Ho cercato di mettere un po' prosopopea, ma l'argomento è di infimo ordine.
Orbene, qui che non siamo in vista possiamo allentare le difese è chiamar la
merda col proprio nome. E credetemi, io son con tutti voi, non mi sognerei mai
di metter in discussione un primato fecale conquistato e ribadito nei decenni.
E quindi il Riommammerda è e resta un assoluto, un apriori.
Vorrei a questo punto farvi partecipi del mio vissuto esistenziale. Io son nato e
vissuto qui, in Gallia, dove le rosicate e gli eccessi riommici sono una rarità.
Ma l'arroganza strisciata l'abbiam subita pesantemente. Bianconera, soprattutto.
Agli albori era un accerchiamento pressante di locali infatuati di Anastasi e Bettega,
poi, col trascorrere del tempo, sono arrivati massicci rinforzi ad addensare le masse
tifanti. La storia dei torti, dei soprusi, la conosciamo tutti.
Tutto questo per dire che se la finale è quel che sappiamo, per me la semifinale
è molto più di un preliminare al Grande Orgasmo.
Il gol in tuffo di Gonzalez, tante occasioni sprecate per il raddoppio, poi quello schiaffo
dei 6 minuti. Sì certo grave l'infortunio di Hernanes, ma quando ci sarà un'altra partita
con sei di recupero fatemi un fischio. Poi la beffa e l'apoteosi. Ed ancora non è finita
perchè c'è il tempo di una parata miracolosa di Marchetti e pure il loro sbaglio da un passo.
Giusta nemesi. Che non resti loro nemmeno la consolazione di aver trovato
"Unmarchettinstatodigrazia". Teste chine e lacrima trattenuta.
Eh sì, cari miei. Anche per voi l'eterno dilemma.