Destra e sinistra (nella Lazio)

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Offline Nanni

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Destra e sinistra (nella Lazio)
« il: 04 Dic 2014, 14:24 »
Prendo spunto dalla contemporanea interessante discussione sull’articolo de La Stampa, sui tifosi Laziali e sulla squadra della Lazio, “storicamente” schierati sia i primi che, forse, anche la seconda, su posizioni di destra, financo estrema.

Sui tifosi della Lazio = fascisti se ne è parlato a dismisura. Sulla squadra più o meno schierata, forse anche. Dico forse, perché se ne parlò in passato, ampiamente. Forse fino all’avvento del Presidente Cragnotti che connotazioni fasciste proprio non ne ha mai avute.

In un notevole intervento l’amico Bak scrive:
Mi sembra che, almeno da questo punto di vista, la stampa non faccia sconti neanche a quei beceroni dell'altra parte.
Non si è negata a Gastone, non si è negata alle scritte di Testaccio, agli striscione di mondezze-Livorno, all'aggressione a Villa Ada alla Banda Bassotti e a tante altre situazioni. Forse in un passato si è cercato di nascondere la polvere sotto il tappeto (striscione mostrato in topi-Ajax), ma non hanno potuto nascondere una verità più grande di loro, che la destra radicale oltre a spartirsi gli appalti s'è spartita le curve ed io rimando sempre alla manifestazione  degli ultras Charlemagne del 2003, con Boccacci e Signorelli.

Veniamo alla nota dolente: la nostra tifoseria. Storia vecchia, molto più vecchia di Arkam, dei buh e della squadra de negri curva de ebrei. Forse più vecchia anche del Sollier boia del 1975; di sicuro ha contribuito enormemente la Lazio del 1974, un incredibile agglomerato di giocatori neofascisti, dal Petrelli a martini, passando per Wilson-Chinaglia-Re Cecconi, o il fatto che il dvce rappresentava vaghe simpatie laziali 8i figli molto di più ed e' aggiungere benzina sul fuoco)
Credo che poi alla lunga (più o meno quarant'anni della solita solfa) questa storia, almeno a me scivola addosso come l'acqua. Parla la mia storia ed i miei comportamenti (e di tanti altri come me); poi se a loro fa piacere pensarla così, poco ci possiamo fare. i Lazio-Varese ed i Lazio-Livorno testimoniano purtroppo quella tendenza di fondo.

Perfetto. Quello che so è che Martini è stato Deputato di Alleanza Nazionale e forse già prima, quando il partito si chiamava MSI. Delle simpatie neo-fasciste di Chinaglia ne ero a conoscenza. Anche se il suo testimone di nozze, il mio indimenticato carissimo amico Mister Mario Pelosi a suo tempo mi ha sempre assicurato che “Giorgio ha sempre votato DC” .

Quindi, seguendo il ragionamento di Bak, dietro a Chinaglia anche Wilson, Re Cecconi e Petrelli potrebbero essere stati di destra. Quelli che nella mitologia (molto) retorica delle pistole-e-palloni della Lazio del ’74 costituivano una delle due fazioni all’interno dello spogliatoio, che durante la settimana se le suonavano di santa ragione e poi la domenica giocavano come un sol uomo.

Questo assunto mi potrebbe far pensare però che il dissidio all’interno di quel gruppo magico di giocatori (e di uomini) potesse pure avere connotazioni, o origini, o implicazioni politiche. Perché no? Chi lo sa?

Se questi erano fascisti, inevitabilmente mi viene da pensare che “gli Altri” (i Frustalupi, gli Oddi, i Nanni, i Badiani, Ferruccio Mazzola, Facco… forse D’Amico?) potessero essere fortemente anti-fascisti o addirittura comunisti.

Oddio, per i Toscani come Nanni e Badiani, per gli Umbri come Frustalupi, l’equazione mi verrebbe naturale. Oddi pure, l’aspetto proletario da working-class l’ha sempre avuto… ma D’Amico cresciuto a Latina, zona notoriamente di destra… boh?

Va bene, si fa per chiacchierare. Alla fine parliamo di quarant’anni fa. Di un altro mondo, di un’Italia lontanissima, di una Lazio quasi dimenticata dalla storia e anche di contrasti, dissidi e connotazioni ideologiche (fortunatamente) stra-superate.


Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #1 il: 04 Dic 2014, 15:01 »
Re Cecconi di destra?
sicuri eh??!!

cuchillo

cuchillo

Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #2 il: 04 Dic 2014, 15:33 »
Le simpatie politiche dei 10 laziali del primo scudetto (a eccezione di D'Amico, che non ha la sua nota biografica, poi spiegherò perché) sono ben inquadrate e testimoniate da Guy Chiappaventi in "Palloni e pistole", che è forse uno dei più bei libri sulla materia Lazio.

Circa D'Amico, il buon Guy dice, stizzito, di non essere riuscito a intervistarlo. In pratica, gli ha rinviato non si sa quante volte l'incontro.

Ora, non ricordo tutto, ma mi pare che Chinaglia e Wilson nel segreto dell'urna votassero DC e che uno dei due (mi pare Wilson) fosse un grande estimatore dei divo Giulio.
Anche Pulici votava per la balena bianca, se non ricordo male.

Frustalupi era socialista (questo me lo ricordo bene) e Oddi era di famiglia comunista ma lui, se non ricordo male, si definisce abbastanza apartitico.

Garlaschelli mi pare radicale.
Nanni non me lo ricordo proprio.

Alla fin fine, gli unici veramente missini o extraparlamentari di destra erano Martini e Petrelli. 

Re Cecconi, boh. Ma di fondo era uno che dava retta a Martini.

cuchillo

cuchillo

Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #3 il: 04 Dic 2014, 15:39 »
Circa Badiani, una certa vulgata laziale cavalcata da De Angelis vuole che fosse uno molto benestante e che quando un giocatore lo insultava per un fallo di gioco lui rispondeva: "se io voglio, me te compro a te, a tuo padre e a tuo nonno..."

Difficile che uno che diceva questa (ammesso che sia vero, la fonte è quella che è) possa essere stato comunista in quegli anni. Ma tutto può essere.

Offline bak

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20158
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #4 il: 04 Dic 2014, 15:47 »
Nanni, lo spunto mi e' stato dato da una notevole (e per intensita' e per lunghezza) intervista al Garlasca da Vidigulfo trovata su FB (Laziopolis o Forza vecchio cuore biancazzurro).
Come mi connetto sul fisso la posto integralmente. Comunque il capo della banda era Petrelli e Re Cecconi viene definito fascistissimo.
Credo che i due clan si formarono su chi aveva in simpatia Chinaglia e chi se lo era legato al dito.
Stay  tuned

ps Cragnotti aveva come uomo ombra Paglia notoriamente di destra e sotto la sua gestione fu ceduto De Paola, unico dichiaratamente a sinistra a vestire la nostra maglia.
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #5 il: 04 Dic 2014, 16:07 »
unico dichiaratamente a sinistra a vestire la nostra maglia.

Guido De Angelis racconta spesso di un altro giocatore, mi pare della Lazio della fine degli anni '70, che addirittura lasciò il calcio per dedicarsi all'impegno politico in una formazione di estrema sinistra
Mi ricordo che raccontava spesso di averlo incontrato dopo alcuni mesi che non giocava più nella Lazio mentre attaccava menifesti politici e avendolo riconosciuto gli chiese come stesse e quello gli rispose di andarsene alla svelta perchè era una situazione pericolosa...

Qualcuno può essere più preciso di me?

Online Zoppo

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17144
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #6 il: 04 Dic 2014, 16:09 »
Guido De Angelis racconta spesso di un altro giocatore, mi pare della Lazio della fine degli anni '70, che addirittura lasciò il calcio per dedicarsi all'impegno politico in una formazione di estrema sinistra
Mi ricordo che raccontava spesso di averlo incontrato dopo alcuni mesi che non giocava più nella Lazio mentre attaccava menifesti politici e avendolo riconosciuto gli chiese come stesse e quello gli rispose di andarsene alla svelta perchè era una situazione pericolosa...

Qualcuno può essere più preciso di me?

Si, ricordo anche io.

Ragazzino fortissimo della primavera. Dice che era uno dei più forti che abbiamo avuto (mi pare esordì anche in A). Poi lasciò per la politica.
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #7 il: 04 Dic 2014, 16:10 »
Montesi, se non sbaglio aveva forti simpatie a sinistra.
E si ritiro' rapidamente dal calcio, ma per un infortunio.

http://www.laziowiki.org/wiki/Montesi_Maurizio

Online sharp

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20426
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #8 il: 04 Dic 2014, 16:21 »
Montesi, se non sbaglio aveva forti simpatie a sinistra.
E si ritiro' rapidamente dal calcio, ma per un infortunio.

http://www.laziowiki.org/wiki/Montesi_Maurizio

Il mio avatar fu indagato come fiancheggiatore delle BR, ne usci pulito, faceva attività politica ma non era uj brigatista, come giocatore era fortissimo,dopo l'esordio in prima squadra se ne parlava come di un possibile crack, purtroppo si ruppe tutto e smise giovanissimo.
Io oltre a Di Paola (ceduto perché inviso alla curva) ricordo anche il tatuaggio del Che' sul braccio si JS Veron.
Mi sembra di ricordare un altro giocatore impegnato a sx ma mi sfugge il nome.
Wilson e Chinaglia si candidarono anche nella dc non ricordo se alle politiche o alle regionali


inviato con il mio S3
sempre forza Lazio
e asriommammerdafognadestacittá







   

Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #9 il: 04 Dic 2014, 16:24 »
Il mio avatar fu indagato come fiancheggiatore delle BR, ne usci pulito, faceva attività politica ma non era uj brigatista, come giocatore era fortissimo,dopo l'esordio in prima squadra se ne parlava come di un possibile crack, purtroppo si ruppe tutto e smise giovanissimo.
Io oltre a Di Paola (ceduto perché inviso alla curva) ricordo anche il tatuaggio del Che' sul braccio si JS Veron.
Mi sembra di ricordare un altro giocatore impegnato a sx ma mi sfugge il nome.
Wilson e Chinaglia si candidarono anche nella dc non ricordo se alle politiche o alle regionali


inviato con il mio S3
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e asriommammerdafognadestacittá



e c'hai ragione...

il tuo avatar, caz.o!

mi sà che mi merito un 5 in storia della Lazio... :X(
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #10 il: 04 Dic 2014, 16:26 »
Il mio avatar fu indagato come fiancheggiatore delle BR, ne usci pulito, faceva attività politica ma non era uj brigatista, come giocatore era fortissimo,dopo l'esordio in prima squadra se ne parlava come di un possibile crack, purtroppo si ruppe tutto e smise giovanissimo.
Io oltre a Di Paola (ceduto perché inviso alla curva) ricordo anche il tatuaggio del Che' sul braccio si JS Veron.
Mi sembra di ricordare un altro giocatore impegnato a sx ma mi sfugge il nome.
Wilson e Chinaglia si candidarono anche nella dc non ricordo se alle politiche o alle regionali

Il tuo avatar, al piccolo IB di 12 anni, a Sarentino, rifiuto' di firmare l'autografo.
Di sinistra ma [...].

Offline arkham

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13440
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #11 il: 04 Dic 2014, 16:44 »
Klose in patria è considerato vicino ai socialdemcratici.
Chinaglia era DC, non certo vicino al MSI.
Ricordo De Paola, non era nemmeno male come giocatore, ma dopo mezzora che ra qui sbandierò simpatie per Rifondazione.

Offline bak

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20158
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #12 il: 04 Dic 2014, 16:45 »
Il gruppo è quello del figlio di Giorgione

LAZIO 1974 - LO SCUDETTO.

RISSE, PISTOLE E SESSO: NOI VINCEVAMO COSÌ


Renzo Garlaschelli, 55 anni, racconta 10 stagioni di LAZIO e la pazza squadra dello scudetto 1974

VIDIGULFO (PV) Renzo Garlaschelli, 55 anni, pensionato del calcio e a quel paese il pallone, i gol, la panchina, lo stress e le polemiche. In questo di paese Vidigulfo, pochi abitanti e molte mucche – si vive solo di relax e sorrisi, giri in bicicletta, campagna e aria buona. Il football non c’è più, è solo un lontano ricordo, ma che ricordo: stagione 1973 74, scudetto della Lazio, quello di Chinaglia e Maestrelli, dei clan, delle risse, delle pistole e dei night. E di una squadra pazza capace di litigare e vincere, vincere e litigare. Ed entrare nella storia.

Garlaschelli, bella casa. Ma nemmeno una foto della Lazio, perché?
«Non ho più nulla: magliette, immagini,medaglie. Ho dato via tutto: col passato ho chiuso e non me ne frega degli oggetti ».

Cosa fa adesso?
«Il pensionato del pallone , da 10 anni percepisco la pensione Enpals, quella dei calciatori. Col football ho staccato: da quando ho smesso non sono mai più andato allo stadio, mi sono tolto dalle palle. Mi chiamano in tv per commentare, ma rifiuto. E poche, pochissime interviste; anzi si consideri fortunato….».

Grazie. Giornata tipo?
«Sveglia, passeggiata, giornali, compro il pane, pranzo e riposo. D’estate vado in bici. Non sono sposato e vivo con mia sorella Luisa, che ha 14 anni più di me».

Si è allontanato dal calcio, ma lo guarda?
«In tv, lontano dal caos. Vista da fuori, la serie A è sempre divertente, peccato sia massacrata da moviole e polemiche. Si commettono molti falli e forse c’è qualche campione in meno rispetto al passato».

Un giocatore che l’appassiona?
«Adoro gente come Cassano, Baggio. Sono talenti ai livelli di Corso, Mazzola, Suarez, Rivera: gli idoli dei miei tempi ».

Il calcio è cambiato; i campioni del passato sarebbero in rado di giocare in questo football?
«Guardi Rivera ora farebbe la differenza anche seduto in mezzo al campo».

Torniamo a Garlaschelli bambino. Primi calci all’oratorio, Sant’Angelo in serie D e poi il salto al Como.
«Ho accettato il trasferimento per un solo motivo: volevo evitare la naja, troppo dura. E ce l’ho fatta. Poi, già che c’ero, ho tentato di guadagnare qualche lira».

Stipendio a Como?
«Duecento mila al mese più spese e premi. Finche mi ha cercato la Lazio, e ho fatto il salto di qualità»

Era la stagione 1972-73: impatto con Roma e la nuova squadra?
«Visite mediche, l’allenatore Maestrelli si avvicina: "Benvenuto tra noi. Buona fortuna e una sola raccomandazione: passa la palla a Chinaglia, perché è un vero rompi[...]" »

Lo era?
«Eccerto, aveva ragione: in campo era insopportabile perché viveva per il gol, e quando non segnava diventava intrattabile, burbero. Finita la partita invece era uno spettacolo di simpatia»

E gli altri? Che tipi erano?
Le racconto il primo giorno e capirà: andiamo all’allenamento io, Pulici, Re Cecconi, Frustalupi e
Moriggi, tutti sulla Fiat 124 blu di Pulici. Arriviamo a Tor di Quinto ci troviamo di fronte la Bentley di Wilson, la Jaguar di Chinaglia, poi Ferrari e Mercedes. Ci guardiamo: "ma dove siamo finiti?" ».

Dove eravate finiti?
«In un posto di pazzi. Anche perchè la stagione è iniziata male con l’eliminazione in Coppa Italia. La colpa naturalmente, è stata data a noi nuovi, i "nordisti": e via con le polemiche, le offese, le risse. Per fortuna poi, alla prima di campionato, una buona prestazione con l’Inter e la scintilla: da quel momento è cambiato qualcosa, siamo diventati la Lazio vera, quella che si è qualificata per l’Uefa e poi ha vinto lo scudetto».

Squadra modello Olanda e calcio totale.
«Alt, alt. Noi siamo arrivati prima, è stata l’Olanda che ci ha copiati ».

Torniamo agli eccessi di quella squadra famosa per liti, politica, pistole, sesso. Capitolo risse.
«Lo spogliatoio era diviso e ci cambiavamo in due stanzoni. Da una parte il clan di Chinaglia: Wilson, Nanni, Oddi, Petrelli, Facco. Dall’altra quello di Martini e dei "nordisti": io, Pulici, Re Cecconi, Frustalupi, Moriggi, D’Amico. Durante la settimana erano botte, invidie e dispetti: se un gruppo beveva vino rosso, l’altro ordinava vino bianco; se uno chiedeva carne, l’altro prendeva pesce. La domenica, però, come per magia eravamo tutti uniti, guai a chi ci toccava. E vincevamo».

L’allenamento tipico?
«Poca corsa ma tante partitelle. Dal martedì al venerdì erano calci e calcioni e Maestrelli era sempre preoccupato. Per evitare che Chinaglia perdesse, si incazzasse e degenerasse tutto in rissa, faceva finire le sfide solo quando la squadra di Giorgione pareggiava. E a volte sì smetteva quando ormai era buio … ».

Vero che a volte avevate ospiti?
Quasi tutti i giorni giocava con noi Pietrangeli, il tennista, e non era male. Spesso veniva il figlio di Leone, allora presidente della Repubblica. Era una pippa. Ma noi ce ne fregavamo degli ospiti.

Clan, spogliati divisi e politica. Parliamone.
«Siamo passati tutti per fascisti, ma solo perchè la Lazio, storicamente, è di destra. Non capivano niente di politica e non eravamo preparati».

Di Canio, dopo l’ultimo derby, ha fatto il saluto fascista.
«Quel gesto è stato strumentalizzato, hanno esagerato».

Di Canio è il simbolo della Lazio di adesso, il leader, il trascinatore. Le piace?
«Non lo conosco personalmente, però mi è simpatico».

Avrebbe potuto far parte della vostra Lazio?
«Direi di sì, è l’unico che mi sembra adatto: determinato, di carattere un po’ suonato come noi. Visto che è romano, sarebbe stato nel clan di Chinaglia».

Restiamo alla politica. Lei è di destra?
«Ero radicale, mi piaceva Pannella che ho conosciuto anche di persona: andava contro tutto ed era avanti nei tempi. Ora non voto più da qualche anno, sono stufo e mi sembrano tutti uguali. Tornassi alle urne, però, sceglierei ancora lui».

Capitolo pistole. Lei sparava?
«Io avevo il porto d’armi, come tutti. Ma non la pistola. Eravamo dei pazzi furiosi. Era il tempo del terrorismo e Roma era una città violenta. Ma la nostra, soprattutto, era una moda».

Dove vi divertivate?
«Quasi sempre in ritiro all’Hotel Americana, al tredicesimo chilometro della via Aurelia. L’abbiamo distrutto a forza di spari: sul retro si faceva il tiro a segno mirando i lampioni e la mobilia vecchia. Ma a volte anche i compagni più giovani … ».

Scherza vero?
«Un giorno palleggiamo vicino alla piscina, e uno di noi manda il pallone intenzionalmente giù dalla vallata. "Badiani, vai a prenderlo tu che sei l’ultimo arrivato". Roberto obbedisce e scende tra le erbacce, mentre in sei o sette si mettono in fila, mirano e via: bum bum bum. Proiettili da tutte le parti che sfiorano il povero Badiani laggiù che piange dalla paura, inginocchiato con le mani che proteggono la testa».

Roba da nonnismo.. Altre iniziazioni?
«Petrelli va nella stanza di De Rosa, uno sempre serio e zitto. Entra e trova il compagno disteso a letto. Urla agli altri: "Vediamo se ha le palle e se è da Lazio". E bum, gli spara in mezzo alle gambe, lo sfiora e buca il materasso. Avesse sbagliato di pochi centimetri, addio De Rosa … ».

Ancora qualche esagerazione: capitolo vita notturna.
«Ci divertivamo, ed era uno dei nostri segreti. Andavamo in ritiro il sabato pomeriggio: pranzo, cinema, cena e partite a carte fino a tarda notte».

A soldi?
«Naturalmente. La domenica giocavamo e poi tornavamo in albergo: aperitivo, cena, tv, carte e finalmente … ».

Finalmente?
«A mezzanotte iniziava la serata vera!».

Cioè?
«Era tutto organizzato e Maestrelli faceva finta di niente. Qualcuno faceva venire certi personaggi in stanza, altri andavano al night».

Garlaschelli cosa sceglieva?
«Facevo coppia fissa con Chinaglia al "Jackie O". Tutta notte lì fino alla mattina dopo, quando tornavamo di nascosto in albergo, facevamo colazione e poi andavamo a casa».

E durante la settimana?
«Chinaglia era meticoloso e dal mercoledì in poi si concentrava, si preparava e andava a cena da Maestrelli. Io no, mica potevo diventare matto per il calcio. Me ne fregavo e mi divertivo fino al sabato, e Maestrelli mi capiva. A volte arrivavo ancora vestito da nottata, al tre volte dicevo: "Mister, sono stato a mignotte"».

Oplà
«Era un modo dire, nel senso che avevo fatto tardi .. E lui: "Ci sono i giornalisti, fai due giri di campo, fingi di farti male e vai a casa"».

Garlaschelli, lei era single. Donne conquistate?
«Non si dice».

Carnevale dice di essere arrivato a 1000. Esagera"
«I calciatori hanno molte possibilità … Ma io sono un gentlemen, non faccio ne numeri ne nomi. Eheheheh».

Era la Roma della dolce vita.
«In 10 anni di Lazio non ho mai mangiato a casa: sempre al ristorante».

Stagione 1973 74, scudetto alla Lazio e noi facciamo un giochino: ogni. compagno, un ricordo. Portiere Felice Pulici.
«Grande amico. Una sera, appena arrivati a Roma, decidiamo di andare a vedere il Colosseo e partiamo sulla sua 124 blu. Dopo 2 ore stavamo ancora girandoci intorno per cercare la via del ritorno … ».

Sergio Petrelli.
«Silenzioso, era meglio lasciarlo stare. Pilotava gli aerei ed è stato quello che ha portato la moda delle pistole. Una notte, prima del derby, gli ultrà della Roma vengono sotto il nostro albergo a fare casino. Lui si affaccia, in silenzio, e pira pum pam, spara ai lampioni mentre i giallorossi scappano spaventati. Ma la più bella è quella della luce».

Cioè?
«Siamo in ritiro, è ora di dormire e dice al compagno di stanza: "’Spegni la luce". Quello risponde: "Non ho voglia di alzarmi, fallo tu". Pedro prende la mira, pum, spara alla lampadina e dà la buona notte … ».

Luígi Martini.
«Un duro, cattivo in campo ma squisito fuori. Indimenticabile una sua rissa con Chinaglia in Svizzera, a Sion, dopo una gara di Uefa. Negli spogliatoi Giorgione gli dà la colpa del gol subito, lui perde la pazienza, prende una bottiglia, la rompe e inizia a vibrarla nell’aria minacciando tutti.».

Giuseppe Wilson.
«II capitano, l’immagine di quella Lazio, un perfezionista».

Giancarlo Oddi
«E’ quello con cui sono rimasto più legato, era il protetto di Chinaglia, un vero burino romano. Ma ragazzo splendido».

Franco Nanni.
«Era troppo buono, un timidone e per questo motivo era sempre messo in mezzo. Era preso di mira da tutti. qualsiasi cosa succedesse in campo, era colpa sua».

Luciano Re Cecconi.
«Ha fatto una fine assurda per colpa di una puttanata. Eravamo al Flaminio, lui e Ghedin mi invitano all’aperitivo. Rifiuto e saluto. A casa accendo la tv e sento la notizia: Luciano ammazzato per aver finto una rapina. Corro all’ospedale, incontro Ghedin che era con lui: era sconvolto, piangeva e ripeteva "Poteva succedere a me, poteva succedere a me"».

Giorgio Chinaglia
«Unico. La mattina, quando eravamo in ritiro, si presentava a pranzo in pigiama con i capelli tutti in piedi e gli occhi appiccicati. Un giorno invece arriva con un giubbotto di renna con le frange lunghe così. Cerca di sedersi sullo sgabello ma non ce la fà. "Giorgio, ma cosa c’è? ". Fa una strana smorfia, si volta e oplà: sul fianco spunta una pistola 44 Magnum tanto grande da impedirgli ogni movimento. E noi tutti a ridere».

Qualche rissa?
«Era sempre in mezzo. Vigilia del derby, andiamo al cinema. All’entrata si presenta un tifoso giallorosso: "Chinaglia, a gobbo, domani te famo nero". Giorgio fa finta di niente e lo lascia sedere, aspetta che si spengano le luci e poi si piazza alla fila dietro. Pum pum pum, tifoso sistemato…
Ma quella volta con il presidente».

Ha picchiato anche lui?
«Non arrivavano gli stipendi, allora andiamo da Chinaglia e lo carichiamo. "Giorgio, dici di difendere i nostri diritti ma non conti un cazzo". Nemmeno il tempo di finire e aveva appeso Lenzini al muro».

Mario Frustalupi.
«Intelligenza calcistica mostruosa, si piazzava a metà campo e i palloni erano tutti suoi. Bravo e di personalità, come quando litigò con Chinaglia».

Forza, racconti.
«Solito fine partita con rissa sotto le docce, Giorgione ne dice una di troppo e Frustalupi, distinto, gli lancia addosso la scarpa da calcio: Chinaglia si sposta in tempo, i tacchetti di ferro sbattono contro il muro e lasciano la scia di scintille. E poi via, tutti a picchiarsi».

Vincenzo D’amico.
«Un talento puro. Eravamo compagni di stanza e passava tutto il tempo al telefono, ogni giorno una ragazza diversa».

Tommaso Maestrelli, il mister. «La sua forza era che capiva quando era il momento di lasciar correre e quando era meglio alzare la voce. Più che un allenatore, era un papà. La sua morte è stata l’inizio della fine di quella Lazio».

A proposito: Maestrelli, Re Cecconi, Frustalupi…
«Le dirò di più: sa che sono morti anche molti tra i massaggiatori e magazzinieri? Dicono che quella Lazio fosse maledetta; non ci credo e non ho paura. Quella Lazio è stata unica, il calcio non avrà mai più una squadra così. Ecco perchè ho staccato con il passato e me ne sto qui a ricordare lontano da Roma, isolato nel mio paesello».

Offline bak

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20158
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #13 il: 04 Dic 2014, 16:49 »
Eppure sta storia del Cecco fascista mi ricordo di averla letta da qualche parte...

Online zimmer

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1489
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #14 il: 04 Dic 2014, 17:18 »
Per quello che conta ...

Io ricordo che Giordano si diceva avesse la tessera della FGCI (Federazione giovani comunisti italiani, per i più giovani), ma non so se è vero

Mentre in un qualche libro, non so se su quello di Recanatesi (1 più undici), si racconta di un Maestrelli simpatizzante comunista, che aveva chiesto e avuto la possibilità di incontrarsi con Berlinguer. Sempre nello stesso libro si parla di un Frustalupi dichiarato comunista.



Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #15 il: 04 Dic 2014, 18:17 »
periodo Cragnotti

quello di sinistra ? butto giù un nome così a memoria ...Protti ?

cuchillo

cuchillo

Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #16 il: 04 Dic 2014, 18:33 »
Io ricordo che Giordano si diceva avesse la tessera della FGCI (Federazione giovani comunisti italiani, per i più giovani), ma non so se è vero

Ma non ci credo manco se lo vedo.
Senza fare della sociologia d'accatto, ma veramente Giordano poteva avere un interesse verso la politica tale da andare a farsi la tessera della FGCI? Ma avete presente Giordano a 18 anni? E' uno che ti fa pensare che andava a Donna Olimpia nel 1974 ad ascoltare Giuliano Ferrara?

Circa Frustalupi, Chiappaventi dice che era socialista. Uno dei due sbaglia, quindi. O c'ha ragione Chiappaventi o c'ha ragione Recanatesi.

Online sharp

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20426
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #17 il: 04 Dic 2014, 19:12 »
Il tuo avatar, al piccolo IB di 12 anni, a Sarentino, rifiuto' di firmare l'autografo.
Di sinistra ma [...].

T'aveva inquadrato subito ;)

inviato con il mio S3
sempre forza Lazio
e asriommammerdafognadestacittá







   

Online sharp

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20426
Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #18 il: 04 Dic 2014, 19:51 »

Non vorrei dire una cazzata però .mi sembra di ricordare che Maestrelli partecipò anche ad alcune azioni partigiane durante la resistenza



inviato con il mio S3
sempre forza Lazio
e asriommammerdafognadestacittá






   

Re:Destra e sinistra (nella Lazio)
« Risposta #19 il: 04 Dic 2014, 20:02 »
Essendo tutti giocatori ricchi, direi assolutamente Sinistra.

 :beer:
 

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