Scusa Papà.
Storie di una domenica pomeriggio, in cui anche il tempo sembra suggerirti che qualcosa non va. Il Sole va e viene e una leggera brezza ti costringe a infilarti una felpa per non rischiare un malanno di stagione.
Il tutto condito da una Lazio che la sera prima è stata presa a schiaffi a Parma e da una Roma che pur non brillando riesce a vincere contro un Novara volenteroso ma niente di più. Una Domenica da non ricordare insomma, ma come tante altre. Diventa da cancellare dal momento che il mio Skype tintinna: "ma è vero che è morto Chinaglia?". La prima reazione è quella di uno che in giornata ha visto troppi Pesci d'Aprile, anche di cattivo gusto e la certezza che questo sia uno di questi regna sovrana, Chinaglia non può essere morto.
Le dita però corrono veloci e tramite motore di ricerca vado a caccia del fellone che ha osato tirare questo scherzo al popolo Laziale. Lo scenario apocalittico che mi si para di fronte agli occhi mi lascia sgomento: Repubblica, Il Corriere della Sera, il Corriere dello Sport e tanti altri riportano il medesimo messaggio. Mi alzo, cammino lento verso la cucina dove mio padre mangia una mela: "Papà, Chinaglia è morto", il suo voltarsi di scatto mi gela le vene. "Ma che cazzo dici?", quasi a brutto muso, come se avessi bestemmiato. Prendo il telecomando e giro immediatamente su SkySport24 e per un attimo la speranza torna nel mio cuore. Infatti la redazione pensa bene di mandare un servizio eterno sull'Inter di Stramaccioni e anche il biscione sotto è troppo impegnato nel dare i risultati della Domenica. "Ma ti pare che è morto, l'avrebbero scritto qua...". Poi un gesto innaturale mi porta su un canale che non guardo mai, SkyTG24 al numero 100 e qui la speranza alimentata dalla superficialità della redazione sportiva viene meno: LUTTO NEL MONDO DEL CALCIO, E' MORTO GIORGIO CHINAGLIA.
Le mani di mio padre battono fragorosamente tra loro e poi cadono inermi sulle cosce. Lo sguardo fisso su quella scritta a caratteri cubitali e gli occhi che piano piano si lucidano. Il mio sguardo guarda quegli occhi e in un attimo ricevo una lezione di Lazialità che non pensavo di avere il bisogno di ricevere. In un attimo capisco chi era Giorgio Chinaglia. Per me, ragazzo cresciuto a pane e Cragnotti, Chinaglia era una grande pagina della storia della Lazio, una pagina che avevo avuto modo di conoscere tramite Libri, video, immagini. Però il mio giudizio era quello di chi ha letto la storia ma non l'ha vissuta. Quindi per me in un primo momento è stato facile metabolizzare l'accaduto, ma alla vista degli occhi mi sono tremate le gambe e ho capito chi fosse veramente Giorgio Chinaglia...il grido di Battaglia.
Quindi scusa Papà se per sempre ricorderai che la mia voce ti ha annunciato la morte di Giorgione, ma grazie dell'ennesima lezione che mi ha reso un Laziale migliore.