Citazione di: massirosa73 il 28 Mag 2010, 19:18
Leggo un libro scritto da Spinozzi, ho appreso che nella stagione 79-80 e in quelli subito successivi avevamo ai vertici societari sia Moggi che Sbardella. Se pur con le riserve che qualcuno può produrre, si trattava di due personaggi che mangiavano calcio tutti i giorni e la cui competenza era indiscutibile. I numeri però parlano di una retrocessione dovuta al calcio-scommesse, dopo una sofferta salvezza, e una mancata promozione nel campionato cadetto l'anno successivo(rigore sbagliato da Chiodi). 2+2 non fa sempre 4
Non è proprio così...
Nel 1979/80 il DS era Janich. Era una discreta Lazio (con gli acquisti di Cacciatori, Nicoli, Citterio, Zucchini e Montesi) che ovviamente tra punti persi apposta e giocatori a Regina Coeli "sbracò"...(prova a togliere Julio Cesar, Zanetti, Lucio e Milito all'Inter per due mesi e vedi cosa succede...)
Nonostante avesse un altro anno di contratto, si dimise per non lavorare con Moggi (che non era ancora quello che diventò in seguito).
Nel 1980/81 facemmo la campagna acquisti grazie alle cessioni di Tassotti e D'Amico, di soldi non ce n'erano molti...
La squadra veniva indicata dagli addetti ai lavori in estate (prima della retrocessione a tavolino) come una squadra da zona UEFA.
Aldilà del rigore sbagliato pagammo l'infortunio del portiere Moscatelli e lo scarso contributo di reti da parte di Chiodi.
L'anno successivo (1981/82) fu richiamato in società Sbardella come DG. In realtà probabilmente fu piu una mossa per mandare via Moggi, visto che due galli nel pollaio ecc ecc
Stagione peggiore della precedente, le colpe maggiori furono dall'allenatore Castagner che subì il ritorno di D'Amico (che non voleva) e fece di tutto per acquistare il suo pallino Speggiorin (già dall'altro prima).
Tornammo in serie A solo l'anno successivo grazie a Paolo Rossi, Tardelli ed Altobelli.
Non ci fossero stati loro in attacco avremmo avuto Vagheggi e Ambu (+ Chiodi come terza punta).
I DS in quel momento nella Lazio contavano veramente poco...