E un grazie anche a Pia Locatelli

Aperto da Dusk, 04 Dic 2013, 12:39

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Dusk

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Seguo e stimo Pia Locatelli da molti anni, Presidente dell'Internazionale Socialista Donne e attualmente deputato socialista eletto nelle file del PD. Ha fatto un bell'intervento anche lei, ieri. Non l'ho trovato su youtube, ma ho trovato questa sintesi, sul Fatto Quotidiano.

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Calcio: tifosi della Lazio arrestati, ma Varsavia è in Europa?
di Pia Locatelli | 4 dicembre 2013

"Rumore, schiamazzo, ostacoli nell'uso del marciapiede da parte di altri pedoni". Ho in mano il capo di accusa con cui le autorità polacche hanno processato per direttissima e condannato uno dei circa 150 tifosi della Lazio, arrivati la settimana scorsa a Varsavia.

Un processo penale. Un processo avvenuto senza la presenza di un difensore, senza la rappresentanza della nostra ambasciata. Un processo dove i ragazzi, tutti giovanissimi, molti minorenni, sono stati costretti a dichiararsi colpevoli, alcuni pagando una multa pari a circa 100 euro, per poter essere immediatamente rilasciati.

Non è avvenuto nel Terzo mondo, non è avvenuto in uno Stato dittatoriale, bensì in Polonia, in un paese dell'Unione europea dove fino a prova contraria dovrebbe esistere uno Stato di diritto.

Non stiamo certo qui a difendere i tifosi violenti e nulla possiamo dire sugli arresti dopo il lancio di sassi da parte di alcuni laziali nel confronti dei poliziotti polacchi, ma di certo non possiamo non condannare la decisione del tutto arbitraria della polizia locale di "fermare preventivamente i tifosi per evitare disordini".

La cronaca è nota: complessivamente sono stati fermati oltre 200 supporter biancocelesti, di cui circa 50 sono stati rilasciati subito dopo l'identificazione. Altri sono stati liberati dopo due giorni e 20 di essi si trovano tuttora detenuti nella prigione di Varsavia.

Uno dei ragazzi coinvolti nel fermo, avvenuto nel pomeriggio di giovedì, e rimpatriato domenica mattina, ha raccontato che nella retata sono finiti non solo i tifosi della Lazio, ma anche turisti, anziani e donne, come nel caso di due ragazze toscane portate in questura solo perché italiane.

In un primo momento è stato detto loro che li avrebbero accompagnati allo stadio, ma invece sono stati condotti in commissariato, dove sono stati sottoposti all'alcol test e al droga test. In seguito hanno fatto firmare loro dei fogli in lingua polacca e li hanno portati in carcere.

Il ragazzo ha raccontato di non avere idea di dove fosse il carcere, che gli è stato impedito di avvisare la famiglia, di chiamare un legale o di contattare l'ambasciata.

I ragazzi arrestati, tra cui molti minorenni, sono stati privati degli oggetti personali e trasferiti in cella, privi di acqua e di cibo per 26 ore. La possibilità di andare al bagno era lasciata alla discrezionalità delle guardie carcerarie che a volte ignoravano totalmente le richieste, altre volte le esaudivano dopo una mezz'ora.

Il venerdì mattina sono stati interrogati alla presenza di un interprete.

I ragazzi sono stati processati per direttissima sabato mattina, ma prima sono rimasti altre tre ore in cella con le mani ammanettate dietro la schiena.

Questi ragazzi non avevano fatto nulla. Ma anche fossero stati colpevoli niente giustifica la negazione dei più elementari diritti a cominciare da quello di avere un avvocato difensore.

Ma la cosa più grave è che la polizia polacca ha dichiarato di essersi comportata in modo conforme alle procedure legali in vigore. Ossia era tutto lecito: il fermo, la mancanza di acqua e di cibo, i maltrattamenti, l'iter processuale.

Delle due l'una: o la polizia polacca ha raccontato balle o in Polonia vigono regole diverse da quelli dei Paesi dell'Unione europea. A questo punto sarebbe necessario che anche le istituzioni europee fossero coinvolte per fare piena chiarezza in questa vicenda.




Un applauso alla Locatelli.
(Peccato per la monnezza fetida sotto sembianze umane rappresentata dalla maggior parte dei commenti sottostanti.)


porgascogne

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laziAle82

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Panzabianca

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questo è il momento dé tirà su la rete. Interventi come questo (ricordiamolo sempre, si parla di cittadini italiani prevaricati) e quello già commentato della Meloni (qualche sera fa la romanella a me l'ha fatta apprezzare anco sessualmente) ti fanno capire per quali persone avere attenzione in occasione delle prossime scadenze elettorali.
Complimenti alla Locatelli


bellodecasa

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Un grazie anche a Roberta Angelilli, Vice Presidente del Parlamento Europeo.



Tifosi Lazio. Protesta al Parlamento europeo. Appello alle Istituzioni europee: Accertare subito le violazioni della Polonia sui fermi e gli arresti a Varsavia

Rispetto per i diritti dei cittadini italiani", "Subito a casa i cittadini italiani fermati a Varsavia", sono alcuni dei cartelli esposti nel corso della protesta svoltasi oggi pomeriggio davanti la sede del Parlamento europeo di Bruxelles per chiedere alle Istituzioni europee di prendere una posizione forte in merito alla vicenda dei tifosi italiani fermati a Varsavia prima dell´incontro di calcio Legia - Lazio.
L´iniziativa è stata  promossa dalla Vicepresidente dell´Europarlamento Roberta Angelilli e da  una delegazione di ragazzi  di Roma e del Lazio.
"Quanto avvenuto in Polonia è inaccettabile. Dalle testimonianze dei nostri connazionali che erano a Varsavia emergono particolari inquietanti, su cui le Istituzioni europee hanno il dovere di fare chiarezza e di pretendere spiegazioni da parte delle autorita´ polacche. E´ evidente che ci sono state delle gravi violazioni dei diritti fondamentali e per questo sto continuando a raccogliere segnalazioni da parte dei cittadini per presentare un dossier al Parlamento europeo", ha dichiarato il Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli.

JSM

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Brava Pia Locatelli! La tradizione socialista è sempre la tradizione socialista

Grazie anche a Roberta Angelilli!

strike

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Applausi e ringraziamenti a Pia Locatelli, preciso e puntuale. In molti Paesi dell'Europa anche occidentale vigono regole per noi assurde sulle libertà civili, ma qui credo ci sia la violazione della Convenzione europea dei diritti umani, davanti al giudice in catene senza avvocati non dovrebbe essere possibile

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er polipo

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Citazione di: bellodecasa il 04 Dic 2013, 12:54
Un grazie anche a Roberta Angelilli, Vice Presidente del Parlamento Europeo.



Tifosi Lazio. Protesta al Parlamento europeo. Appello alle Istituzioni europee: Accertare subito le violazioni della Polonia sui fermi e gli arresti a Varsavia

Rispetto per i diritti dei cittadini italiani", "Subito a casa i cittadini italiani fermati a Varsavia", sono alcuni dei cartelli esposti nel corso della protesta svoltasi oggi pomeriggio davanti la sede del Parlamento europeo di Bruxelles per chiedere alle Istituzioni europee di prendere una posizione forte in merito alla vicenda dei tifosi italiani fermati a Varsavia prima dell´incontro di calcio Legia - Lazio.
L´iniziativa è stata  promossa dalla Vicepresidente dell´Europarlamento Roberta Angelilli e da  una delegazione di ragazzi  di Roma e del Lazio.
"Quanto avvenuto in Polonia è inaccettabile. Dalle testimonianze dei nostri connazionali che erano a Varsavia emergono particolari inquietanti, su cui le Istituzioni europee hanno il dovere di fare chiarezza e di pretendere spiegazioni da parte delle autorita´ polacche. E´ evidente che ci sono state delle gravi violazioni dei diritti fondamentali e per questo sto continuando a raccogliere segnalazioni da parte dei cittadini per presentare un dossier al Parlamento europeo", ha dichiarato il Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli.

Ecco, l'Angelilli era con me a Viale Somalia, e la ricordo una persona molto in gamba e di principi.
Brava, Roberta!

tommasino

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Citazione di: white-blu il 04 Dic 2013, 12:41

Complimenti e grazie, ma quel "tifosi del Lazio" non si può sentire.

strike

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Convenzione europea dei diritti umani

Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza

1. Ogni persona ha diritto alla libertà e alla sicurezza. Nessuno può essere privato della libertà salvo che nei casi seguenti e nei modi previsti dalla legge:

a. se è detenuto regolarmente in seguito a condanna da parte di un tribunale com­­petente;

b. se è in regolare stato di arresto o di detenzione per violazione di un prov­ve­dimento legittimamente adottato da un tribunale ovvero per garantire l'ese­cuzione di un obbligo imposto dalla legge;

c. se è stato arrestato o detenuto per essere tradotto dinanzi all'autorità giu­di­ziaria competente quando vi sono ragioni plausibili per sospettare che egli abbia commesso un reato o ci sono motivi fondati per ritenere necessario di impedirgli di commettere un reato o di fuggire dopo averlo commesso;

d. se si tratta della detenzione regolare di un minore, decisa per sorvegliare la sua educazione, o di sua legale detenzione al fine di tradurlo dinanzi all'au­torità competente;

e. se si tratta della detenzione regolare di una persona per prevenire la pro­pa­gazione di una malattia contagiosa, di un alienato, di un alcoolizzato, di un tossicomane o di un vagabondo;

f. se si tratta dell'arresto o della detenzione regolari di una persona per im­pe­dirle di penetrare irregolarmente nel territorio, o contro la quale è in corso un procedimento d'espulsione o d'estradizione.

2. Ogni persona che venga arrestata deve essere informata al più presto e in una lin­gua a lei comprensibile dei motivi dell'arresto e di ogni accusa elevata a suo carico.

3. Ogni persona arrestata o detenuta nelle condizioni previste dal paragrafo 1 c) del presente articolo, deve essere tradotta al più presto dinanzi a un giudice o a un altro magistrato autorizzato dalla legge ad esercitare funzioni giudiziarie e ha diritto di essere giudicata entro un termine ragionevole o di essere posta in libertà durante l'istruttoria. La scarcerazione può essere subordinata ad una garanzia che assicuri la comparizione della persona all'udienza.

4. Ogni persona privata della libertà mediante arresto o detenzione ha diritto di indi­rizzare un ricorso ad un tribunale affinché esso decida, entro brevi termini, sulla le­galità della sua detenzione e ne ordini la scarcerazione se la detenzione è illegale.

5. Ogni persona vittima di arresto o di detenzione in violazione a una delle disposi­zioni di questo articolo ha diritto ad una riparazione.

Articolo 6 – Diritto ad un processo equo

1. Ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un termine ragione­vole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l'accesso alla sala d'udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o una parte del processo nell'interesse della morale, dell'or­dine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esi­gono gli interessi dei minori o la tutela della vita privata delle parti nel processo, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale quando, in speciali cir­costanze, la pubblicità potrebbe pregiudicare gli interessi della giustizia.

2. Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente sino a quando la sua col­pevolezza non sia stata legalmente accertata.

3. Ogni accusato ha segnatamente diritto a:

a. essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui com­pren­sibile e in un modo dettagliato, della natura e dei motivi dell'accusa ele­vata a suo carico;

b. disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie per preparare la sua di­fesa;

c. difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratui­tamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della giusti­zia;

d. interrogare o far interrogare i testimoni a carico ed ottenere la convoca­zione e l'interrogazione dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei te­sti­moni a carico;

e. farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nell'udienza.



nell'art 5 che si riferisce all'arresto c'è il diritto al giudice ma non all'avvocato

Dusk

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Citazione di: strike il 04 Dic 2013, 13:21

nell'art 5 che si riferisce all'arresto c'è il diritto al giudice ma non all'avvocato

Credo se ne faccia riferimento in un Protocollo aggiuntivo. Non ricordo quale, perché ho dato un magnifico esame di Diritti Umani ma è stato 3 anni fa. Ma ricordo bene anche il fatto che ci fosse una giurisprudenza consolidata in tal senso.

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ralphmalph

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Grazie alla Locatelli


Sent from Lulic al 71esimo

AquilaLidense

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Citazione di: ralphmalph il 04 Dic 2013, 13:28
Grazie alla Locatelli


Sent from Lulic al 71esimo

grazie, e comunque la sinistra sempre seconda arriva.

er polipo

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Citazione di: AquilaLidense il 04 Dic 2013, 13:30
grazie, e comunque la sinistra sempre seconda arriva.

me ricordano qualcuno...  :beer:

Cesio

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Un intervento ineccepibile. Sarebbe da stampare e far leggere a tutte quelle persone che aprono bocca a vanvera basando la loro conoscenza dei fatti su qualche articolo scritto ad arte.

strike

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Citazione di: Cesio il 04 Dic 2013, 13:49
...qualche articolo scritto ad arte.

ma quale arte? roba di quarta mano da una questura polacca

Buraz

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Citazione di: Dusk il 04 Dic 2013, 12:39
Seguo e stimo Pia Locatelli da molti anni, Presidente dell'Internazionale Socialista Donne e attualmente deputato socialista eletto nelle file del PD. Ha fatto un bell'intervento anche lei, ieri. Non l'ho trovato su youtube, ma ho trovato questa sintesi, sul Fatto Quotidiano.

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Calcio: tifosi della Lazio arrestati, ma Varsavia è in Europa?
di Pia Locatelli | 4 dicembre 2013

"Rumore, schiamazzo, ostacoli nell'uso del marciapiede da parte di altri pedoni". Ho in mano il capo di accusa con cui le autorità polacche hanno processato per direttissima e condannato uno dei circa 150 tifosi della Lazio, arrivati la settimana scorsa a Varsavia.

Un processo penale. Un processo avvenuto senza la presenza di un difensore, senza la rappresentanza della nostra ambasciata. Un processo dove i ragazzi, tutti giovanissimi, molti minorenni, sono stati costretti a dichiararsi colpevoli, alcuni pagando una multa pari a circa 100 euro, per poter essere immediatamente rilasciati.

Non è avvenuto nel Terzo mondo, non è avvenuto in uno Stato dittatoriale, bensì in Polonia, in un paese dell'Unione europea dove fino a prova contraria dovrebbe esistere uno Stato di diritto.

Non stiamo certo qui a difendere i tifosi violenti e nulla possiamo dire sugli arresti dopo il lancio di sassi da parte di alcuni laziali nel confronti dei poliziotti polacchi, ma di certo non possiamo non condannare la decisione del tutto arbitraria della polizia locale di "fermare preventivamente i tifosi per evitare disordini".

La cronaca è nota: complessivamente sono stati fermati oltre 200 supporter biancocelesti, di cui circa 50 sono stati rilasciati subito dopo l'identificazione. Altri sono stati liberati dopo due giorni e 20 di essi si trovano tuttora detenuti nella prigione di Varsavia.

Uno dei ragazzi coinvolti nel fermo, avvenuto nel pomeriggio di giovedì, e rimpatriato domenica mattina, ha raccontato che nella retata sono finiti non solo i tifosi della Lazio, ma anche turisti, anziani e donne, come nel caso di due ragazze toscane portate in questura solo perché italiane.

In un primo momento è stato detto loro che li avrebbero accompagnati allo stadio, ma invece sono stati condotti in commissariato, dove sono stati sottoposti all'alcol test e al droga test. In seguito hanno fatto firmare loro dei fogli in lingua polacca e li hanno portati in carcere.

Il ragazzo ha raccontato di non avere idea di dove fosse il carcere, che gli è stato impedito di avvisare la famiglia, di chiamare un legale o di contattare l'ambasciata.

I ragazzi arrestati, tra cui molti minorenni, sono stati privati degli oggetti personali e trasferiti in cella, privi di acqua e di cibo per 26 ore. La possibilità di andare al bagno era lasciata alla discrezionalità delle guardie carcerarie che a volte ignoravano totalmente le richieste, altre volte le esaudivano dopo una mezz'ora.

Il venerdì mattina sono stati interrogati alla presenza di un interprete.

I ragazzi sono stati processati per direttissima sabato mattina, ma prima sono rimasti altre tre ore in cella con le mani ammanettate dietro la schiena.

Questi ragazzi non avevano fatto nulla. Ma anche fossero stati colpevoli niente giustifica la negazione dei più elementari diritti a cominciare da quello di avere un avvocato difensore.

Ma la cosa più grave è che la polizia polacca ha dichiarato di essersi comportata in modo conforme alle procedure legali in vigore. Ossia era tutto lecito: il fermo, la mancanza di acqua e di cibo, i maltrattamenti, l'iter processuale.

Delle due l'una: o la polizia polacca ha raccontato balle o in Polonia vigono regole diverse da quelli dei Paesi dell'Unione europea. A questo punto sarebbe necessario che anche le istituzioni europee fossero coinvolte per fare piena chiarezza in questa vicenda.




Un applauso alla Locatelli.
(Peccato per la monnezza fetida sotto sembianze umane rappresentata dalla maggior parte dei commenti sottostanti.)

Bell'intervento, d'accordo, ma 'sto passaggio cerchiobottista - stante al momento l'assoluta mancanza di prove del fatto evidenziato, insieme a quello dell'attibuzione ai tifosi Laziali della proprieta' del famoso borsone - si poteva imho omettere. Nell'intervento suo e in quelli di tutti gli altri politici che hanno preso a cuore la questione, beninteso.

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Citazione di: Dusk il 04 Dic 2013, 13:27
Credo se ne faccia riferimento in un Protocollo aggiuntivo. Non ricordo quale, perché ho dato un magnifico esame di Diritti Umani ma è stato 3 anni fa. Ma ricordo bene anche il fatto che ci fosse una giurisprudenza consolidata in tal senso.

grazie, dopo tre anni te lo ricorderai... io dopo diciotto non ho speranza

Alex_k

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Citazione di: Dusk il 04 Dic 2013, 12:39
Peccato per la monnezza fetida sotto sembianze umane rappresentata dalla maggior parte dei commenti sottostanti.

Ringraziamo la solerte stampa riommica, il f.a.r.e. e tutta la coprologia di contorno.

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