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Repubblica.itArbitra Tagliavento
La Lazio non gradisce
La dirigenza biancoceleste non avrebbe apprezzato la designazione del fischietto di Terni per il derby. Intanto cresce l'entusiasmo dei tifosi: in 5.000 a Formello per l'amichevole del giovedì
di ALBERTO ABBATE
Arbitra Tagliavento La Lazio non gradisce
* Zarate e Rocchi: "Siamo pronti"
* Si gioca alle 18:30
* Olimpico verso l'esaurito
ROMA - Sarà l'internazionale Paolo Tagliavento a dirigere, per la prima volta in carriera, il derby della capitale ed è già polemica in casa biancoceleste. Il fischietto di Terni, infatti, ha arbitrato quest'anno 15 volte la Roma in campionato: 11 vittorie e 4 pareggi, il bilancio dei giallorossi. La Lazio, invece, annovera 10 match ed uno score di 5 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. L'ultimo ricordo è piuttosto recente, ma purtroppo non è dei migliori: in Milan-Lazio, terminata 1 a 1, Tagliavento ha concesso un rigore piuttosto generoso a Flamini su un fallo quantomeno dubbio di Kolarov. "Ma è uno scherzo?", si chiede un tifoso su uno dei più forum più in voga dell'ambiente laziale. Un altro gli risponde: "Purtroppo no. Vorrà dire che lotteremo anche contro di lui. Sarà pure favorevole ai giallorossi, ma poco importa, pensiamo a giocarcela". Ma l?aria d?insoddisfazione per la designazione non si respira solo nella tifoseria. Anche ai piani alti del club biancoceleste non sarebbe stata ben presa la decisione del designatore Collina.
IN 5.000 A FORMELLO - L'euforia e l'entusiasmo pre-derby invadono Formello. Cinquemila tifosi biancocelesti non mancano all'amichevole infrasettimanale contro la Sabina ( 6-0: IT Floccari; Hitzlsperger. 2T Kolarov, Cruz e doppietta di Rocchi). E' un tripudio di cori d'incitamento: "Sveglia, domenica c'è il derby, bisogna vincere", continuano a ripetere ai propri beniamini. "18/04/2010. Che nessuno si tiri indietro, non si ceda neanche un metro. Toglietegli il respiro", recitano due striscioni sulle reti di recinzione a ridosso del campo.
LA RISPOSTA DEI GIOCATORI -
Ma la festa inizia già alle 13:30. I giocatori arrivano alla spicciolata nel centro sportivo e i sostenitori sono pronti ad accoglierli a braccia aperte. Le raccomandazioni si sprecano. Qualcuno prova a metterci anche un pizzico di colore: "Se domenica vincete, ve intesto casa de mi padre". Il beniamino Firmani risponde: "Non vi preoccupate, ci faremo valere". Lichtsteiner: "Siamo già concentrati". Rocchi da capitano: "Non vi deluderemo. Un gol? Darò tutto me stesso. Ho il veleno". Stendardo pensa a Totti: "Ce la metterò tutta per fermarlo". Anche Floccari: "Vi riscatterò dell'andata, di quel pollice verso". La foto è stata consegnata, in privato, ad ogni calciatore. Un nuovo coro è stato intonato pubblicamente per tutta la squadra: "Noi siamo qui per te. Ovunque andrai saremo, anche se perderai io ti sosterrò, al tuo fianco sarò, un passo indietro io mai lo farò". Una "pelata" fa riemergere per un attimo gli spettri di una stagione tormentata: "Ballardini", grida qualcuno. I presenti: "Nooo". Era solo un flash back. Poi compare il capello saggio di Edy Reja e gli applausi sono scroscianti: il mister ringrazia e sorride. Poi pensa al derby: 3-5-2 o 4-3-1-2 con Zarate in campo? Ci sarà tempo per rifletterci. Ma intanto fa un sospiro di sollievo per Radu: il romeno (oggi piccolo screzio con un tifoso) domenica ci sarà.
IL RITIRO - Domani intanto scatterà il week-end della meditazione. Tutti in ritiro a Formello sino a domenica pomeriggio. Edy Reja si è confrontato con i giocatori ieri sera, ancora una volta ha ritrovato la compattezza del branco e persuaso chi era un po' più scettico. Non tanto per il ritiro in sé stesso, quanto per la tensione eccessiva che si sarebbe potuta accumulare in quasi tre giorni d'isolamento. Il tecnico carnico ha rigirato il concetto: meglio rimanere tutti insieme concentrati ed estraniati dalle pressioni della città.
LA CENA - Tutti per uno, uno per tutti. Il patto è stato fatto a Norcia, ieri sera in un ristorante di via Salaria è stato rinsaldato. "Non possiamo sbagliare", si sono detti i ragazzi guardandosi negli occhi. "Dobbiamo vincere". Anche la scelta della location dell'"ultima cena" , un ritrovo lontano dalla mondanità capitolina, testimonia la linea della riservatezza tracciata da Reja. I panni sporchi, ma anche quelli profumati devono rimanere in famiglia. La strada del "mistero" e della "pretattica" sinora ha funzionato. Tutto è andato come voleva zio Edy. Lo aveva promesso al suo arrivo: "Salverò la Lazio". Impresa quasi compiuta. "Possiamo fare lo sgambetto alla Roma", ha bofonchiato a denti stretti al termine della vittoria salvezza del Dall'Ara. Segni X-2 nel derby: due risultati su tre potrebbero riconsegnare lo scudetto nelle mani dell'Inter ed una fetta sarebbe comunque a tinte biancocelesti.