E' da Lazio

Aperto da GuyMontag, 28 Apr 2012, 00:15

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N.G.E.

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La nuova generazione di Laziali; di cui quasi trentenne faccio parte, è una generazione diversa da tutte quelle precedenti, soprattutto non è una generazione pessimista.

Noi 25/30enni di oggi non abbiamo mai vissuto la serie B; abbiamo sempre, tranne 3/4 eccezioni in 20 anni, vissuto una Lazio forte; che è sempre stata tra le prime 4/5 della serie A; a scuola non eravamo affatto in minoranza (in classe mia alle superiori 5 Laziali e 3 romanisti); siamo cresciuti con Cragnotti, Signori, Casiraghi, Vieri, Nedved, Salas, Nesta e tanti altri; mentre dall'altra parte prendevano cesar gomez, trotta, fabio junior e servidei; roba che manco il più antiromanista dei Laziali mettendo insieme le figurine avrebbe fatto una Lazio ed una roma così.

Io voglio vincere, perchè con la Lazio forte e vincente ci sono cresciuto ed abituato, e non voglio disabituarmi, MAI; altro che pessimismo.

:band1: :band1:

COLDILANA61

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Questo topic sicuramente .  ;)

Su come i tifosi si pongono vs la propria storia , il proprio presidente , le proprie aspettative , io divido in 3 categorie .

1 -> Le strisciate .
2 -> Le famose
3 -> Il resto

Noi facciamo parte del secondo gruppo . Ogni tanto , ed anche altri , entrano nel primo gruppo . Solo quando un pazzo vuole giocare ad un tavolo di poker con gente che ha dieci volte il suo patrimonio . Quindi o bleffa (Cragnotti) o si rovina (Sensi,Cecchi Gori) . Questa e' la nostra dimensione , volenti o no . E questa stagione e' la dimostrazione .
La corsa all'Europa che conta , in prospettiva e da un punto di vista finanziario , e' un affare/investimento che interessa o puo' essere produttivo solo per l'Inter . Solo l'Inter , oggi , puo' rischiare il preliminare perhe' l'unica che a prescindere dal risultato di questa stagione , fara' campagna di rafforzamento per puntare allo scudetto , a prescindere come direbbe Toto' . Il nostro scudetto del '74 , o quello del Verona , o della Samp , sono emblematici in questo senso e guarda caso nell'era della Coppa Campioni , ben diversa da quella attuale .
Io non sono pessimista , o ottimista , sono tifoso quindi in partenza incoerente .
Ogni anno "spero" cioe' tifo . E ci credo fino in fondo . anche perche' il bello del calcio e' che ogni tanto qualcosa di bello succede . E fra i sogni di ogni tifoso c'e' un presidente modello moratti , come sognare di fare 6 al superenalotto . I sogni , comunque , non si possono fermare . Su con la vita .  :ssl

marcantonio

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Tarallo sei il mio idolo (l'ho appena scritto su un altro topic, non è cross posting, è la verità).

Mr. Mojo

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........le discussioni generaliste, di solito, sono oziose.
Tipo: i laziali so' così o i rumeni so' così, di solito si scivola nell'aria fritta.
I tifosi so tifosi, non credo ad una diversità antropologica, culturale o genetica determinata dalle appartenenze, parlando seriamente.

Nell'esser laziali c'è di tutto e de più, è un macrocosmo non è mica una condizone univoca....a me molte cose dell'armamentrario "laziale" fanno pure un po' senso ma ne fotto, sono laziale, tutto qui, e non mi divido certo sul pessimista/ottimista, cosmico/relativo, solocontrotuttiincazzato/solocontrotuttiefiero....

Io se devo tracciare una linea la metto sul dignitoso/non dignitoso


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Tarallo

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Mojo, il tuo intento e' lodevole ma si scontra con la realta'.
Le generalizzazioni vanno evitate non perche' non abbiano un fondo di verita' (lo hanno eccome*) ma perche' se utilizzate per identificare il singolo nascondono rischi clamorosi di errori gravissimi, che culminano nella discriminazione e nel razzismo.
Quindi un conto e' dire parla pe' te, io non sono cosi' (come dice V.) un altro e' dire che non c'e' un tema comune, una psicologia condivisa in gruppi che si riuniscono - e qualcosa ci deve essere che li unisce, no?

*Ieri non so chi e' stato aggredito per aver detto, riferendosi a Klose, che in Germania c'e' un altro concetto della responsabilita' e del rispetto dei contratti, della professionalita' in generale. La cosa, lo confesso sapendo che il mondo per queste cose non e' pronto, per me e' verissima. Ma nel contesto di Klose non ci dice nulla, non vale neanche la pena giocare il gioco delle percentuali. La generalizzazione anche quando e' vera e' inutilizzabile.

Mr. Mojo

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Citazione di: Tarallo il 29 Apr 2012, 12:32
...........un altro e' dire che non c'e' un tema comune, una psicologia condivisa in gruppi che si riuniscono - e qualcosa ci deve essere che li unisce, no?

...si c'è un tema comune, c'è l'appartenenza ma non è data da un comune sentire di natura culturale, etica, poltica o filosofica.
L'appartenza, nel tifo,  è determinata su un fondamento di passione, irrazionalità, gioco....per cui mette assieme le diversità non le analogie.
Io con molti laziali (parlo per me naturalmente) non prenderei neanche un caffè....eppure la domenica assieme a loro sostengo la Lazio.
Questo non potrebbe accadere in "appartenenze" di partito, associazione, religione o altro fondato su valori comuni e condivisi. Lì il target (usiamo sta parolaccia) è omogeneo.

In sintesi e secondo Mojo, eh!

Scialoja

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Citazione di: Tarallo il 29 Apr 2012, 12:32

*Ieri non so chi e' stato aggredito per aver detto, riferendosi a Klose, che in Germania c'e' un altro concetto della responsabilita' e del rispetto dei contratti, della professionalita' in generale. La cosa, lo confesso sapendo che il mondo per queste cose non e' pronto, per me e' verissima. Ma nel contesto di Klose non ci dice nulla, non vale neanche la pena giocare il gioco delle percentuali. La generalizzazione anche quando e' vera e' inutilizzabile.

Eccolo  :)

COLDILANA61

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Citazione di: Tarallo il 29 Apr 2012, 12:32
Mojo, il tuo intento e' lodevole ma si scontra con la realta'.
Le generalizzazioni vanno evitate non perche' non abbiano un fondo di verita' (lo hanno eccome*) ma perche' se utilizzate per identificare il singolo nascondono rischi clamorosi di errori gravissimi, che culminano nella discriminazione e nel razzismo.
Quindi un conto e' dire parla pe' te, io non sono cosi' (come dice V.) un altro e' dire che non c'e' un tema comune, una psicologia condivisa in gruppi che si riuniscono - e qualcosa ci deve essere che li unisce, no?

*Ieri non so chi e' stato aggredito per aver detto, riferendosi a Klose, che in Germania c'e' un altro concetto della responsabilita' e del rispetto dei contratti, della professionalita' in generale. La cosa, lo confesso sapendo che il mondo per queste cose non e' pronto, per me e' verissima. Ma nel contesto di Klose non ci dice nulla, non vale neanche la pena giocare il gioco delle percentuali. La generalizzazione anche quando e' vera e' inutilizzabile.

Tarallo , e' in parte vero . E l'ho verificato vivendo in un contesto ultrastrisciato .

Io , qui , forse peche' proveniente da ambiente diverso , non vedo grosse differenze fra i tifosi delle strisciate .
Hanno in comune la prosopopea dei "vincenti" , e' un clan . Fra loro parlano lo stesso linguaggio .

Io l'unico tema comune , come lo chiami tu , lo trovo nella differenziazione con quelli de la ' .
Loro si "sentono" come gli strisciati . Sono gradassi . Sono "er piu'" senza rendersi conto che non contano un ca.zzo come tutti quelli che non fanno parte dell'elite ma vorrebbero farne parte . Ecco l'identita' comune dei Laziali : noi abbiamo coscienza della ns dimensione . Questo non vuol dire sentirsi "inferiori" , significa essere coscienti delle proprie possibilite' , senxza dimenticare il tifo ed i sogni .
Fino a prova contraria noi siamo Lenzini , Lotito mica Cragnotti . Ma con Lenzini e Lotito abbiamo vinto cosa che non succede ai Florenziani , ai ciucci , ai merdosi . Ci sara' un motivo ? Boh . 

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marcantonio

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Scialò, ma famme capì, sei il più garbato di tutti e t'aggrediscono?? Dimme chi è stato! ;))

Quel che dice Coldilana61 secondo me è vero per quanto riguarda i difettosi, non tanto per quanto riguarda noi perché la lazialità menzionata da Guy, che pare ormai possa essere definita vetero-generazionale (classe '74 presente! Augh!), non è mera coscienza della propria dimensione: messa così pare che siamo inferiori, mentre in realtà non si tratta di complesso di inferiorità ma di un'intrinseca capacità di complicarsi la vita e di vincere con uno sforzo 10x laddove gli altri vincono con uno sforzo x (ovvio che nessuno vince senza sforzo e senza manco una svejja), di passare dalle stalle alle stelle e viceversa e poi su di nuovo. Questo è nel nostro DNA e nella nostra psicologia, a meno che, ripeto, Cragnotti e persino il tanto vituperato Lotito non abbiano causato una mutazione genetica (che per carità, è positiva come la "nostra" vecchia razza) nelle nuove generazioni, appunto. Eppure tifando Lazio in un ambiente che sarà sempre a maggioranza peperonato (il mondo è plebe per maggioranza, è sempre stato così e sempre lo sarà) e dominato da circoli mediatici di sannipoliana memoria, nemmeno il "nuovo" laziale può evitare di ereditare i nostri cromosomi, che non ce la vengano a raccontare. ;))

Flaminio

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Da stasera, "è da Lazio" ancora di più. Diciamo così...

V.

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Citazione di: marcantonio il 28 Apr 2012, 13:18
Qui poi con questo nonsense Lazzaro vs. Gesù Cristo siamo al delirio puro e al trionfo del pessimo gusto. Della serie: come rovinare un bel topic.

me pare che sul calvinista e sul protestante non hai fiatato. anzi, te piaceva pure.

V.

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Citazione di: GuyMontag il 28 Apr 2012, 17:28
E' un po' una palla, scrivere e trovarsi frainteso.

Che mi significa che la nostra storia è cambiata? Quando è cambiata? Negli anni '50 arrivavamo sempre fra terzo e quarto posto, negli anni '60 un botto di B, nel '74 che te lo dico

idem anche per me sul fraintendimento.
per quanto ne dica tarallo che mi vuole dare del filosofo per non leggermi nè darmi peso, la nostra storia è cambiata dal 1974. l'ho già scritto qua sopra un mese fa.

la Lazio è la quarta squadra italiana per capocannieri.
i primi dodici nella storia della Lazio, io che ho quasi 40 anni, li ho visti per il 90%: o di persona, o c'erano quando erano bambini. risultato di questi cannonieri: nazionali, scudetto, coppe. non andiamo in b dal 1988. abbiamo avuto campionissimi con una certa regolarità. abbiamo avuto un primavera campione d'italia in A.
moltissimi giocatori laziali hanno fatto il giro del mondo. abbiamo tifosi all'estero. siamo stati dentro formazioni ideali della stampa internazionale.

non siamo il Milan (ma dai...) ma neanche la Nocerina e nemmeno il Foggia, che dopo Zeman non ha fatto più nulla. quelli come noi esistono se si sanno raccontare, perchè tra un trofeo e l'altro devi dare continuità tu.
a me gli atti di fede non interessano. l'atto di fede lo fa anche quello della nocerina. e non sono così presuntuoso da sentirmi migliore di un tifoso della nocerina solo perchè il cero che accendo io vale di più-
anche della retorica di Bigiarelli non interessa nulla. è lontana, non la vivo, salvo per dettagli essenziali.

la disfatta di ieri non sposta di un millimetro la questione.



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Tarallo

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Citazione di: V. il 01 Mag 2012, 01:37
idem anche per me sul fraintendimento.
per quanto ne dica tarallo che mi vuole dare del filosofo per non leggermi nè darmi peso, la nostra storia è cambiata dal 1974. l'ho già scritto qua sopra un mese fa.

Io non solo ti leggo ma forse ti do troppo peso, e ti ho gia' detto che con la frase sottolineata non sono affatto d'accordo. E io c'ero.
E ieri, l'altroieri e la settimana scorsa lo dimostrano.
Non una parola sulla simpatica Udinese. A parti invertite ci avrebbero crocifisso per il falso fischio e avrebbero giustificato le proteste dell'Udinese.

Ancora che la storia e' cambiata. Infatti nell'80 e nell'86 (dopo lo spartiacque del 74) tutti impressionati davanti agli scandali e impauriti dalla superpotenza biancoceleste.

Un see llallero tra i piu' pesanti della storia ti sta seppellendo, e Dio sa se non vorrei che tu avessi ragione.

Sul discorso dell'atteggiamento pessimista e zerbino, invece sono d'accordo con chi dice che e' ora di finirla. E guarda un po', Guy apre un topic che dice proprio questo.

GuyMontag

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Citazione di: V.

Non ci acchiappiamo proprio, nevvero?

Mi dispiace, perché apprezzo quanto scrivi. Proprio perché lo apprezzo, così come apprezzo la tua intelligenza, posso dire che ce fai. Lo fai apposta. A non leggere quello che scrivo, o a farlo in modo surrettizio, estraendo particelle, frasi, incisi, ed incollandole ad uso di quel che vuoi dimostrare.

Ti dirò, dei tifosi pessimisti che tu non stimi e non vedi come tifosi (o viceversa). Come ti dicevo, io sono il prototipo dell'ottimista inguaribile. Fin da quando ero piccolo, mi ricordo una Coppa Italia, un Lazio-Lecco 0-2, e ogni due minuti calcolavo: mancano dieci minuti alla fine, basta un gol ogni cinque minuti e pareggiamo, mancano otto, basterebbe un gol ogni quattro... fino all'inevitabile 0-2 finale.
Non vado più allo stadio perché assordato ed infastidito dai mantra della Nord, dalle battaglie tutte interne, mai contro nemici esterni, che mi avevano estenuato. Ma ogni tanto ritorno, a Lazio-Napoli ad esempio. E ci sono ancora tutti, nei distinti Ovest, due fratelli cinici a dir poco, disincantati che ne basterebbe mezzo, un tassista che mi sta davanti, di quelli che si alza in piedi ad ogni corner, come i greci, che mio padre odiava perché non gli aveva fatto vedere la metà dei gol della Lazio, uno sempre pronto ad accodarsi al primo Lotito pdm, poi un esagitato patito di atletica che scrive anche su questo forum..., un universo variegato e multiforme. Quando serve, questi ci sono tutti. A gridare, incoraggiare, gioire e soffrire insieme. Fratelli. Anche se poi non faccio altro che discuterci durante la partita. E non ti permettere di dire una sillaba su di loro. Pure se vedono nero.

Ah, si, perché la storia è cambiata. Scusami se mi ci metto di punta, ma io sono più grande di te. Non migliore, of course, ma solo ho vissuto questa storia di cui parli, ne ho attraversato tutti i guadi. Nel 1974 tu eri piccinissimo, e non ti puoi ricordare. Io mi ricordo distintamente dalla fine degli anni '60 ad oggi. Ti posso assicurare che la storia non è cambiata manco per il cappero. Diciamo si è arricchita, come quella di tutte le altre squadre, per mere motivazioni cronologiche. Ma non è andata sicuramente in una direzione, ha subito forse più di altre i vichiani corsi e ricorsi. Da quel 1974 la storia, la Nostra storia, annovera dei momenti meravigliosi. Drammatici, DA LAZIO, ma meravigliosi. Da quel gol di Fiorini, agli esodi biblici degli spareggi, per finire a Birmingham, a Monaco, a Lazio-Reggina. Tutto questo fa parte inscindibile della nostra storia. Il "vostro tifo funereo, triste, un po' melenso, un po' indolente" (cit.) è il tifo di quella gente che si è caricata sulle spalle la Lazio in quei momenti. Ti svelerò un segreto. Sono andato a Lazio-Vicenza con mio padre e mia sorella piccola. Ci cagavamo sotto. E la paura era densa, appiccicosa, seccava le labbra, si sudava. E tanti erano desolati, perdevano speranza, si vedevano già in C o (ti ricorderai, anche se eri adolescente) peggio. Spariti. Cancellati. Ma c'era anche un entusiasmo vivo e rombante. Un non mollare mai ante-litteram. E uno stadio pieno che metà bastava. Magari tu quelli non li avresti visti o non li avresti stimati, perché funerei, tristi o pessimisti.

Non è cambiato niente, da quei tempi. Non sono cambiati i tifosi. Forse - come afferma giustamente qualcuno - qualcosa è cambiato dall'era Cragnotti in poi. Ma non in meglio, certo non in positivo. Ha portato molti a credersi grandi quando grande non eri. A fare i gradassi e gli strafottenti perché era arrivato uno pieno di quattrini non suoi e aveva riempito la squadra di campioni. A credersi stocazzo, un po' come fanno da sempre i giallozozzi. Campioni del mondo ad agosto. A pretendere tutto e subito perché noi. A snobbare qualsiasi risultato, in nome di una nobiltà che ci impedisce di accettare qualcosa sotto il quarto-quinto posto. Quindi pure l'anno scorso è stato visto con sussiego. Dall'alto di un ipotetico stocazzo di non so quale diritto divino.

Io alla mia storia ci tengo. A tutta. Ai trionfi e alle sofferenze. Ero a Como nel 1976. Ultima giornata, dopo venti minuti stiamo sotto di 2. In B, dico. Solo due anni dopo il momento in cui tu affermi che la storia era cambiata. Una ceppa di minchia, cambiata. Giorgione era scappato in America, lasciandoci in braghe di tela. Il Maestro stava male. Poi (E' da Lazio, cavolo se E' da Lazio) arriviamo al due a due. E restiamo in A. E al corteo attraverso le sbigottite strade di Como, noi diecimila arrivati là senza speranza ma con un cuore infinito, ho potuto toccare la Lazialità.

E tu mi dici che è cambiata perché Eriksson nel 2000? Bah, con tutto il rispetto, mi sa il Laziale e la sua storia non li conosci abbastanza.

I rigori son tre. Forza Lazio alé.
Guy

Tarallo

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Sull'argomento "la storia e' cambiata" mi e' venuto in mente quello che m'e' successo domenica sera, per l'ennesima volta.
Guardo la partita con Tommasino ma quando la partita e' di sera lui normalmente deve andare a letto alla fine del primo tempo.
Domenica s'era portato sciarpa e coperta della Lazio come amuleti, aveva detto.
Io all'intervallo gli ho detto vai a letto lui ha insistito, ma ho insistito di piu' io. "Siamo 0-0, finora non e' andata cosi' male, risparmiati il resto".

Ma che non lo sapevo? Ma che e' la prima volta? E non e' perdere, figuriamoci, perdere ci sta, ne ho viste di Lazio scarse prendere schiaffi a destra e sinistra. E' che appena arriviamo sul filino di contare qualcosa ci si mette di tutto, di tutto, con spettacoli cosi' surreali che io onestamente a mio figlio voglio risparmiare, altrimenti gli uccido quella speranza che in me e' morta da un pezzo.

V.

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vi dico solo che mi si è cancellata la risposta a lungo meditata

vi sento vicini, non vi scavalco, non mi impadronisco dei vostri anni laziali di quando io ero piccolo, o non c'ero manco. distinti ovest, tredici anni di Lazio con papà abbonati lì dal 1989 al 2002. li conosco i laziali dolenti (dolenti, non "tristi" alla romana, che è un'altra cosa), ce li ho dentro casa. ma non è questo il punto.

non siamo il bayern ma nemmeno il cagliari, il verona, la samp, o il napoli, la fiorentina.
la storia è cambiata? sì, insisto, ma lo faccio per questioni lavorative, professionali.
di storia di Lazio ce n'è molta da raccontare. giornalisticamente lo scudetto del 74 non è più da solo.
e mi spingo oltre, quello del 2000 non è così lontano, perchè tra ieri e oggi sono successe cose belle che hanno gettato un filo verso il 2000. manca ancora molta strada però..

giocatori: da zoff come presidente e allenatore a Klose, quanti laziali stanno in giro, sono passati di qua, si sono affermati, hanno bissato vite precedenti, etc? quanti nazionali? ecco perchp citavo la classifica di cannonieri della storia laziale e di quando si è stravolta.

vedo come sia sparito dall'immaginario il ciclo del Parma. e mi fa paura.
siamo romani e romanocentrici ma non basta.
e quel pessimismo cosmico, se rimane chiuso dentro casa fa tanti danni: i danni di non raccontare in giro la Lazio.
ci sono tante tessere sparse non solo sulle stagioni senza [...] e senza gloria, ma pure su quelle di gloria.

aveva ragione Cragnotti, basta col gol di fiorini. aveva ragione perchè quegli addetti ai lavori lì non sapevano raccontare la nuova Lazio. poi il gol di fiorini è finito su Sfide, grandissimo risultato. ma il presidente aveva ragione. l'avremmo visto successivamente.

la champions di delio rossi per me è stato un ponte (di legno e pericolante) tra il 2000 e oggi.
la coppa italia e la supercoppa idem.

ieri su un pannello didascalico di una delle più antiche chiese italiane (rinata tre volte) c'era scritto che della nuova struttura romanica si aveva traccia nell'anno xxx negli annales di un monastero del centro italia.

per vivere, per sopravvivere bisogna essere raccontati. nella storia d'italia come altri paesi, vale più un notaio che un poeta. non bastano i sospiri umani, ci vuole uno che si metta a scrivere e che chieda che c'è da dire?

faccio finta di non vedere lequi e ballardini, è vero.
ma è perchè penso che abbiamo avuto di meglio, persino due giocatori campioni del mondo. certo, rispetto alla foto di derossi e totti che baciano la coppa è poca cosa, ma non devo mollare. c'erano anche oddo e peruzzi.
perchè non mollo? perchè c'è gente che ancora ricorda la polemica no pruzzo sì zaccarelli.

io a te posso dire ti ricordi zoff? ma alla mia ragazza devo dire c'era una volta il più forte portiere italiano, campione del mondo, primatista di pre4senze con juventus e nazionale, etc. scelse di venire da noi per allenare e fare il presidente. e con lui, severo, di provincia, burbero, ci siamo ripuliti dal calcio scommesse.

è il mio lavoro raccontare storie e fatti. tre righe valgono più di una risposta laconica.
gonfia che ti rigonfia la storia ne viene fuori un'altra che è sempre la nostra.

io non ho lla bacheca del milan, dove tutti si nascondono dietro, felicemente.
siamo nudi, e allora ci tocca raccontarci.

strike

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Adoro leggere V. ma confesso di capirne sempre piu' o meno la meta'.
Immagino questo signore che nel '62 diceva a suo figlio piccolo che la storia era cambiata perche' c'era quest'uomo, Silvio Piola da Pavia, che ci invidiavano tutti. Tutto il mondo l'aveva visto, e segnava sempre. E era della Lazio, e che adesso tutti ci gaurdavano con un altro occhio.
E il bambinoi che diceva a papa', ma non lo vedi che non ce se fila nessuno? E no e' cambiata, fidate.

Se la storia e' cambiata lo dovrebbero decidere i fatti di attualita', e a me l'attualita', sara' che ancora brucio dentro di un fuoco feroce, parla di zero, niente, una caccola nel mondo del calcio che ci nota solo quando vuole schiacciarci. Non la MIA di percezione, figuriamoci, la Lazio e' fin troppo al centro dei miei pensieri. Quella della storia, intendo.

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Minimoog

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Citazione di: GuyMontag il 28 Apr 2012, 00:15
Diciamoci la verità, non è da noi, non sarebbe mai stato da noi.
Non sarebbe stato da noi essere terzi con sette-otto punti sulla quarta.
Non ci sarebbe dispiaciuto guardare le ultime giornate di campionato magari con un po' di distacco, e se c'era da andare al male una domenica, insomma, concediamo qualcosa alla famiglia, tanto ormai è fatta.
Ma non sarebbe stato da noi.
E' invece da noi soffrire maledettamente fino all'ultimo minuto dell'ultima partita.
Dodici anni fa, addirittura, un tempo dopo l'ultimo minuto dell'ultima partita.
Nessuno ci regala niente, e lassù ci si sono dimenticati.
Noi non ci diamo una mano. D'altronde, non ce la siamo mai data. Il laziale è funebre, terrorizzato di poter essere felice, vede un raggio di sole dopo un acquazzone come una breve pausa tra due temporali. Perché, che pioverà, è sicuro. Un mio amico fraterno, al fischio finale di quel Perugia-Juve, mi guardò con occhio smarrito. E mò?
E quel giorno a Perugia stava piovendo. Mai pioggia fu più benedetta, pioggia comunque era.

Il momento è quello che è.

La squadra gioca male, malissimo. E che squadra, poi? Non c'è più nessuno. Il bollettino degli infortunati è un romanzo horror-gotico, ogni mattina lo consulto armato di ogni sorta di amuleti, spizzandolo come le carte a poker. E non lo puoi perdere manco un giorno. Mi sono distratto un attimo e zac, per il Profeta stagione finita. Dopo Brocchi, dopo Klose, dopo Lulic, la falce della stagione finita miete vittime, incurante se si tratti di titolari o riserve, anche Stankevicius si accoda alla lista - quella invece infinita. La ricaduta è dietro l'angolo, per uno che (forse) ce la fa altri tre accusano, povericristi che non si fanno mai male, tipo Ledesma o Gonzalez, arrancano spompati senza ricambi possibili, siamo arrivati all'impensabile di rimpiangere Del Nero o convocare Makinwa, il quale per la sorpresa si è subito infortunato. Stagione finita anche per lui. Prima di cominciare.

I nostri eroi si chiamano ora Scaloni e Garrido, visto che Radu e Konko fanno come la lumaca dell'indovinello, un passo avanti e due indietro, e che Dias sembra diventato un misto tra Gutierrez e Trotta.
Rocchi soffre di solitudine là davanti, sempre più pelato, laddove Kozak viene ammonito mentre si allaccia gli scarpini prima di entrare in campo e Alfaro ara allegramente praterie.

Un'armata Brancaleone che fa simpatia e tenerezza. Che sembra il Peter Sellers di Hollywood Party. Gli sparano, cade ma non muore mai. E si rialza per suonare la sua tromba. E' un miracolo che siamo ancora là. Pareggiamo e le altre pareggiano, perdiamo e le altre perdono. Che poi qualcuna si avvicina, è normale. Non foss'altro per cortesia.

Ma siamo là. Il traguardo pare lontanissimo, un Lecce o un Novara ostacoli proibitivi. Per non parlare dell'Udinese. Che per simpatia nei nostri confronti, forse per rispetto, sta mantenendo doverose distanze, pigliando sberle mica male ovunque vada. Perché noi giochiamo male, è vero, ma il bel gioco è un optional. Il Napoli di oggi è un ronzino annaspante, l'Udinese si è detto, l'Inter sta diventando una squadra decente dopo aver preso sganassoni tutta la stagione, e sta ancora là. Di quelli là, possiamo solo gustare siparietti comici quando intervista la Sanipoli.

Ma a quattro dalla fine in quel posto ci siamo noi. Certo, magari andare ad Udine con Radu e Konko sulle fasce, con Klose là davanti, col Profeta in grande spolvero, mentre Lulic stantuffa sulla fascia, con l'imbarazzo della scelta a centrocampo, ecco anch'io avrei preferito.

Ma non c'è nulla da fare. Non sarebbe stato da Lazio.
Questa partita, in questo momento della stagione, in queste condizioni, senza più alibi, più spazio, più margine, ecco.

Questa sì, questa è da Lazio.

Quoto, mi piace, un quadro in cui purtroppo mi (ci) riconosco.

La cosa bella sarebbe chiedersi perchè succede tutto questo, e non addebitare il tutto alla cattiva sorta o al fato predestinato, che così saremmo solo dei tristi Tafazzi.

GuyMontag

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Citazione di: V. il 01 Mag 2012, 19:52

Il problema, caro V., è che tu vedi la storia della Lazio da un'ottica un bel po' limitata, cronologicamente. La Lazio non è Napoli o Fiorentina. In virtù di cosa, di grazia? Il Napoli ha vinto due scudetti, come noi, la Fiorentina pure. Il Napoli ci ha messo su anche una Coppa Uefa. Sia Napoli che Fiore, ai loro momenti migliori, avevano fior di giocatori, di quelli che li possono raccontare ai figli, con orgoglio. E i napoletani li capisco. Loro hanno avuto il più grande giocatore al mondo, da raccontare ai figli.

Ne abbiamo avuti anche noi, PRIMA del 1974, e non avevamo mai vinto nulla. Abbiamo avuto Bernardini, Bernardini Fuffo, negli anni venti, abbiamo avuto il più grande centravanti italiano di tutti i tempi, SIlvio Piola, abbiamo avuto squadre forti, fortissime, abbiamo sfiorato lo scudetto nel 1937, abbiamo fatto tre terzi posti di seguito negli anni '50, abbiamo vinto la prima Coppa Italia, nel 1958. Era una Lazio stimata ed apprezzata, da noi giocavano i fratelli Sentimenti, i Vivolo, i Muccinelli, era una squadra che lèvati.

No, non è cambiata nel 1974. La storia della Lazio sono centododici anni di vita da gustare tutti d'un fiato, come una Tequila bum-bum, e da centellinare come un buon Whisky invecchiato.

Ci sono storie, centinaia di storie emozionanti, tristi e allegre, storie di insperati trionfi e di desolanti sconfitte, di tradimenti amarissimi. Noi, sempre contro tutti, mai amati e mai supportati da nessun potere. E tu liquidi tutto con un "la storia è cambiata"? Tu, proprio tu, non scappare V., tu che sai scrivere, trovale queste storie, divulgale, rendi il laziale di oggi orgoglioso di esserlo. Per quello che questi colori hanno rappresentato. E non solo nel calcio. Lo sai che Fausto Coppi, sì, proprio lui, ha vestito la maglia della Lazio? E Giulio Glorioso, la figura più illustre del baseball? E Renzo Nostini, e Bruno Beneck, lo sai che un laziale, Pucci, è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 stile libero?

Tira fuori la Storia della Lazio, sbandierala, colorala, insegnala, e allora ne uscirà la più grande Polisportiva d'Europa. Non sanno chi sono i nomi di cui sopra? Beh, sta a noi, allora. O oltre Mancini Vieri Salas Veron e Nedved non c'è più nessuno? Non ci ha allenato solo Zoff, ma anche Fulvio Bernardini (oltre ad averci giocato). Faglielo capire, alla tua ragazza e a tutti gli altri. Cos'è la Lazio. La storia è cambiata? Manco per niente. QUESTA è la storia della Lazio, non è che è arrivato Eriksson e ci ha fatto capire. Capire a chi?

Ennamo, essi bòno, mettiti anche tu a raccontare la Lazio, che lo sai fare. Tutta la Lazio. Sono 112 anni 3 mesi e 22 giorni. Ce n'hai da fare...

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