Citazione di: Adler Nest il 17 Mag 2010, 10:30
Ho diritto, abbiamo diritto alla normalità per l'anno che verrà e le parole di Reja in questo sono di buon auspicio.
Normalità che vuol dire buon senso ed equilibrio, che sarebbero auspicabli a tutti i livelli.
1. Una società che, nel limite del possbile, si strutturi adeguatamente.
2. Una società lasciata in pace dal popolo contestatore.
3. Una campagna di rafforzamento mirata e che poggi sulle raccomandazioni di Reja.
4. Un blocco (che c'è) su cui ripartire: Floccari e Ledesma come "acquisti"
5. Patti chiari e amicizia lunga con coloro che non rientrano nelle strategie del mister (o andate da un'altra parte, o non intralciate la squadra che il mister vuole e deve allenare)
6. Un mercato che non venga fatto di promesse che non possono essere mantenute, liste di prescrizione, e colpi(o presunti) il 30 di agosto.
7. Di nuovo un mercato estivo all'altezza di quello invernale (ma come mai è sempre così? a Lotito arrivano i soldi a fine anno?)
8. Un ritiro il più sereno possibile.
9. Un mandato chiaro a Reja
9. Zarate è uno dei giocatori, non il giocatore su cui far ruotare tutto intorno.
10. Obiettivi realistici
11. Catetere locale da non ascoltare.
12. Ignorare il campionato della seconda squadra di roma (per una qualificazione in CL, sarei anche disposto a perdere i 2 derby): fintanto che faremo la corsa o misureremo i nostri obiettivi su di loro, non cresceremo mai.
Nel condividere il tuo richiamo alla normalità mi permetto di fare le mie osservazioni punto per punto.
1. Ottimo, siamo in almeno due, ma la stima è approssimata per difetto. Purtroppo, a parte qualche anticipazione-suggestione giornalistico, non si registrano finora decisioni concrete. Staremo a vedere. Intanto è maggio ed è già un pochino tardi, ma si sa il nostro (non il mio) se la prende comoda di solito.
2. Una società non può né deve essere lasciata in pace dal popolo contestatore, perché questo popolo esercita legittimamente il suo diritto di critica. Anche questo si chiama diritto alla normalità: siamo in un sistema democratico e quando si chiede adesione e consenso si deve essere disposti anche a subire le critiche nei momenti negativi.
3. Questa è una base logica di partenza, tenendo conto delle priorità finanziarie.
4. Le basi da cui parti sono condivisibili. Temo che il tempo cominci a giocare a favore dell'argentino visto che a gennaio si libera.
5. O vanno da un'altra parte e li si aiuta a trovare una sistemazione oppure si definiscono le pendenze contrattuali, altrimenti te li tieni sullo stomaco. Questo sarà uno dei fronti più caldi del prossimo calciomercato.
6. Ottimo il tuo suggerimento: si spera sia finalmente seguito dal nostro (non dal mio).
7. Intelligente la tua osservazione. E' la seconda volta in 3 anni che la Lazio fa campagna acquisti a gennaio anziché ad agosto e tutte e due in concomitanza con la partecipazione ad una coppa europea. Posto che in tutte e due i campionati abbiamo conquistato 46 punti, ci si chiede quale sia il metodo. In ogni caso ci sembra un metodo illogico, improduttivo e controproducente.
8. Dipende innanzitutto dalla società nella sua azione quotidiana di mercato e nei messaggi che saprà mandare alla tifoseria.
9. Anche su questo pare non ci siano sicurezza al 100%. Staremo a vedere.
9-bis. Ottimo approccio funzionale a far crescere, soprattutto sul piano mentale il giovane argentino a cui sembra sia stato fatto credere, un po' incautamente, di essere l'antagonista di Messi.
10. L'obiettivo realistico per una società come la SSLazio1900 è la partecipazione ad una coppa europea. L'obiettivo quindi appropriato per l'anno prossimo è il raggiungimento ALMENO della qualificazione alla Europa League. Dico ALMENO.
11. Il catetere va ascoltato come luogo di discussione e magari partecipato, senza usarlo per i comizi ma accettando il confronto e cercando di veicolare una nuova e migliore immagine di presidente. Ne gioverebbe la sua carriera.
12. Loro sono cresciuti e si sono riappropriati della superiorità cittadina nel momento in cui hanno seguito il nostro esempio. Così si fa per crescere, non rifiutando l'amara (per noi) realtà.