ho già avuto modo di scrivere credo che il mito dell'annodeimenonove sia stato creato negli anni successivi.

Ricordo bene il boato, unico, lunghissimo, violento e ineguagliabile al gol di Fiorini ma per tutto il resto della stagione non ricordo eroi da celebrare.

Rimasero alla Lazio, vero.
Come Simeone tanti anni dopo, Fascetti fece il celebre discorso del "chi non se la sente alzi la mano" e nessuno la alzò. Vero.
Però quella rosa, la stessa che l'anno dopo centrò la promozione, era oggettivamente tra le più forti del campionato e con tutta la penalizzazione non poteva retrocedere.
Lo spogliatoio era una piccola polveriera con screzi continui con Fascetti (Poli, Calleri, ecc.). Voglio ancora bene a Fascetti ma credo che i più grandi meriti nella gestione del gruppo li avesse Mimmo Caso (che abbiamo poi dimenticato in fretta rovinandogli la carriera da allenatore).

A metà campionato eravamo più vicini alla promozione in A che alla retrocessione e si parlava di possibile impresa storica. Poi smisero di giocare; si sentivano troppo forti per retrocedere ma non abbastanza per la promozione.
Prima di Lazio - Vicenza vinsero una sola partita su dieci buttando alle ortiche una salvezza già acquisita.
Anche durante la partita, almeno fino al 70mo, nessuno pensava veramente alla retrocessione. Incitammo la squadra e solo a 20 min. dalla fine ci ammutolimmo per la paura, fino al gol di Giuliano: GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL.
Nemmeno al Villa Park o il 14/5/2000 ho più sentito un boato simile.

Anche negli spareggi perdemmo con il Taranto, ripeto Taranto. Poi la vittoria con il Campobasso che avviò un percorso di rinascita culminato con i trionfi del 2000.

Mai più. Solo nostalgia per i miei 18 anni e per un po' di trasferte spensierate in città che fatico a ritrovare anche con il Tom Tom.

kurt

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Caxxo ho confuso la partita con il Taranto con quella con il Campobasso. Vedere il mio post della pag. precedente  Che topica!
Si vede che e' una pagina della nostra storia che faccio fatica a metabolizzare nonostante sia passato tutto questo tempo.

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Palo

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Citazione di: GuyMontag il 06 Lug 2012, 13:07
Al netto della retorica
Al netto dei 25 anni di meno di ognuno di noi (io ancora trombavo, qualcuno non ancora, per altri non è cambiato niente)
Al netto de tutto

Però nel 1986-87 la Lazio ha fatto 587.962 spettatori in 19 partite (media 30.945)
Nel 2010-11 (questa non mi andava di cercare, però può valere come raffronto) ne ha fatti 550.986, sempre in 19 partite, ovvero 28.999 di media.
E nel 2011 avevamo due derby, Milan, Inter, Juve, Napoli, mentre nel 1987 ci cimentavamo con Messina, Arezzo, Sambenedettese, Campobasso, Pisa. Massimo rispetto, appeal diverso, specie per gli one-shot supporters
Vero che non esisteva tessera del tifoso, quote trasferta, rotture di maroni in tutti i modi possibili per non farti andare allo stadio.
Vero che non c'era la pay-tv, per cui se volevi vedere Campobasso-Lazio te toccava andare a Campobasso (tipo io).
Vere tutte le tare, pesi e contropesi del mondo.

Però nel 1986-87 la Lazio ha fatto gli stessi spettatori del 2011.
E - me ce posso giocà tutto, tanto nun ciò na lira - trentacinquemila a Napoli, dopo aver scagliato col Taranto, NON LI AVREMMO FATTI nel 2011, manco se insieme al biglietto te davano la tessera del Carrefour o dei buoni sconto all'outlet.

Gli ultras, i tanto vituperati (anche da me), quelli c'erano del 1987 e ci sarebbero stati nel 2011.

Ma tutti quelli di mezzo, tutti i cazzo di sipperoisti eteroguidati da sti cazzi di media, i ciò famiglia, nun ciò na lira, nun vado a dà i sordi a lotito, e vignaroli, e tare, e il nipote di Nesta, e chiccazzo è patarca, dico quelli, oggi 2012, diciamo, sarebbero saliti su una macchina in quattro partenza all'alba cappelletto sciarpetta e via, senza pensarci, senza però, senza sovrastrutture?

Io ci puoi scommettere le palle di Krkic che sì. E me portavo pure mi moje, ancorché legata e chiusa nel portabagagli, per far numero. Ma gli altri, per me, no al 100%.

E non parlo di qui sul forum. Qui vecchi e nuovi, ma vi leggo, siamo di altra pasta. Avremmo fatto i pullman.

E' che la differenza è che nel 1987 i trentamila che andavano ogni domenica si sono trasferiti in blocco a Napoli. I trentamila di oggi comprendono un'elevata quota di personaggi di categoria infima: i simpatizzanti. Quelli che vojo vedé giocà bene, vojo er proggetto, vojo i campioni, comprace i campioni, sennò me vedi cor cazzo allo stadio, è pieno di vicini che se mi capitavano accanto a Fregene gli pianti il palo dell'ombrellone come ai vampiri, è pieno di quaqquaraqquà.

Questa è la differenza, è questa la mia nostalgia.
Non è per il periodo (orrendo, angoscioso, anche se al tempo trombavo), non è per lo spettacolo pietoso cui spesso assistevamo. Di quello, non rimpiango nulla. Non rimpiango i Vagheggi o i Cupini, come in seguito non ho rimpianto i Monti, i Lampugnani e tutti i giocatori improbabili che hanno calcato il prato dell'Olimpico.
Oggi stiamo meglio, abbiamo tutt'altra squadra e tutt'altra società, ce la giochiamo con tutte, andiamo in Europa, che nel 1987 manco sapevamo che voleva dire.

Quello che rimpiango, del 1987, sono i tifosi. E come un cojons, al rimembrare, ancora mi commuovo per noi, per quella gente. Aveccela. Con quella gente e questa squadra, spaccavamo i qulo ai canguri...
un inchino e tanto rispetto!

Se ci mettevi "e poi Palo è uno [...]!" ero d'accordo pure su quello ...


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