Anche con Delio Rossi Zarate ha avuto buchi di mesi e mesi di nulla, non scordiamocelo.
Tant'è che uno dei tomentoni dell'estate dell'immediato dopo-Rossi era la speranza che con un nuovo allenatore Zarate sarebbe potuto diventare più continuo ed esplodere definitivamente.
Se poi il tempo rende bella e bionda qualsiasi cosa (semicit.) allora vedrete che faremo lo stesso anche con Reja tra qualche anno, magari non in particolare sulla questione Zarate, ma nel complesso sono sicuro che anche lui verrà rimpianto. Come d'altronde qualsiasi cosa in casa Lazio, dove il futuro è sempre plumbeo e il passato è sempre roseo, a prescindere dalla realtà dei fatti.
Ma poi, soprattutto, il fatto che alla fine della fiera quel mezzo anno con Rossi sia stato il picco più alto di Mauro Zarate è purtroppo una sconfitta per la Lazio, non certo una cosa per cui esaltare il pur buon Delio, che di meriti ne ha avuti si tanti, ma più altri che questo..
Quello che ebbe a disposizione ad inizio stagione Delio era semplicemente un altro giocatore, oltre ad essere uno che tecnicamente quando voleva faceva tutto da solo era 10 chili più magro, con la testa sgombra da qualsiasi pensiero, fidanzato con l'amica d'infanzia, fisicamente ancora più adolescente che adulto.
E io credo che nel calcio, come nel resto delle attività umane, spesso contino più queste cose collaterali e psicologiche che non questioni che invece ci possono sembrare di primaria importanza come l'essere posizionato dieci metri più avanti o più indietro sul campo.
Certo anche la posizione e le questioni tattiche possono avere il loro peso, ma se in primis manca la testa poi a catena manca tutto il resto, e io credo che il problema di Zarate sia sempre partito tutto da dentro sua testa.
Infine penso che Delio Rossi, per quanto io gli possa voler bene, non sia proprio correttissimo in queste dichiarazioni.
Il parlare continuamente degli affari delle altre squadre era un brutto vizio che aveva anche quando stava da noi, e che agli occhi degli altri allenatori può risultare molto antipatico.