A volte penso che certe cose solo a noi potevano capitare. Le storie di Lazio sono diverse, nel bene e nel male. Sono più belle, semplicemente.
Per me essere laziale è irrinunciabile proprio per questo, perché il laziale ha una complessità che i tifosi delle altre squadre non riescono nemmeno a immaginare. Il laziale si appassiona e gioisce; sì, ma sa anche essere critico, contorto, autolesionista.
Mi viene una riflessione sulla nostra tifoseria spaccata. Spaccata in due, quattro, milleottocento modi diversi di pensare. Ecco, io la considero una ricchezza. E lo dico adesso, mentre me ne sto seduto in relax a casetta.
Siamo divisi, eppure cerchiamo disperatamente quell'unità che ci manca. Lottiamo, ognuno con il proprio modo di essere della Lazio. Chi di noi non ha creduto, almeno una volta, di avere la soluzione definitiva alle sofferenze della Lazio, e in più di potergliela offrire? Perché la Lazio è un essere che sanguina, la Lazio è viva. La storia della Lazio è un romanzo che dialoga col mito. Pensiamo alle altre squadre: hanno storie che in confronto sembrano sceneggiature di telefilm. E se non fossi laziale, la storia della Lazio sarebbe il film che vorrei vedere, il libro che vorrei leggere, la vita che vorrei vivere.