Il campo d'allenamento era sotto la collina. Tra le puttane di via Tor di Quinto, gli insediamenti nomadi e la caserma dei Carabinieri. Lì si poteva vedere dalla strada. Un fumetto. Polvere ed erba. Disordine voluto. Magliette di lana azzurra, bestemmie, la gente in tribuna e sotto, la bolgia. Tutti dietro un pallone e il signore più saggio, Tommaso Maestrelli, davanti. La Lazio del maggio 1974. Quella che sposa la storia, mentre il paese divorzia. Il regno di Chinaglia e Re Cecconi. Il lombardo di campagna, finito sotto terra a 28 anni, da esule, da straniero, proprio 35 anni fa.…
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La strada è via Francesco Nitti, non via Francesco Crispi*. E io col figlio di Tabocchini ci sono andato a scuola (è un paio d'anni più grande di me). Non mi risulta che il padre abbia lasciato Roma. O se l'ha fatto poi è tornato. Fino a quando andavo a scuola io (anni '90) la gioelleria era ancora loro.
* fai le pulci a Corriere della Sera e Stampa che sbagliarono il nome della moglie a caldo, e sbagli quello della via dopo 35 anni...
La verità che esce fuori dopo 35 anni è un fatto agghiacciante. Tabocchini la fece franca, sentenza degna di un far west , non così far a quanto sembra.
Avevo 12 anni , per me era come fosse morto un fratello maggiore, piansi a dirotto, mia madre cercava di confortarmi, ma ero inconsolabile, incredulo. Mi aveva firmato un autografo qualche giorno prima, e per me era il calciatore più rappresentativo della mia Lazio, Chinaglia aveva già salutato.
L ultimo goal alla Juve, sotto la Sud. Poi un grave infortunio contro il Bologna. Poi l'addio. La nostra storia è costellata di imprevisti, disgrazie, ingiustizie. Ciao Luciano , che la verità ti renda onore.
"Un libro e un documentario tenuto nascosto nelle teche Rai dal 1983 a causa di una dura battaglia legale, raccontano questa storia di mancata resurrezione e ne ribaltano il senso".
Citazione di: poeta1964 il 15 Gen 2012, 08:55
La verità che esce fuori dopo 35 anni è un fatto agghiacciante.
Un libro e un documentario (e un articolo pieno di inesattezze) contro un processo...
Bisognerebbe avere un po' più di rispetto per la parola verità.
Qui al minuto 4.15 parla Giorgio Fraticcioli, amico di Cecco. Dice «ho sentito come "fermi tutti"», che non è esattamente rimanere muti. E lo stesso Ghedin, correggetemi se sbaglio, non credo abbia mai detto che Luciano rimase muto.
Si può criticare l'assoluzione di Tabocchini (per me - e se non ricordo male anche per Fiandaca Musco, che sul suo manuale di diritto penale usa questo esempio come caso di scuola - l'eccesso colposo di legittima difesa ci sta tutto), ma per "riscrivere la storia" ci vogliono le prove, no i libri e i documentari.
Ci sono degli eventi che lasciano un segno particolare e te ne accorgi perche' ti ricordi, a distanza di anni, esattamente quello che stavi facendo nel momento in cui apprendi la notizia.
Sono in cameretta con mio fratello piu' grande. Giochiamo a subbuteo. Entra mia madre in camera, occhi stravolti : " E' morto Re Cecconi". Silenzio.
Ho sentito più di una versione sull'accaduto.. Io sono nato nel 80 quindi al momento del fattaccio non esistevo neanche nei pensieri dei miei genitori...
Ho fatto le mie research su internet quindi un'idea me la sono fatta..
Qualcuno più grande di me che mi può gentilmente dare un'ulteriore versione dei fatti e/o semplicemente mandare qualche link su articoli abbastanza vicini alla verità..
Grazie.
R.I.P Cecco
Non lo so. Avevo 12 anni, la versione e' sempre stata quella dello scherzo finito in tragedia, e mai smentita.
Possibile che Ghedin e l'altro che era con loro non abbiano mai detto niente? Mi sembra strano.
Sono impopolare se dico che questo articolo è scritto veramente male???
La morte di Re Cecconi per ogni Laziale è un momento di dolore, anche se non la si è vissuta... questo articolo non trasmette nulla anzi... io ho fatto fatica a leggerlo.... Ma sarò strana io
Articolo scritto male e con alcune inesattezze,ho vissuto quella morte come se riguardasse un mio parente data la vicinanza affettuosa che mi legava ai giocatori della Lazio di quel periodo e credo che la presenza di Ghedin e dell'amico profumiere sia stata una garanzia per la corretta ricostruzione dei fatti.