Penso che pochi giocatori possano vantare una gamma di giudizi così variegata. Si passa dal "non è adatto a gioco del calcio", sentenziato anche da netter pacati e ragionevoli, a "può diventare il nuovo Desailly".
La cosa divertente è che entrambi i giudizi convivono in me dal suo esordio contro la Fiorentina, quando marcò l'irresistibile Luca Toni, e si manifestano a fasi alterne.
Forse è il destino di chi è dotato di una fisicità così straripante da diventare quasi un limite nella crescita tecnica e tattica.
Che ne pensate?
La mia. Ha bisogno di lavorare, pesantemente, sulla testa. Questo prima di tutto.
Non riesce concepire il calcio come collettività che si organizza nello spazio e nel tempo. Si esalta nel corpo a corpo, nella rovesciata spettacolare, nel tackle al fulmicotone, nel tuffo di testa a volo d'angelo.
Vive nel presente, come tutti i grandi giocatori individualisti (ad esempio Zarate), ma non è un attaccante e, soprattutto, non ha le doti tecniche per poterselo permettere.
Tatticamente mi ha lasciato una buona impressione come esterno basso nel 5-3-2, impostato da Ballardini prima di venire silurato. In quella posizione riusciva a sviluppare la sua progressione devastante, senza mettere a repentaglio l'incolumità di Muslera e delle nostre coronarie. Però, sinceramente, mi posso aspettare di tutto, pure che giochi partite strepitose da centrocampista centrale.
Insomma, non lo so.