pippo russo solitamente fatica a coniugare sobrietà, qualità a lui sconosciuta, e intelligenza, dote invece che indubbiamente gli appartiene. questa volta direi che l'alchimia è riuscita, buon pezzo, a mio parere. in particolare, mi soffermerei sul brano finale: "Petkovic fa passerella nel dopogara a Sky Sport affermando che per lui la vera scuola calcistica è stata proprio la Svizzera. Col suo mix di calcio italiano-tedesco-francese. Un'espressione di ricchezza e felice contaminazione. A sentir dire questo l'ilare Ilaria ridacchia in studio assieme alla muta di cicisbei. Proprio un marziano, in questa penosa Italia del pallone"
fatta salva la cacofonia che lascia perplesso porgascogne - va bene la sobrietà, ma un po' di pepperusso style ci vuole, dai ... - è la prima volta che un articolo su un quotidiano nazionale ferma l'attenzione sulla idea della "contaminazione" tra scuole e modelli di calcio europei come criterio base per la riflessione sulla Lazio di petkovic
perché l'analisi si completi, occorre un passo ulteriore: comprendere cioè come la Lazio "cosmopolita" di petkovic sia figlia legittima - non casuale, quindi - di una idea che cerca nel profilo europeo la via d'uscita da "questa penosa Italia del pallone". lotito e tare non sono inciampati su petkovic, lo hanno scelto perché consapevoli che l'alternativa alla contaminazione altro non è che la subalternità. Dortmund (il borussia) è ancora lontana, ma la via quella è