Come ho già avuto modo di scrivere credo che il mito dell'annodeimenonove sia stato creato negli anni successivi.
Ricordo bene il boato, unico, lunghissimo, violento e ineguagliabile al gol di Fiorini ma per tutto il resto della stagione non ricordo eroi da celebrare.
Rimasero alla Lazio, vero.
Come Simeone tanti anni dopo, Fascetti fece il celebre discorso del "chi non se la sente alzi la mano" e nessuno la alzò. Vero.
Però quella rosa, la stessa che l'anno dopo centrò la promozione, era oggettivamente tra le più forti del campionato e con tutta la penalizzazione non poteva retrocedere.
Lo spogliatoio era una piccola polveriera con screzi continui con Fascetti (Poli, Calleri, ecc.). Voglio ancora bene a Fascetti ma credo che i più grandi meriti nella gestione del gruppo li avesse Mimmo Caso (che abbiamo poi dimenticato in fretta rovinandogli la carriera da allenatore).
A metà campionato eravamo più vicini alla promozione in A che alla retrocessione e si parlava di possibile impresa storica. Poi smisero di giocare; si sentivano troppo forti per retrocedere ma non abbastanza per la promozione.
Prima di Lazio - Vicenza vinsero una sola partita su dieci buttando alle ortiche una salvezza già acquisita.
Anche durante la partita, almeno fino al 70mo, nessuno pensava veramente alla retrocessione. Incitammo la squadra e solo a 20 min. dalla fine ci ammutolimmo per la paura, fino al gol di Giuliano: GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL.
Nemmeno al Villa Park o il 14/5/2000 ho più sentito un boato simile.
Anche negli spareggi perdemmo con il Taranto, ripeto Taranto. Poi la vittoria con il Campobasso che avviò un percorso di rinascita culminato con i trionfi del 2000.
Mai più. Solo nostalgia per i miei 18 anni e per un po' di trasferte spensierate in città che fatico a ritrovare anche con il Tom Tom.