Dura da assorbire, durissima. Forse è una fortuna che si rigioca subito, o forse no, servirebbe tempo, non so.
Io sono convinto che nello sport agonistico, dove c'è stata una selezione feroce all'origine, la differenza "dopo" la fanno i particolari. Sicché, le minime differenze nei gesti atletici sono incise profondamente dalla concentrazione, dalla convinzione, dal desiderio di affermarsi.
Forse, avere cominciato a agosto, seguire uno spartito tattico molto complesso, essere sempre sovraesposti mediaticamente in modo anomalo (sempre in negativo) logora - ha logorato i giocatori - molto più di quanto non pensiamo.
Oppure, altra soluzione, questo gruppo di buoni/ottimi giocatori ha un limite, appunto nella testa, che quando viene iper sollecitata, cede a prescindere.
Non sono seghe, ma non hanno quella granitica convinzione che li porta a iper performare (come i "vincenti", come avvenne in quei mesi noi sappiamo quando ....).
Certo, questa tesi tende a rimuovere ambiti di responsabilità a giocatori e, in parte, all'allenatore. E anche alla società, che più di tanto non può fare, non avendo i mezzi economici.
Ma si può anche concludere che se il problema è la tenuta mentale di questo gruppo, allargandolo e incrementandolo, quel livello di stress dovrebbe ripartirsi e scendere.
Quindi, per rispondere a qualcuno: con Caputo e Parisi/Casale le cose sarebbero andate diversamente?
Non lo sapremo mai, ma è ragionevole supporre di si.