Continuo a pensarci a sta cosa che ti prende dentro e non ti molla.
Poi a parola , io per primo, esplodiamo ribollendo e non si salva nessuno o quasi.
Di che cosa ci ammaliamo dunque se Lotito pensa al Molise, Sarri è un ex benzinaio, Fabiani un pensionato, Provedel ex tizio anello debole non è portiere da Lazio ambiziosa, Lazzari non sa crossare, Patric chi? Romagnoli è opaco, Marusic non si può vedere, Gila è forse un prospetto, Hysaj non ne azzecca una da non so quando, Guendouzi corre a vuoto, Rovella si è perso, Cataldi se non era Laziale non avrebbe mai giocato a questi livelli, LA non sa battere un corner e una punizione, Kamada è un "sushi insipido", con Vecino non sappiamo cosa farci, FA è un coniglietto bagnato, Pedro alla fine del viale del tramonto, Zaccagni gioca da giugno a luglio, Isaksen pare un filetto di platessa bollito, Castellanos 9+4 serve per le risse da saloon, Immobile è un ex calciatore.
Lo so, io per primo, ho esaurito gli epiteti, il gioco è proprio brutto e noioso, ma allora di cosa siamo innamorati ?
Cosa mi fa scegliere di vedere l'amichevole degli allievi Lazio contro il Centocelle invece che la finale di CL?
Di una idea?
Di cosa ci siamo innamorati , ammalati ?
Citazione di: Adler Nest il 27 Nov 2023, 22:08
Di cosa ci siamo innamorati , ammalati ?
Della maglia dai colori più belli del mondo!
Di come, quando escono dagli spogliatoi, ti batte i cuore!
Del nostro simbolo, l'aquila!
Della storia che, da 124 anni, ci accompagna ed accompagna chi ci ha insegnato ad essere laziali, cacacazzi, pessimisti, mai "mezzo pieno"...
Ed oggi, dopo due giorni che non entri nel forum perché temi cosa ci leggeresti (e ci avresti effettivamente letto), dai un'occhiata seduto sulla tazza del cesso alle mille cacate scritte da fratelli laziali e ti prepari a prendere il Milano Roma per andare a tifare Lazio, stadio Olimpico, ore 18:45.
In cima ar monno c'è... :band1: :band2: :band9: :band3:
A proposito di amore per la Lazio... Se quest'anno arriviamo in Champions voglio organizzare di andare a Formello a piedi da Trastevere, il mio quartiere. Sono 25 chilometri, circa 6/7 ore di cammino. Se qualcuno è interessato a fare questa cosa con me come gesto d'amore e di ringraziamento per questa impresa quasi impossibile sarebbe molto bello. Io lo farò comunque anche da solo, perchè amo questa maglia e questi colori in un modo difficile da descrivere, e se riusciremo a raggiungere l'obiettivo voglio donare anche il mio di sudore alla causa. :since :since :since :since :since
Citazione di: Palo il 28 Nov 2023, 07:05
Della maglia dai colori più belli del mondo!
Di come, quando escono dagli spogliatoi, ti batte i cuore!
Del nostro simbolo, l'aquila!
Della storia che, da 124 anni, ci accompagna ed accompagna chi ci ha insegnato ad essere laziali, cacacazzi, pessimisti, mai "mezzo pieno"...
Ed oggi, dopo due giorni che non entri nel forum perché temi cosa ci leggeresti (e ci avresti effettivamente letto), dai un'occhiata seduto sulla tazza del cesso alle mille cacate scritte da fratelli laziali e ti prepari a prendere il Milano Roma per andare a tifare Lazio, stadio Olimpico, ore 18:45.
Mi hai strappato un sorriso perché ti ho letto esattamente seduto sullo stesso posto.
Ore 12:30 parcheggio Villa Costanza Firenze a raccogliere mio figlio e amico che arrivano da Parma e via verso Roma con la stessa sciarpa che sventolavo fuori dal finestrino tornando un giorno a Conegliano da Milano quando eravamo entrambi in B...sotto un diluvio (di acqua e di gol..)
La Lazio mia......
:band2:
:band5: :band6:
Scelta di cuore e di una tradizione. Mio padre, laziale, che accompagnava me a vedere la Lazio e i miei due fratelli a vedere la Roma, quando se lo poteva permettere. Con lui, per mano, ho vissuto momenti bui tipo Lazio Avellino con seimila spettatori; ho visto vincere lo scudetto del 1974. Ho visto morire con i miei occhi Paparelli (ero lì a 2 metri). E poi... ho accompagnato i miei figli in questo lungo e bellissimo cammino. Oggi sono abbonato e vado con mia figlia finché potrò, finché vorrà. Ho pianto in finale di coppa Italia contro l'Atalanta per non avere più a me vicino il mio amico fraterno di centinaia di partite vissute allo stadio e in trasferta. Di padre in figlio... scelta di cuore e di tradizione, appunto.
Citazione di: Metallazio il 28 Nov 2023, 07:21
A proposito di amore per la Lazio... Se quest'anno arriviamo in Champions voglio organizzare di andare a Formello a piedi da Trastevere, il mio quartiere. Sono 25 chilometri, circa 6/7 ore di cammino. Se qualcuno è interessato a fare questa cosa con me come gesto d'amore e di ringraziamento per questa impresa quasi impossibile sarebbe molto bello. Io lo farò comunque anche da solo, perchè amo questa maglia e questi colori in un modo difficile da descrivere, e se riusciremo a raggiungere l'obiettivo voglio donare anche il mio di sudore alla causa. :since :since :since :since :since
Pronto ad affiancarti :since
Ma che cazzo ne so.
Na sciagura.
Mezzo pieno, mezzo vuoto, io manco il bicchiere vedo più.
Se seguo ancora il calcio è solo per la Lazio, tutto il resto mi fa vomitare.
Potrebbero anche solo essere gli effetti secondari del Polonio.
Citazione di: StylishKid il 28 Nov 2023, 09:35
Ma che cazzo ne so.
Se seguo ancora il calcio è solo per la Lazio, tutto il resto mi fa vomitare.
:band1:
Citazione di: Adler Nest il 27 Nov 2023, 22:08
ma allora di cosa siamo innamorati ?
Di una idea?
Di cosa ci siamo innamorati , ammalati ?
Di un'entità che ci accompagna da quando siamo piccoli.
Di un qualcosa in cui, almeno io, mi sono rifugiato nei momenti bui nei vari periodi di crescita.
Se penso alla Lazio nella mia vita penso a quando mamma e papà discutevano di là in salone e io mi chiudevo in cameretta per non sentirli a giocare con i pupazzetti facendo le azioni Rambaudi Signori Casiraghi...
Penso a papà che finito di litigare con mamma veniva di là, accendeva la radiolina e si metteva sul letto vicino a me per seguire Juventus Lazio di Coppa Italia di non so quale anno...
Penso ai racconti delle trasferte fatte da papà a Como, Cava etc...e di come per la Lazio ha buttato il primo matrimonio perché i fine settimana non c'era mai..
Penso al 26 Maggio...che per scaramanzia non ho visto allo stadio ma con gli amici e papà mi disse "La vedo a casa"...e invece a fine partita lo chiamai e nonostante avesse avuto da poco un ictus era andato allo Stadio a mia insaputa...
E' la stessa domanda che mi faccio io quando, per esempio al derby, entra la Lazio, boato di noi tifosi...i ragazzi vengono sotto la Curva...parte il coro e a me mi arriva il groppo in gola.
E' difficile da spiegare, ma è così Adler...
Citazione di: italicbold il 28 Nov 2023, 09:53
Potrebbero anche solo essere gli effetti secondari del Polonio.
:=))
Parafrasando un grande narratore di sport come Federico Buffa:
"La Lazio ha scandito i tempi della nostra vita e scandirà i tempi di quelli che verranno".
E' così.
Per me è una trasposizione degli affetti della nostra vita.
Andare allo stadio è stato un modo per stare insieme a mio papà.
Grazie alla Lazio ho potuto conoscerlo meglio e parlarci come altrimenti non mi capitava.
E da 85enne l'ho accompagnato io alla finale di Coppa Italia con l'Atalanta, 40 anni dopo.
Camminava lento e ha un po' patito il tragitto finale ma è stata una serata memorabile.
Oggi sono partito da Parigi con mia figlia di 12 anni e sarò allo stadio con lei per la prima volta.
Siamo privilegiati e non è un sacrificio ma semplicemente un percorso che si riavvia.
Credo che sia questo che vediamo allo stadio, un modo per stare insieme sotto una bandiera.
Io credo che potrebbero parlarne molto le persone che ci amano.
Che sono costrette, spesso obtorto collo, a condividerci con la Lazio.
Loro potrebbero spiegare meglio di tutti cos'è la Lazio per noi.
Mia moglie, penso, possa farne un quadro esauriente. Lei dice spesso che si accorse del merdaio in cui si stava mettendo quando vide sbarcare a Parigi mezza famiglia per la finale di coppa Uefa al Parco dei principi. Della nostra faccia quando partimmo da casa e la nostra faccia quando tornammo.
Tristezza, grande tristezza, ma anche la fierezza di un dovere assolto. Mio padre ricordo che al triplice fischio finale, disse che "comunque dovevamo essere li".
Si, dovevamo essere li.
Dobbiamo essere li.
Dove gioca la Lazio.
Citazione di: Metallazio il 28 Nov 2023, 07:21
A proposito di amore per la Lazio... Se quest'anno arriviamo in Champions voglio organizzare di andare a Formello a piedi da Trastevere, il mio quartiere. Sono 25 chilometri, circa 6/7 ore di cammino. Se qualcuno è interessato a fare questa cosa con me come gesto d'amore e di ringraziamento per questa impresa quasi impossibile sarebbe molto bello. Io lo farò comunque anche da solo, perchè amo questa maglia e questi colori in un modo difficile da descrivere, e se riusciremo a raggiungere l'obiettivo voglio donare anche il mio di sudore alla causa. :since :since :since :since :since
Se succede...aspettami, arrivo da San Giovanni passando per Testaccio con la maglia "più bella del mondo"... :band9:
Fondamentale per me è stato il senso di appartenenza.
Mio fratello più grande era della Lazio e gran parte del mondo che mi circondava da piccolo era della Lazio.
Ed io volevo essere come loro; parte di loro.
Poi, come è normale che sia, l'amore sviscerale si è alimentato con la frequentazione.
E spiegare l'amore non si può.
Altro tassello fondamentale è stato Giordano.
Vederlo giocare mi ha stregato; è stato un giocatore spaziale!!!
Se non fosse appartenuto alla Lazio avrebbe vinto di tutto.
Stamattina mi sono svegliato e messo una felpa della Lazio per girare dentro casa e preparare la colazione. Si sveglia mia figli di 15 mesi e vado a prenderla nel suo lettino, la metto in braccio e lei tocca lo scudetto sul petto della mia felpa e dice ''Attio''.
Citazione di: ranocchio il 28 Nov 2023, 10:29
Siamo privilegiati
I have died every day waiting for you
Darling don't be afraid I have loved you
For a thousand years
I will love you
For a thousand more
era la Lazio di Eriksson ...e io avevo mollato da anni il calcio (juventino da piccolo come la totalità dei siciliani a quel tempo). Poi ho avuto un frontale violento con la Lazio. E più passava il tempo, più m'ammalavo di Lazio. Più passava il tempo e più pensavo che fosse uno stile di vita alternativo, con tutto quello che si portava appresso... Credo che sia per questo motivo che quando mi si tocca sulla "lazialità" non riesco a rimanere freddo e distaccato: perché quella è stata una scelta adulta, di maturità e (ad un certo punto) di grande naturalità, dove il pensarsi altrove era sempre un fuori luogo. Fu esattamente come scoprire il proprio orientamento sessuale. La sfida, l'entusiasmo, l'orgoglio e la fierezza di essersi ritrovati, dopo aver fatto coming out-
Citazione di: Lillo63 il 28 Nov 2023, 08:25
Scelta di cuore e di una tradizione. Mio padre, laziale, che accompagnava me a vedere la Lazio e i miei due fratelli a vedere la Roma, quando se lo poteva permettere. Con lui, per mano, ho vissuto momenti bui tipo Lazio Avellino con seimila spettatori; ho visto vincere lo scudetto del 1974. Ho visto morire con i miei occhi Paparelli (ero lì a 2 metri). E poi... ho accompagnato i miei figli in questo lungo e bellissimo cammino. Oggi sono abbonato e vado con mia figlia finché potrò, finché vorrà. Ho pianto in finale di coppa Italia contro l'Atalanta per non avere più a me vicino il mio amico fraterno di centinaia di partite vissute allo stadio e in trasferta. Di padre in figlio... scelta di cuore e di tradizione, appunto.
Non ho vissuto come te l'evento tragico di Paparelli, ma mi riconosco in tanto di quello che hai descritto.
Vedere i miei figli cantare a squarciagola "So' già du' ore", quando ricordo di averlo sentito per la prima volta da piccolo accompagnato da mio padre, ed aver comprato all'epoca il 45 giri ("I cori sono stati registrati in occasione di Lazio Juventus 3-0 del 1977", c'era scritto, o qualcosa di simile), mi fa sempre venire un groppo alla gola. Un po' come aver visto il primo "Guerre Stellari" con i miei genitori, ed aver visto "Rogue One" con i miei figli, è un cerchio che si chiude.
Come te, scelta di cuore e di tradizione, per una squadra che ci fa arrabbiare ma, ogni tanto, gioire ed abbracciare come non mai. :ssl
PS: chi non è andato allo stadio a Lazio - Atletico e Lazio - Feyenoord si è perso tanto, secondo me.
Per me tutto nasce da mio padre che mi tiene in braccio nella vittoria del primo scudetto.
Poi da Roma ci si trasferisce a Ravenna ma il legame con la città nativa i nonni e i cugini è cementato con quella colla che è la Lazio.
E ogni Natale Pasqua o ponte che sia la prima cosa che si guardava era se la Lazio giocava in casa.
Quando dici a mamma perché non ti abbia chiamato Bruno, primo idolo di uno scolaretto alle elementari...
È stato amore a prima vista, e come tutti i grandi amori sono sempre più dolorose e cocenti le delusioni e le sconfitte, di quanto non lo siano le gioie dei successi e delle vittorie.
E così sarà per sempre.
Mio padre era del 1926.
Mi ha chiamato Silvio...
Citazione di: ranocchio il 28 Nov 2023, 10:29
Credo che sia questo che vediamo allo stadio, un modo per stare insieme sotto una bandiera.
Citazione di: italicbold il 28 Nov 2023, 10:55
Dobbiamo essere li.
Dove gioca la Lazio.
Frasi in cui mi riconosco al 100%
Alcune volte per me è più importante il bagno di Lazialità che si crea in uno stadio gremito piuttosto di quello che succede in campo (saranno i retaggi degli anni '80, dove allo stadio ci si andava per compattarci e serrare le fila piuttosto che altro)
Per questo motivo perdo la ragione quando vedo il padrone della Lazio che fa di tutto per impedire che lo stadio si riempia di Laziali
Da ragazzino (sono del '57), i miei cugini (riommici...), mi portarono a vedere un derby. Mi ricordo (?) che in curva nord non era come adesso: non c'era una netta separazione, i tifosi coabitavano (non senza contatti...!) e quindi potei fare, con l' obiettività di un ragazzino, un confronto sui diversi "comportamenti/atteggiamenti". Tornato a casa dissi a mio padre che non volevo essere un riommico ma un tifoso della LAZIO. Anni dopo mio padre (laziale), mi fece l'abbonamento Aquilotto. La domenica entravo con i miei compagni la mattina presto con lo striscione e le trombe (batteria pesante con l'acido che bucava i vestiti !); fare sega a scuola per andare a vedere gli allenamenti a Tor di Quinto. Fino ad arrivare a veder "conquistare" il nostro primo scudetto...
Adesso, lontano da Roma, quando riesco vengo all'Olimpico ed a qualche trasferta, ma la cosa più importante è che mia figlia (ha festeggiato il secondo scudetto a tre anni), adesso è diventata più tifosa di me ! Quindi: di padre in figlia ! :since :asrm :band5:
Citazione di: MamPo7 il 28 Nov 2023, 16:09
Adesso, lontano da Roma, quando riesco vengo all'Olimpico ed a qualche trasferta, ma la cosa più importante è che mia figlia (ha festeggiato il secondo scudetto a tre anni), adesso è diventata più tifosa di me ! Quindi: di padre in figlia ! :since :asrm :band5:
:band1: :beer:
Mio padre era di Terracina, venuto a Roma per lavoro negli anni '50 divenne laziale perchè non sopportava i fanatici e sboroni giallorossi. Questione di pelle. Lo ringrazio. Oggi allo stadio c'erano i miei figli. Una storia che va avanti, a prescindere da tutto e da tutti. :band2: